InfoAut
Immagine di copertina per il post

Magari fosse – L’ordine dei tornelli

 

Nel 1999 a Bologna si riunirono i ministri dell’istruzione dei paesi europei, e stilarono la Carta di Bologna. Nella città in cui l’università era nata più di nove secoli prima, il ceto politico del centro sinistra europeo si incontrò per sancire la sottomissione del sapere agli interessi del profitto. Da quel momento la scuola e l’università sono stati sottoposti a un’opera sistematica di impoverimento, privatizzazione e imposizione del dogma centrale del mercato: la competizione, il profitto.

I tornelli nella biblioteca della Facoltà in cui ho studiato nel 1968 sono un piccolo ignobile particolare, una conseguenza dell’opera di implacabile sottomissione del sistema educativo al dominio esclusivo della finanza. Questo dominio spietato ha necessariamente risvolti securitari. Perché tutti obbediscano al dogma centrale del mercato è necessario un occhiutissimo sistema di sorveglianza che espella chi non può o non vuole piegarsi a quel dogma. Privatizzazione, sottomissione del sapere agli interessi privati e securizzazione vengono insieme, non si può avere l’uno senza l’altro.

Il predominio del mercato ha prodotto la diffusione massiccia dell’ignoranza, la separazione del sapere tecnico dall’intelligenza dell’umano, e finalmente il fascismo e la guerra.
C’è la guerra in gran parte del mondo, un razzista occupa la Casa Bianca, il fascismo dilaga da una contrada all’altra del vecchio continente.

Chi è responsabile di questo film dell’orrore?

La risposta è semplice: i mascalzoni del centro sinistra europeo che hanno governato negli ultimi decenni hanno venduto i lavoratori alle grandi corporation e hanno sottomesso la vita delle popolazioni alla dittatura finanziaria: da Tony Blair a Massimo d’Alema, da Gerhard Schroeder a Giorgio Napolitano a Matteo Renzi a François Hollande. Fino al piccolo Merola, si parva licet componere magnis. Essi hanno costretto i lavoratori a subire l’imposizione della finanza, e gli studenti a subire il dominio dell’ignoranza.

La carta di Bologna fu un passaggio essenziale del tradimento che la sinistra ha perpetrato nei confronti dei lavoratori, della democrazia e della civiltà. E quel tradimento grida vendetta.
Infatti i lavoratori bianchi dell’occidente si stanno vendicando, votano in maggioranza per dei partiti fascisti per vendicarsi contro la sinistra che li ha venduti allo schiavismo liberale. Il fascismo sta vincendo dovunque e travolgerà ogni protezione finché l’intero edificio della democrazia non sarà stato smantellato fino all’ultima pietra.

A meno che.

A meno che un movimento della conoscenza non nasca da qualche parte d’Europa per cancellare la Carta di Bologna, per cacciare tutti gli uomini che detengono il potere, particolarmente quelli della sinistra, prima di tutto quelli della sinistra perché i traditori vengano impiccati al pennone della torre più alta della città di Bologna (metaforicamente, s’intende).
Solo quando centomila studenti italiani occuperanno le loro università pronti a difenderle con ogni mezzo necessario, solo allora inizierà un processo di rinascita forse possibile in questo paese agonizzante. Non occorrono nuovi partiti né nuovi governi che ripetano gli stessi riti per gli stessi scopi. Occorre un movimento gigantesco: occorre ricomporre il sapere tecnico con l’intelligenza dell’umano, occorre che la conoscenza riacquisti la sua autonomia dal miserabile dominio del mercato. Occorre che in ogni luogo di ricerca si costituiscano comitati per la liberazione del sapere dal profitto e dalla guerra. Occorre liberare il tempo della vita dalla schiavitù del salario. Solo dentro i luoghi della ricerca questo processo può svilupparsi. A Bologna il luogo della ricerca è anche l’azienda cittadina più importante.

I piccoli miserabili che detengono il potere sull’azienda più ricca della città di Bologna forse non lo sanno, ma neppure i fascisti ebbero il coraggio di fare quel che loro hanno fatto: hanno chiamato la forza armata dentro una biblioteca per difendere quei tornelli che escludono dalla biblioteca proprio coloro per cui la biblioteca esiste. Né i fascisti durante il ventennio né gli stalinisti nel ‘77 osarono chiamare la polizia dentro i locali dell’Università.
I servi del conformismo neoliberali sì, non perché sono più cattivi, ma solo perché sono più ignoranti, più conformisti, più rozzi.

I rettori e vicerettori di oggi non sono né fascisti né stalinisti, manca loro lo splendore del male, solo posseggono la triste retorica della subalternità al mercato. Piccoli uomini ignari della storia e della dignità hanno chiamato i manganelli per riportare l’ordine dei tornelli.
Non so se ciò che accade in questi giorni sia il ritorno dell’insurrezione libertaria del ’77. Magari fosse, meno ventenni si suiciderebbero e la città sarebbe assai più allegra. Ma forse il piccolo Merola farebbe meglio a tacere sull’argomento.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Una prospettiva antifascista dalla Francia

Una prospettiva antifascista dalla Francia – Fascistizzazione dello Stato, genealogie coloniali e congiuntura elettorale a un mese dai “fatti di Lione”. Intervista con Antonin Bernanos e Carlotta Benvegnù

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordine mondiale / 33 – Guerra infinita e fine delle alleanze (tra stati e classi)

di Sandro Moiso da Carmillaonline
Redazione di InfoAut, La lunga frattura, DeriveApprodi, Bologna 2025, pp. 168, 15 euro

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Asse del Caos

da Machina

La guerra contro l’Iran segna un ulteriore salto nell’escalation mediorientale guidata da Israele e Stati Uniti. Le ritorsioni iraniane sulle infrastrutture energetiche del Golfo mostrano quanto fragile sia l’equilibrio globale costruito su petrolio e rotte commerciali. Sullo sfondo emerge un progetto più ampio dell’«Asse del Caos»: indebolire e frammentare gli Stati della regione, con conseguenze difficilmente controllabili.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa

Qualcuno ha deciso che il territorio tra Pisa, Livorno e San Piero a Grado debba diventare un nodo strategico della macchina militare occidentale. Non è un’ipotesi: è quello che emerge leggendo contratti pubblici, documenti NATO e piani di investimento europei. Ma la domanda che nessuna istituzione ci pone è semplice: lo vogliamo?

da No Base

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Romolo Gobbi

Ci uniamo al messaggio di saluto da parte di Derive Approdi in merito alla scomparsa di Romolo Gobbi e per ricordarlo ripubblichiamo questa intervista presente sul sito Futuro Anteriore – Dai Quaderni Rossi ai movimenti globali: ricchezze e limiti dell’operaismo italiano.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Rogoredo: l’albero marcio delle forze dell’ordine

Sulla vicenda di Rogoredo, come spesso succede quando si tratta di episodi che coinvolgono l’ordine pubblico o le forze di polizia, si è acceso un fortissimo dibattito mediatico.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

USA “Come resistiamo all’ICE”

Di Marco Veruggio da officina primo maggio

Una lunga chiacchierata con due attivisti del movimento Ice Out a Minneapolis: Janette Zahia Corcelius, sindacalista e attivista dei Democratic Socialists of America e Rafael Gonzales, rapper, insegnante e attivista.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

La figura di Lenin torna al centro del dibattito

La figura di Lenin torna al centro del dibattito storico e culturale con un nuovo volume firmato da Guido Carpi e pubblicato da Salerno Editrice nel gennaio 2026. Il libro propone un profilo rigoroso che intreccia la biografia del leader bolscevico con i destini della Russia, restituendo una lettura ampia e articolata della sua azione […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’opposizione al governo Meloni parte da qui

Contributi, punti di vista, riflessioni da parte delle tante anime che hanno composto la ricchezza della manifestazione oceanica della Torino partigiana. Iniziamo una raccolta di ciò che si tenta di appiattire, con uno sguardo alla complessità della composizione, della soggettività e della fase che stiamo attraversando.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Minneapolis: le bugie che ti racconteranno

La città ghiacciata è sotto assedio. Nei lunghi e freddi inverni nel cuore del Midwest l’aria può diventare così fredda da rendere doloroso respirare.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo

All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Val Susa: accanimento contro Giorgio Rossetto, prolungata la detenzione a un giorno dalla fine della pena.Intervista a Nicoletta Dosio

E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gli USA bombardano l’isola di Kharg dopo i voli spia di un drone di Sigonella

Raid aereo delle forze aeree USA contro l’isola di Kharg, terminal petrolifero offshore iraniano. Stanotte il presidente Donald Trump ha dato l’ordine al Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (Centcom) di colpire massicciamente le infrastrutture militari ospitate nell’isola da cui viene esportato quasi il 90% del petrolio dell’Iran.

Immagine di copertina per il post
Culture

Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Resistere alla guerra, lottare per la pace

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. 

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Torino-Cuba 26

Questo 17 di Marzo, nel caos imposto all’ordine del giorno della politica mondiale. Partirà dall’Italia un aereo della flotta Nuestra America Convoy, che nell’ambito dellacampagna internazionale Let Cuba Breathe raggiungerà l’Avana, per convergere il 21 Marzo con la flottiglia navale e portare aiuti medici ed umanitari essenziali nonché la solidarietà dovuta ad una popolazione ormai strangolata
dall’assedio statunitense, che in queste ore serra il pugno sull’isola.