InfoAut
Immagine di copertina per il post

Spese militari in Italia, al giorno: 64 milioni di euro

Questo è quanto emerso in soldoni rispetto a quanto ha speso l’Italia nell’ultimo anno con la scusante del terrorismo, dell’immigrazione e del rischio criminalità. Scusante perché, come lo stesso Mil€x sottolinea nel suo rapporto, siamo sempre più immersi in una “democrazia” manipolatoria dell’opinione pubblica dove, per giustificare l’acquisto di nuovi armamenti o il potenziamento di sistemi di difesa, si fa leva sulla paura o su cronache che fanno scalpore.

Terrorismo, immigrazione, criminalità sono tra gli argomenti più gettonati, ma se analizzati non giustificano affatto tali spese, in particolar modo il loro aumento: se per far fronte al terrorismo vengono acquistati i famosi caccia F-35, cosa si pensa di ottenere col loro impiego? Ulteriori bombardamenti, distruzione e morti tra le popolazioni locali non faranno che accrescere l’odio verso l’Occidente. L’acquisto di navi da guerra per il contrasto all’immigrazione poi, in che modo lo farebbero? A colpi di cannone? C’è già la guardia costiera, piuttosto si acquistino navi di soccorso. Per non parlare dell’operazione “strade sicure” con mezzi blindati e militari schierati con tanto di enormi mitragliatori nei centri città: pura operazione d’immagine.

Questi sono gli espedienti cui i governi ricorrono per continuare i loro scellerati sperperi di denaro pubblico. L’industria delle armi rappresenta da sempre una delle maggiori sfere di potere, d’altronde chi controlla le armi controlla i governi e le lobby delle armi rappresentano quei pochi settori che della crisi non ne ha risentito, anzi, ne ha tratto profitto come le banche. Anzi da questo ragionamento un altro dato curioso da leggere sono i tassi d’interesse con cui il governo paga le aziende che vanno dal 30 al 40%!

Addirittura, visto che la crisi pesa, ulteriori pressioni sono arrivate in questi giorni da Nato e Usa con la richiesta di alzare il budget al 2% del Pil! Se per l’Italia c’è stata una bacchettata negativa visto il suo “scarso” 1,4% (in realtà 1,1 secondo stime Nato), un plauso c’è stato per la Grecia al 2,4%! 

Questo fa ben capire a chi dobbiamo i nostri indebitamenti visto che nonostante la situazione Greca sia la più tragica fra gli stati Europei, il budget in spese militari è enorme e continua ad essere ingiustificabile nonché a strozzare la stessa.

Agli antipodi, quindi paradossale, è la spesa per la “cyber-difesa” e quella informatica che nonostante gli attacchi recenti subiti da uomini politici ed imprenditori. Oltre i casi più grandi scoppiati da Wikileaks in avanti, spende ancora cifre quasi “irrisorie”. Se, chiaramente, dal punto di vista capitalistico, le guerre del futuro saranno sempre più combattute attraverso strumenti informatici, risulta paradossale l’acquisto ulteriore di mezzi come carri armati se non per sottolineare ulteriormente quanto le industrie delle armi siano importanti.

I paragoni per queste cifre sono per i forti di stomaco: se da un lato abbiamo 23 miliardi di euro spesi in materia di armi nell’ultimo anno, dall’altro siamo costretti a tagliare da scuole, ospedali, posti di lavoro, la messa in sicurezza dei territori. Ancora, da un lato carri armati scintillanti, cacciabombardieri dall’enorme potenza di fuoco da utilizzare in chissà quali altre guerre; dall’altro scuole in cui crollano i soffitti, ospedali che tagliano posti letto o chiudono intere cliniche, territori che franano causando centinaia di morti perché non esiste la messa in sicurezza degli stessi. 

Ma il nodo allo stomaco arriva quando si legge, esattamente due giorni fa, che la protezione civile ha stimato i danni subiti dai territori di Amatrice per le scosse di terremoto in esattamente quegli stessi 23 miliardi di euro. Basterebbe fermare un anno dei cingoli per fare un favore al centro Italia e vederlo rinascere. Evidentemente le priorità sono altre.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate e deportate da Israele

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate lo scorso 22 ottobre dalle forze di occupazione israeliane a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, e successivamente espulse dal Paese. Le cinque si trovavano insieme ad altre sei persone internazionali in visita a una famiglia palestinese quando sono state fermate da coloni israeliani e successivamente […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Nosso Povo Tá Na Rua

La notte del ballottaggio tra Lula e Flávio Bolsonaro si conclude con una enorme manifestazione di gioia della classe lavoratrice brasiliana: l’avenida Paulista di São Paulo è piena da scoppiare di gente e di bandiere rosse; nelle favelas delle principali città del paese i fuochi d’artificio scoppiano insieme a colpi di armi da fuoco sparati in aria per festeggiare. La vittoria di Lula al secondo turno è data matematicamente per certa intorno alle 9 di sera, ora brasiliana, con oltre 4 milioni di voti di differenza rispetto al candidato dell’estrema destra e il capovolgimento del risultato del primo turno, tenutosi il 4 ottobre.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Continua l’accanimento nei confronti di Sara: da venerdì sera ai domiciliari

La Questura e la Procura di Torino hanno confezionato un aggravamento delle misure preventive nei confronti di Sara, giovane e generosa compagna del movimento torinese.

Immagine di copertina per il post
Formazione

“Soffia il vento dei ’20!” Torino, Campus Einaudi occupato

Pubblichiamo la piattaforma di rivendicazioni uscita dall’Assemblea di CPS – Culture, Politica e Società del campus Einaudi di Torino che da ieri è stato occupato a seguito di una partecipatissima assemblea generale universitaria

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Appello processo Sovrano: come criminalizzare il conflitto sociale. Richieste le condanne

Ripubblichiamo il resoconto di Notav.info sull’udienza di ieri del processo di appello che vorrebbe ribaltare la sentenza in primo grado per quanto riguarda l’accusa di associazione a delinquere per Askatasuna, Movimento No Tav e Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Testimonianze dalla piazza di Torino del 24 ottobre: violenze poliziesche

Sono state raccolte una serie di testimonianze video e foto rispetto alla violenza poliziesca attuata nei confronti del corteo contro il riarmo e il carovita tenutosi a Torino sabato 24 ottobre.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Movimento 24 ottobre: la generazione Z rompe i divieti e si prende le piazze

Italia-Città blindate, quasi 5mila identificati, 371 fermati di cui 110 minorenni, 9 persone arrestate, tensioni e scontri in diverse piazze al termine di manifestazioni pacifiche molto partecipate.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma: alcune riflessioni sul corteo di ieri contro carovita ed economia di guerra

Ieri mattina il clima a Roma era surreale per giorni non avevano fatto altro che militarizzare sempre di pro la città e cercare di dissuadere le persone dallo scendere in piazza.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino è contro riarmo, carovita e data center: più di 20 mila persone sfidano il Governo Meloni

In decine di migliaia ci siamo radunati in Piazza Castello, riempiendola fino a farla traboccare.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Spagna chiama Italia: casa e finanziarizzazione

La lotta per il diritto alla casa negli ultimi trent’anni è sempre stata un’invarianza della rigidità che le classi subalterne hanno imposto al potere nella più generale tendenza neo liberista di attacco alle condizioni materiali di vita delle persone.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il terreno sta cedendo? Lo yen, il dollaro e l’autunno caldo in Francia

Diciotto mesi fa, dopo la pubblicazione del nostro primo articolo, “Su un terreno instabile”, abbiamo ricevuto numerosi commenti da parte di lettori tanto benevoli quanto perplessi: che farsene di queste analisi e, in fin dei conti, a che pro tutto questo arrovellarsi il cervello?

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Carcere di Torino: cimici dei letti e condizioni degradanti. Il diario di un detenuto racconta la realtà del carcere

Ieri è stato sollevato in Consiglio Regionale il problema delle cimici dei letti all’interno della sezione maschile del carcere di Torino. La questione è uscita grazie a dei fogli di diario, alcuni passaggi sono stati letti anche in seduta di Consiglio.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Lottare nell’Antropocene: tossicità, grandi opere e conflitti territoriali

Se la crisi ecologica è una crepa nel sistema, quali strumenti di pratica e d’analisi possiamo usare per forzare la breccia? Quali categorie ci permettono una lettura del presente che colga nella catastrofe reali possibilità di conflitto?

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Smascherare il merito

Smascherare il merito è un’iniziativa che si è tenuta il 28 e 29 maggio 2026, due giorni di interventi e assemblee organizzati dallə studentə della Normale e della Sant’Anna, le scuole superiori universitarie di Pisa.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Acqua e Terre

Perché un’azienda italiana del comparto digitale sta comprando centrali idroelettriche e miniere?

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Chi ha parlato della fine del mondo?

All’inizio del mese di settembre, sul social network X è comparso un post di Jacob Coxon, ricercatore appena dimissionario dall’azienda di intelligenza artificiale Anthropic. Il testo annuncia le dimissioni e sostiene che un’intelligenza artificiale di tipo “forte” potrebbe sterminare l’umanità entro la fine del decennio.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Le nuove regole della Resistenza

Gli Houthi – o più propriamente Ansar Allah -, negli ultimi giorni hanno colpito e conquistato territori e isole fondamentali per il controllo dello stretto di Bab El-Mandeb, minacciando la chiusura alle petroliere saudite e paventando la possibilità di un inasprimento della crisi energetica globale, andando ad aggiungersi alle significative conseguenze del blocco di Hormuz.