InfoAut
Immagine di copertina per il post

2023: un anno di scioperi USA

Questo articolo di “Labor Notes” ripreso da “In These Times” traccia un bilancio degli scioperi che si sono succeduti negli Stati Uniti nel 2023. Per questo va letto e rilanciato.

Di Sergio Fontegher Bologna, da Officina Primo Maggio

Il bilancio è assai positivo: gli scioperi ufficialmente registrati (cioè con più di 1.000 scioperanti) sono stati il doppio e hanno coinvolto un numero di lavoratori doppio rispetto al 2022. Ma gli scioperi più piccoli, di cui si ha notizia solo localmente o spulciando le pagine interne dei giornali, sono molto più numerosi.

L’articolo merita di essere letto anche perché offre una spiegazione dell’aria nuova che tira nel movimento operaio americano. Questa andrebbe cercata a) nella ripresa delle rivendicazioni dopo la mazzata della pandemia sul mondo del lavoro e b) nel netto cambiamento di leadership all’interno del sindacato, con la sconfitta di dirigenze corrotte e colluse con i padroni e la vittoria, seppure per un pugno di voti nel caso della UAW, di leader combattivi come Shawn Fain.

“No Concessions, no Corruption, no Tiers”, è stato uno degli slogan che hanno permesso ai reformer di vincere. Ancora una volta un ruolo importante sarebbe stato svolto dai Teamsters.

Teamsters for a Democratic Union (TDU) è il caucus che ha permesso di riguadagnare la fiducia della base, imponendo il principio one member-one vote. Ma, per ricostruire questa vicenda di liberazione dal giogo della corruzione interna, bisogna risalire al 1989 quando il governo minacciò di commissariare il sindacato e TDU si oppose all’ingerenza governativa. Così vinse le elezioni nel 1991, ma le perse nel 1998. Nel 2022 è riuscito a vincerle di nuovo e la nuova coppia di leader, Sean O’Brien e Fred Zuckerman, Presidente e Tesoriere, hanno potuto impostare con successo la lotta all’UPS contro la sesta giornata lavorativa settimanale e contro l’istituzione di una seconda categoria di autisti (a onor del vero, non tutti considerarono una vittoria la conclusione dello sciopero dei 340 mila autisti di UPS, ricordiamo di aver letto dei commenti molto duri, secondo i quali si sarebbe potuto ottenere molto di più).

Una dinamica simile si è verificata all’interno del sindacato dell’auto UAW, dove il caucus Unite All Workers for Democracy (UAW for Democracy – un voluto gioco di acronimi) è riuscito a cacciare nel 2019 la direzione corrotta di Gary Jones e Denis Williams – finiti addirittura in galera – e a presentare nel 2022 la lista Members Unite, che ha conquistato con Shawn Fain la Presidenza e la maggioranza del comitato esecutivo.

La grande novità del 2023 è stata comunque la lotta durata quattro mesi della WGA, degli sceneggiatori di Hollywood, cui si sono uniti gli attori della SAGA (The biggest strike of the year was by 160,000 actors in SAG-AFTRA who walked out in July, following 11,000 Screenwriters (WGA) to the strike line). Ma su questo sciopero l’articolo non aggiunge altri dettagli.

Il 2023 si era aperto con lo sciopero delle 7.000 infermiere degli ospedali di New York e ha visto altre agitazioni nel settore sanitario, di particolare rilevanza quella in ottobre dei 75 mila dipendenti di Kaiser Permanente in California, un gigante della sanità privata. Anche a Los Angeles il sindacato degli insegnanti è riuscito a sbarazzarsi di una leadership corrotta e ha portato alla lotta i suoi iscritti che, insieme al sindacato dei dipendenti scolastici, costituiscono una forza di 65 mila scioperanti. Come se non bastasse, a Los Angeles il sindacato Unite Here ha esteso le agitazioni al personale di 68 hotel.

La seconda parte dell’articolo passa in rassegna il processo di sindacalizzazione che sta investendo moltissimi settori, dalla catena Starbucks dove la Starbucks Workers United ha sindacalizzato 360 negozi, agli elettrici, ai produttori di camion. Naturalmente la reazione padronale, per far fronte a questa pressione, ha alzato il tiro a sua volta con ogni mezzo, aprendo contenziosi legali, tirando in lungo i negoziati, (litigate, litigate, litigate, delay, delay, delay) oltre ad adottare una serie di pratiche illegali, infischiandosi anche delle condanne inflitte dalle corti. In testa a tutti, ovviamente, Amazon, che non ha potuto accettare la sconfitta al magazzino JFK8 di Staten Island, a New York, dove un leader nero, Christian Smalls, emerso dalla base contro il sindacato ufficiale (quello che aveva perduto la battaglia a Bessemer in Alabama, malgrado l’inusitato appoggio di Biden) era riuscito a far riconoscere il sindacato da lui fondato, l’Amazon Labor Union (su questa vicenda sta per uscire un volume in italiano). La combinazione di azioni repressive e tattiche dilatorie da parte del padronato è riuscita a ottenere risultati concreti (esempio proprio Starbucks, dove, malgrado la sindacalizzazione, non è stato firmato alcun contratto in nessuno dei 360 negozi). Il National Labor Relations Board (NLRB) finché è retto da Jennifer Abruzzo, nominata dai democratici, riesce a reintegrare lavoratori illegalmente licenziati, riesce a sanzionare le unfair labor practices e a favorire le richieste di base per votare nelle singole aziende il riconoscimento della presenza sindacale. Ma questo baluardo diventa sempre più fragile anche perché Biden sta perdendo popolarità proprio tra i militanti sindacali più attivi a causa del suo sostegno alla politica omicida di Netanyahu.

Inoltre, accanto a quello sindacale, rimane più che mai aperto l’altro fronte della difesa del diritto di aborto, dopo la decisione antiabortista della Corte suprema, che sta costringendo molti stati a rilegittimare in modi diversi il diritto di scelta delle donne. Abbiamo visto Sara Nelson, leader del sindacato degli assistenti di volo (Association of Flight Attendants, AFA), partecipare ai picchetti di vari scioperi in altri settori come attivista del movimento di difesa del diritto di aborto. Del resto, il sindacato AFA è esso stesso un prodotto del femminismo, perché è stato costituito essenzialmente da donne. Il 13 dicembre è entrato in agitazione con lo slogan Furious Cabin Crews per il miglioramento delle condizioni economiche di operatrici ed operatori costretti molto spesso a orari di lavoro logoranti. Sara Nelson, la Presidente, era già una figura molto popolare, in lei movimento delle donne e movimento dei lavoratori sembrano unirsi nella stessa persona. Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che queste lotte sindacali forse hanno trovato una sponda politica sincera nel Workers Families Party (WFP), indenne per ora dalle ambiguità e dalle contraddizioni del Partito Democratico, la conclusione che possiamo trarre da queste poche righe è che vale proprio la pena seguire attentamente questi avvenimenti, perché ci danno un minimo di respiro positivo e qualche insegnamento per la nostra situazione.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Sfruttamentodi redazioneTag correlati:

BIDENlavoroscioperistati uniti

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Crollo di Firenze: la destra diventa europeista quando si tratta di deregolamentare il lavoro

Cinque operai morti e tre feriti, questo è il tragico bilancio del crollo avvenuto venerdì 16 febbraio nel cantiere del supermercato Esselunga in via Mariti, a Firenze, morti che si aggiungono alla lunga lista di una strage silenziosa.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Addio Pasquale, compagno generoso ed instancabile

Apprendiamo con amarezza che per un malore improvviso è venuto a mancare Pasquale Lojacono.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Firenze: crollo in un cantiere Esselunga. Cinque operai morti, lunedi sciopero sindacati di base

L’azienda committente e la ditta appaltatrice del crollo nel cantiere Esselunga a Firenze sono gli stessi degli incidenti avvenuti nel cantiere di un altro supermercato del gruppo lombardo della Gdo a Genova, nella zona di San Benigno

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Monza: “Dita spezzate e calci a terra”, violento sgombero poliziesco del presidio SI Cobas 

“Nuova escalation di violenza di Stato contro il sindacato SI Cobas: brutale aggressione contro i lavoratori e il coordinatore di Milano Papis Ndiaye“

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sciopero degli addetti al settore cargo di Malpensa

Sciopero all’aeroporto di Milano Malpensa degli addetti al settore cargo.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Cremona: la polizia sgombera la Prosus, occupata da 4 mesi dai lavoratori

I lavoratori dell’azienda di macellazione Prosus di Vescovato, alle porte di Cremona, che dal 16 ottobre 2023 occupavano lo stabilimento sono stati sgomberati questa notte.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

SI Cobas: pistola puntata verso gli operai di Verona e aggressione con metodo mafioso a Prato

Gravissima vicenda fuori dai cancelli della Maxidi di Belfiore, in provincia di Verona: una guardia giurata ha puntato la pistola in faccia ai lavoratori in sciopero da mesi per chiedere l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, oltre che a salari e condizioni di lavoro migliori.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Mondo Convenienza: la lotta paga. Applicato il CCNL della logistica a tutti gli appalti

È ufficiale. Dal 1 marzo in tutti gli appalti Mondo Convenienza verrà applicato il CCNL della Logistica. All’inizio dicevano che era “impossibile”. Ora sarà realtà.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Prima Classe e sfruttamento di classe

Il commissariamento dell’azienda Alviero Martini Spa di Milano per sfruttamento lavorativo è l’ennesima occasione per riflettere sulle trasformazioni delle filiere del nostro paese e sulle devastanti condizioni di lavoro che stanno dietro il tanto celebrato “Made in Italy”.

Immagine di copertina per il post
Culture

La propaganda di Israele nel più popolare sport americano

Israele ha approfittato dei 123 milioni di telespettatori, il massimo dallo sbarco sulla Luna del 1969, che hanno visto la finale del campionato di Football americano, per fare propaganda.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Medio Oriente: aggiornamenti dal Libano

Bombardamenti nel Sud del Libano: un’escalation controllata?

Immagine di copertina per il post
Formazione

Scuola. Tecnici e professionali: un “capolavoro” al servizio delle imprese

L’iter parlamentare della riforma degli istituti tecnici e professionali è in discussione alla Camera.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La NATO guida il riarmo globale tra cyberwar e tecnologie quantistiche

Alea iacta est. Il dado è tratto. Ciò che disse Cesare prima di varcare il Rubicone e iniziare la guerra contro Pompeo, lo hanno ripetuto duemila anni dopo i Capi di Stato maggiore della difesa dei 31 paesi membri della NATO più la new entry di Svezia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Biden e le tensioni con il Texas

In queste ultime settimane, negli Stati Uniti la tensione intorno alla questione migranti e’ tornata alle stelle.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Costante trumpista: la guerra civile latente negli Stati Uniti

In molti avevano creduto che dopo i fatti di Capitol Hill il trumpismo come fenomeno politico sarebbe stato archiviato, presentandosi al limite nelle forme di un estremismo suprematista tanto più radicale quanto residuale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

I quattro cavalieri dell’Apocalisse di Gaza

Joe Biden si affida a consiglieri che vedono il mondo attraverso la lente della missione civilizzatrice dell’Occidente nei confronti delle “razze inferiori” della terra per formulare le sue politiche nei confronti di Israele e del Medio Oriente.