InfoAut
Immagine di copertina per il post

#JusticePourTheo: aggiornamenti sulle rivolte in Francia

Da venerdi, scontri notturni contro la polizia si susseguono a Aulnay e in altri comuni nelle vicinanze, soprattutto dopo la pubblicazione della testimonianza dettagliata e particolarmente raccapriciante di Theo. Secondo fonti della polizia, le forze dell’ordine sarebbero state attaccate a colpi di pietre, tiri di mortaio artigianale e bombe molotov. I giornalisti parlano di pattumiere, macchine, fermate di autobus e un concessionario incendiati. La polizia ha detto di aver spento un inizio d’incendio in una scuola a Tremblay, e denuncia danni al commissariato della stessa città.  

Nel weekend un ingente dispositivo poliziesco è stato dispiegato a Aulnay-sous-Bois, con numerose unità di CRS che si sono posizionate nel quartiere. Si contano 5 fermi nella notte da domenica a lunedi, con accuse di violenze e oltraggio su poliziotti. 

Lunedi una manifestazione è stata organizzata nel pomeriggio dalla famiglia di Theo. Centinaia di personne si ritrovano a Aulnay-sous-Bois dietro allo striscione  « Giustizia per Theo », la marcia è finita lì dove il ragazzo è stato aggredito. 

Lo stesso giorno il dispositivo di polizia è stato rinforzato con l’autorizzazione dell’uso di armi da guerra tipo fucili di precisione e impiego di un elicottero che sorvola tuttora il quartiere giorno e notte. La sera si sono ripetuti nuovi scontri. Gli abitanti denunciano l’uso di veri proiettili prima in aria e poi contro la gente. La prefettura ha ammesso gli spari in aria di intimidazione (che è una pratica molto rara in Francia, una decina di casi per anno), riconoscendo ufficialmente che un paio di agenti della BAC si sono ritrovati accerchiati e non muniti di armi intermedie hanno dovuto fare uso delle loro armi da fuoco, non ammette invece che la polizia abbia sparato sulla gente. Le foto dei bossoli raccolti hanno fatto il giro della rete e nella notte ci sono stati 26 fermi. 

{youtube}wWAj55p2nWY{/youtube}

E stata anche denunciata l’interruzione della luce pubblica nella banlieu a più riprese. I media hanno da prima parlato di atti di sabotaggio da parte dei manifestanti ma ci si chiede oggi se non si tratti di un atto volontario proprio da parte della polizia per impedire la ripresa video degli arresti coi telefonini. Gira in rete il video di un poliziotto che minaccia con il sui fucile LBD40 qualcuno che lo filma : “smettila di filmare…dammi i telefonino o ti brucio”

{youtube}ppvX9vnaCF4{/youtube}

Martedì 7 febbraio, dopo quattro giorni di rivolta, 17 personne, tutte giovani, secondo le fonti poliziesche, vengono processate al tribunal di Bobigny. 

Nel pomeriggio, il presidente francese Hollande si è recato all’ospedale per una visita a Theo, promettendo giustizia. Una mossa disperata e strumentale per strappargli un appello alla pace,  chiarissimo l’indice di quanto siano temute nuove rivolte.

Ieri sera una manifestazione contro le violenze della polizia ha riunito 300 persone a Menilmontant (quartiere est di Parigi). La polizia ha cercato di impedire il corteo non-autorizzato. Nella notte segnalati cortei e rivolte anche a Aulnay, Clichy, Tremblay, Montfermeil, Sevran et Le blanc mesnil.

Oggi (mercoledì 8 febbraio) cinque maggiorenni sono passati in tribunale per direttissima accusati di agguato contro la polizia, assembramento con armi e violenze. Undici minori sono passati davanti ai giudici per assembramento.

Nel frattempo la “giustizia” fa il suo corso: inizialmente i quattro agenti che hanno aggredito Theo sono stati accusati di stupro, poi l’accusa è stata derubricata a violenza volontaria con arma (soltanto l’intervento di un secondo giudice ha ripristinato l’accusa di stupro ma esclusivamente per l’agente che impugnava il manganello)

Contrariamente a quello che certi media e responsabili pubblici affermano, lo stupro con manganello è probabilmente una tecnica poliziesca più usata di quello che si pensa. Proprio il 16 gennaio scorso, un poliziotto municipale di Drancy passava in giudizio per avere ferito un giovane con un tonfa nell’ottobre 2015. Il poliziotto era incriminato per violenza con arma e non per stupro, la procura ha richiesto 6 mesi di condizionale e un divieto professionale di 1 anno. La sentenza sarà resa nota il 20 febbraio.

Tra l’allargamento degli scontri, il dispiegamento della polizia, i vari sostegni mediatici a Theo (tra cui il rapper Bouba e l’attore Omar Sy) la faccenda sta prendendo una piega politica molto più netta di tanti altri fatti di violenza della polizia passati sotto silenzio. Anche se i media mainstream si rifiutano per ora di legare questa storia di soprusi alla legge detta di “sicurezza pubblica” che l’assemblea nazionale sta votando per allargare il diritto dei poliziotti a fare uso delle loro arme a fuoco.

Intanto per stasera sono previsti nuovi cortei per chiedere giustizia per Theo…

#justicepourtheo

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Anatomia di un furto: noi e Navier-Stokes

In data 8 settembre, sul blog dell’azienda di intelligenza artificiale OpenAI è comparso un post il quale sostiene che un modello di IA generativa non disponibile al pubblico – ed evidentemente più potente del loro ultimo modello: GPT-6 Astra – abbia risolto le equazioni di Navier-Stokes, uno dei sette problemi del millennio.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Organizzare la lotta contro la guerra sui territori: pratiche, idee e strumenti dall’esperienza del Movimento No Base

Proponiamo un contributo sugli strumenti messi in campo a partire dalla lotta del Movimento No Base, per costruire un movimento popolare antimilitarista e per far fronte alla complessità dei territori investiti dalle infrastrutture di guerra.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Presidio a Biella: giù le mani dal Brianco. No al progetto agrivoltaico della società israeliana Ecoenergy

Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: a Taranto 2500 licenziamenti per indotto Ex-Ilva. Sciopero e blocchi stradali

A Taranto sono ripartite le 2.500 lettere di licenziamento per chi è impiegato nell’indotto ex Ilva e così riparte anche la mobilitazione. Usb e confederali hanno proclamato 24 ore di sciopero immediato, fino alle 7 di domattina, con blocchi su alcune strade provinciali.

Immagine di copertina per il post
Culture

UNIVERSITÀ POPOLARE T28

Ciclo di lezioni gratuite di storia e geopolitica tenute da esperti e professori di varie università Tutti i mercoledì alle ore 19 presso il Centro Occupato Autogestito T28 in via dei Transiti 28 (Milano)

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Houthi alla conquista di Mocha. La situazione nel corridoio energetico globale e il possibile ingresso di nuovi attori

Tra il 9 e il 10 settembre il movimento politico-militare scita libanese Ansar Allah (detti comunemente Houthi Yemeniti) ha preso in controllo di Mocha, una città portuale affacciata su una delle più importanti rotte marittime del pianeta, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Serbia: sionismo e nazionalismo nei Balcani. Un approfondimento dopo il funerale di Mladić

A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia, facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Giù le mani dagli Orti Urbani: sulla manifestazione del 5 settembre a Livorno

Lo scorso weekend a Livorno si è tenuto un campeggio e una manifestazione nazionale per difendere l’oasi verde dove sono presenti gli Orti Urbani. Più di 3.000 persone hanno partecipato alla marcia per le vie della città.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Elezioni in Sassonia-Anhalt: una lettura del risultato ottenuto da Afd

Il partito di ultradestra guidato da Alice Weidel ha ottenuto oltre il 44% dei voti nel land della Sassonia-Anhalt alle ultime elezioni.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dibattito su Imperialismo digitale @Blackout Fest 2026 con Dario Guarascio

Il saggio di Dario Guarascio “Imperialismo digitale” analizza la forma del capitalismo attuale a partire dalla militarizzazione del paradigma tecnologico. Di seguito ripubblichiamo il podcast del dibattito tenutosi al BlackoutFest 2026 e condiviso da Radio Blackout.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Francia, antisemitismo e islamofobia: intervista a un attivista di UFJP

Abbiamo intervistato un attivista de l’UJFP (Union Juive Française Pour La Paix) in merito ad alcuni temi all’ordine del giorno: l’antirazzismo e l’islamofobia, l’antisemitismo e l’antisionismo, per approfondire cosa si muove in Francia sul piano delle mobilitazioni e degli avanzamenti della soggettività organizzata su questo dibattito.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ceuta: il contesto e i responsabili della crisi umanitaria

Ripubblichiamo questo articolo che approfondisce alcuni aspetti della tragedia umanitaria di Ceuta, individua responsabilità politiche e inserisce ciò che è avvenuto in un quadro più ampio di dinamiche di guerra globale e di garanzia per il regime egemonico.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“No NBA Europe”: una campagna necessaria

All’interno di una fase in cui può sembrare difficile distinguere tra potenze in declino o in ristrutturazione, anche dal mondo dello sport arrivano segnali che propendono verso la seconda alternativa.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Genova 2001. Una storia del presente

Riproponiamo questo lungo testo di Emilio Quadrelli, compagno che ci ha lasciati nel 2024 e che con le sue parole ha accompagnato riflessioni preziose per una prospettiva antagonista. A 25 anni da Genova ci aiuta a ricordarci il significato e il carico di quel momento che fu, con tutte le sue contraddizioni, un momento di rottura.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Faida: alcune tesi sulla crisi (definitiva?) della Lega-Parte 2

In una minuscola frazione dell’Aspromonte un giovane sulla trentina viaggia a dieci km orari a bordo del suo Jimny scalcagnato. Sono le 22, l’aria gelata dell’inverno sta sferzando le cime degli ulivi. I finestrini dell’auto sono appannati. Lui non deve andare da nessuna parte, non deve raggiungere parenti o amici: molti di loro si sono trasferiti in città, altri sono al Nord, forse torneranno per le ferie di Natale. Una grande cappa di solitudine lo avvolge, lo opprime. Si chiede, quando è solo, sempre più solo, se il resto del mondo sappia cosa vuol dire vivere così, abitare in un paese morente senza la possibilità, l’intenzione o la forza di andarsene.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Qualcosa di nuovo sul fronte orientale

Negli ultimi anni, l’Armenia e più in generale i Paesi del Caucaso stanno emergendo come nuovi attori cruciali nel processo di ristrutturazione del capitalismo digitale nato dal boom della Silicon Valley. Mentre Stati Uniti, Israele e Unione Europea costruiscono i presupposti per future capitalizzazioni e posizionamenti strategici nell’area, Russia e Iran  – per ora – prendono nota.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Faida. Alcune tesi sulla crisi (definitiva?) della Lega – Parte 1

Faida è una delle parole germaniche che è sopravvissuta nell’italiano odierno. La sua sopravvivenza è dovuta probabilmente al fatto che per lungo tempo ha rappresentato un istituto giuridico preciso nelle culture germaniche. Infatti, mentre noi usiamo comunemente faida come la definizione di uno scontro brutale e prolungato tra due gruppi di persone (si pensi alle “faide familiari”, o quelle tra le cosche mafiose), il suo significato originale indica il diritto, per un privato, di ottenere soddisfazione per un torto subito ricorrendo all’uso della forza. Una sorta di “giustizia privata”.