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Recessione: anche la casa nel mirino

 

Mentre per il 2012 il PIL dovrebbe diminuire, secondo stime ottimistiche del 1.2% e crescere nel 2013 dello 0.5%. Le prospettive e le promesse del governo Monti si infrangono di fronte alla realtà, uno spread che oscilla e che potrebbe riazzerare tutto, una politica europea che con i cambi che ci saranno fra poco in Francia potrebbe mutare, e una crisi globale senza una exit strategy. A questo va aggiunto il pareggio in bilancio che nei fatti bloccherà ogni investimento nel sociale.

 

Altra notizia uscita oggi sui giornali è la prospettiva economica del mercato delle case, che con l’introduzione del IMU si prevede farà crollare fino al 50% il costo delle case nel prossimo anno. Questo dato potrebbe essere il tonfo definitivo alla classe media e medio bassa italiana. Chi si è imbarcato in un mutuo trentennale durante il boom immobiliare dei primi anni zero si potrebbe ritrovare in mano metà del patrimonio, ma dovendo pagare prestiti per il doppio. Ad affossare saranno i prezzi delle seconde e prime case e nodo cruciale da capire è se i grandi patrimoni immobiliari che faranno man bassa di case a basso prezzo non andranno ad alimentare altre speculazioni.

 

A tutto questo va aggiunto il crollo di molte piccole imprese e lavoratori anche migranti che nel mercato dell’edilizia erano riusciti a trovare fonte di reddito; e che, al contrario dei grandi gruppi immobiliari ed edilizi pronti a rifarsi sui mercati esteri, con la contrazione del settore si troveranno a chiudere.

 

Uno scenario di crisi della finanza reale che torna a strangolare classe media, garantiti e precari, che ne sarà infatti del diritto all’abitare per chi non possiede una casa di proprietà e per i neo-affittuari? C’è da credere che solo gli interessi degli speculatori saranno garantiti mentre il 99% senza un tetto non avrà altra strada se non la lotta per la casa o la rivendicazione pubblica del diritto all’insolvenza: io il mutuo non lo pago!

 

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