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Anomalia reloaded

Una serata che ha visto la partecipazione di diverse centinaia di studenti (un affluenza talmente elevato da bloccare parzialmente via Archirafi), lavoratori e precari e di un gran numero di artisti palermitani che hanno con la loro musica o con la loro presenza, una volta di più, mostrato quanto questo spazio abbia significato e significhi per la città. La serata si è svolta nello spazio antistante lo studentato “occupato” a mostrare come non vi sia alcuna intenzione di abbandonare quel luogo.

L’attacco promosso dallo sceriffo La Galla ha infatti reso limpido ed incontestabile il ruolo che Anomalia ha saputo assumere nel tessuto metropolitano, diventando un luogo di riferimento per un’ampia fascia della popolazione cittadina per la capacità mostrata nel costruire conflitto ed antagonismo. Una serata in cui la socialità, svincolata dalle logiche del profitto e della valorizzazione capitalista, ha assunto altri significati. Di fronte alle colate di cemento che dovrebbero, nelle intenzioni della governance universitaria/cittadina, fermare la storia dell’Anomalia è stato chiaro per tutti e per ciascuno da che parte fosse l’abuso e il degrado e da quale le energie migliori della metropoli e dell’ateneo e come, aldilà della propaganda costruita per giustificare lo sgombero, le intenzioni di La Galla e dei suoi sgherri sia di negare degli spazi e che i fantomatici progetti sullo stabile non siano che favole.

In vista della rioccupazione completa dello studentato l’Anomalia ieri ha pure riavuto il suo nome. Sulla facciata dell’Anomalia ne è stato rinnovato il murales. Anomalia resiste, Anomalia non si sgombera.

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