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[Brescia] Chiudiamo le banche, difendiamo gli spazi sociali

Mercoledì 9 novembre si terrà al tribunale di Brescia un’udienza civile per lo sfratto dello storico centro sociale Magazzino 47. Gli attivisti del CSA lanciano un presidio davanti al nuovo tribunale di via Lattanzio Gambara 40, in zona stazione dalle ore 8.30.

Di seguito il comunicato del Magazzino 47:

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Nel tempo della crisi globale abbiamo bisogno di spazi nei quali scavalcare la fallimentare legge del mercato e riappropriarci delle nostre vite, del nostro tempo. Sì, perché quando batte il tempo della crisi batte anche il ritmo delle lotte sociali. Quando la casta sente il fiato sul collo, quando è messa di continuo in discussione da chi costruisce percorsi alternativi, allora alza i toni e mostra il pugno di ferro: parla di “violenti”, “teppisti”, “black-block”, “drogati”, “terroristi”. Ingiurie che, ovviamente, non ha tardato a fare proprie il vice-sceriffo di Brescia Fabio Rolfi cavalcando il clima di terrore mediatico che aleggia da Piazza San Giovanni alla ValSusa. Lo ha fatto riferendosi al Centro Sociale Magazzino 47, riportando la questione nell’ordine del giorno cittadino. Su Magazzino 47, infatti, pende ancora la mannaia dello sfratto che l’amministrazione comunale sta portando avanti; nelle ultime settimane i toni sono stati scaldati dalle dichiarazioni del vice-sindaco leghista e Novembre è il mese che ci mette alle strette, quello della scadenza del contratto.
Se ce ne fosse bisogno, ribadiamo ancora una volta la natura politica delle intenzioni della giunta comunale, e in particolare dello zoccolo duro della Lega Nord: come abbiamo più volte spiegato pubblicamente, lo stabile di via Industriale è dislocato su un’area inquinata dal PCB, completamente degradata (se non fosse per la presenza del centro sociale) e che versava in stato di abbandono già ai tempi dell’occupazione da parte del collettivo di Magazzino47 avvenuta nel 1993. Con queste premesse ci sembra evidente che l’intenzione di chi governa questa città sia quella di stroncare ogni forma di dissenso, di spazzare via chi crea conflitto ed opposizione sociale in città, chi è ormai da anni punto di riferimento per chi sta pagando questa crisi causata dalle banche e dalla stessa classe politica: precari, disoccupati, migranti, studenti. La giunta Rolfi-Paroli vuole colpire chi offre musica e cultura fuori da ogni logica di profitto, chi dà spazio alle assemblee come quelle del Kollettivo Studenti in Lotta, che da anni è motore delle lotte degli studenti medi in città, e di altri gruppi o comitati che altrimenti non avrebbero luoghi per riunirsi, chi ospita momenti di condivisione, spesso anche emotiva, importanti, come quelli in ricordo di Simone, Alby e Tello; chi promuove aggregazione e socialità altre, diverse e coscienti, chi costruisce laboratori ed attività accessibili a tutti e tutte ed in forme assolutamente non allineate al dictat della città-vetrina.
Magazzino 47 restituisce alla città, da 18 anni, un’area altrimenti inutilizzata e degradata; offre uno spazio ed un punto di riferimento a chi non ha voce, colora e riempie una zona della città dimenticata da chi è troppo impegnato a fare di Brescia una città di divieti, negozi e centri commerciali. Magazzino 47 non è un debito per la città né per il comune, al contrario degli assessori comunali non ha mai usufruito del denaro pubblico ma ha sempre contato esclusivamente sull’autogestione. L’unico debito che ad oggi esiste è quello che la classe politica e le banche hanno contratto e che stanno facendo pagare agli studenti, ai precari, ai lavoratori, ai migranti e alle loro famiglie. Il Centro Sociale Magazzino 47 è da sempre lo spazio in città in cui incontrarsi, discutere, autorganizzarsi e lottare contro tutto questo.
Mentre procedono le udienze in tribunale e le minacce nei nostri confronti, noi abbiamo già deciso: difenderemo Magazzino 47 fino all’ultimo respiro.

C.S.A. Magazzino47

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MAGAZZINO 47 SENZA CASA?

MAGAZZINO 47 OVUNQUE!

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