InfoAut
Immagine di copertina per il post

Cronaca dal Plebiscito. La mobilitazione a Napoli di fronte a un bivio

||||

Foto di Giuseppe Riccardi

Tu ci chiudi, tu ci paghi. Questa la parola d’ordine della manifestazione indetta tramite reti sociali a Napoli, in piazza del Plebiscito, alle ore 18 di lunedì 26 ottobre 2020. L’iniziativa segue le mobilitazioni che, in diverse modalità, hanno visto come protagonista una nebulosa sociale composita e sfuggente ma anche originale e complessa. Una configurazione irriducibile agli schemi e alle riduttive categorie interpretative rimbalzate sui media nello scorso fine settimana.

Fin dal primo pomeriggio il centro della città si riempie di camionette e reparti mobili di celere, carabinieri e guardia di finanza. Quattro idranti antisommossa sono parcheggiati ai lati della piazza scelta dai manifestanti per il raduno, mentre almeno quindici blindati sono disposti lungo il tracciato del possibile corteo, tra piazza Trieste e Trento e via Santa Lucia. Arrivando sul posto è difficile decifrare la collocazione dei diversi protagonisti collettivi. Più semplice districarne la geografia partendo da incontri individuali. Nel Plebiscito illuminato dalle sirene dei mezzi delle forze dell’ordine si incontrano baristi e bariste, danzatrici/tori, il gestore di locale, cameriere/i, spedizionieri, attrici e attori, teatranti, tecnici del suono, facchini, laureati impiegati a progetto, gestori e operatori di fitness center, animatori di feste per bambini, musicisti (dai raffinati agli strumentisti da matrimonio), videomaker, operatori dei servizi audiovisuali, ma anche badanti, babysitter, disoccupati, operai tessili o della logistica, cassiere/i, proiezionisti di sala così come gruppetti di tifosi organizzati, parcheggiatori abusivi, magliari, piccoli pusher e altre figure, in modo diverso, accomunate dalla precarietà economica e sociale. Donne e uomini che, per la prima volta, condividono un momento di conflitto collettivo motivato dall’incombere di un nuovo confinamento. In grande maggioranza lavoratrici e lavoratori che per anni hanno accettato impieghi a nero e rinunziato a contributi e altri diritti in nome del guadagno maledetto e immediato. Lavoratrici e lavoratori costretti a non rivendicare la legittimità della propria posizione, della propria specializzazione, del proprio ruolo nel mercato del lavoro. Lavoratrici e lavoratori che hanno sentito l’intollerabilità della propria condizione quando la pandemia ha reso nudo il re.

Qual è il cuore del raduno? Non c’è. Ci sono gli striscioni che testimoniano le presenze collettive e provano ad amplificare il senso di parole d’ordine più articolate ma anche difficili da diffondere. L’amplificazione, quella elettronica, insufficiente ma necessaria, è megafono di interventi spontanei, slabbrati ma anche, finalmente, appropriati. Un nutrito gruppo di solidali si addensa intorno ai militanti di Casa Pound inducendoli a sloggiare dalla piazza. Intanto il corteo comincia a premere sul cordone di forze dell’ordine che sigilla l’accesso a Santa Lucia. Poco più indietro, un gruppo di barmen (in maggioranza maschi), danno vita a un mantra ossessivo suonato da shaker pieni di biglie agitati in modo compulsivo.
Da piazza Trieste e Trento si posiziona, alle spalle dell’assembramento, un ulteriore idrante coadiuvato da un reparto di celere schierato. La prima linea del corteo spinge. Le camionette si muovono. Lo spazio si allarga. Non si sfonda. Si procede per concessione.

Caschi blu avanti, caschi blu dietro. In mezzo una folla che prova a determinarsi sorvegliata da ogni lato dalla celere. La lezione del venerdì selvaggio è servita alla questura per organizzarsi. Non c’è via d’uscita. Dietro le testuggini i falchi sono schierati su moto armati di manganelli, mentre dal corteo fuoriescono le decine di agenti in borghese che fino a quel momento si erano aggirati in piazza, da veri “infiltrati”. Arrivati sotto il palazzo (vuoto) della Regione l’assembramento canta Napule è mille culure… Interventi gridati al megafono, cori. Nessun disordine è possibile, solo un inevitabile defluire, con una auto-convocazione a un nuovo presidio per oggi, ore 18, fuori la Regione.

Risalendo a ritroso lungo il percorso appare sempre più chiaro che sarebbe bastato poco per dar vita a un’altra sommossa, stavolta consapevole. Rivendicare un ristoro non è la stessa cosa che pretendere diritti che vanno oltre l’emergenza, così come superare le generiche richieste di reddito universale per rivendicare percorsi di emancipazione e cura che abbiano come protagonisti coloro che sono costretti, loro malgrado, nella marginalità. Se da un lato è importante riuscire a mantenere questa eterogeneità in un unico contenitore, dall’altro diventa urgente creare una piattaforma che si fondi su rivendicazioni articolate e unificanti. Il tempo stringe, sia perché non è facile mobilitare così tante persone in piazza per tanto tempo, e ancor più in epoca di pandemia e coprifuoco; ma anche perché la piazza di questi giorni è facilmente frammentabile, le spinte corporative che la sostengono potrebbero divergere e affievolirsi con l’arrivo dei prossimi provvedimenti economici. È il momento di parlare di diritto alla casa, alla salute, alla mobilità, a un lavoro tutelato, a città non mercificate ed escludenti, altrimenti c’è il rischio che a breve in piazza restino solo gli invisibili, che come sempre saranno esclusi da ogni misura e dovranno arrangiarsi da soli, senza il supporto di chi l’acqua ce l’ha appena qualche centimetro più in basso della gola. (napolimonitor)

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

CORONAVIRUSnapolirivolta

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Rivolta al Don Bosco di Pisa: un carcere invivibile, tra sovraffollamento, degrado e sorveglianza

I detenuti denunciano su TIK TOK il peggioramento delle condizioni di vita e la presenza di dispositivi di sorveglianza nelle celle. Fuori dal carcere centinaia di familiari e solidali chiedono notizie. «Tutti sanno come entrano i telefoni e le altre sostanze».

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Maricarmen e la generazione inquilina

Ripubblichiamo questo interessante contributo di Simone Guglielmelli apparso originariamente su Jacobin.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Genova: 3 ottobre assemblea generale operativa

Il prossimo 30 ottobre in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa si svolgerà una giornata internazionale di mobilitazione contro la guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione dei porti lanciata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e ORSA Porti (Italia). Si tratta di una delle più grandi iniziative internazionali per la pace promossa dalle organizzazioni dei lavoratori negli ultimi decenni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marinëz

Nel paese dei miei, Marinëz (Albania), un’intensissima lotta autonoma ha ottenuto una vittoria enorme contro la multinazionale che gestisce i pozzi petroliferi del territorio. Marinëz si trova al centro del più grande giacimento su terraferma d’Europa e i pozzi, a decine e decine, sorgono su terreni di proprietà della gente del posto da generazioni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Russia: il voto premia il partito di Putin ma l’analisi deve scavare tra apparenti contraddizioni

“La situazione in sintesi è che abbiamo un partito del potere che dopo oltre 4 anni di guerra migliora sensibilmente il proprio risultato ma sarebbe forse una lettura troppo semplice legare questo 58% di consensi al partito di Putin come il 58% di russi favorevoli alla prosecuzione della guerra, secondo me sarebbe una conclusione che non ci consentirebbe di trarre poi delle analisi più profonde. ”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosenza: Basta carovita, carburante, bollette, spese

Il 1 ottobre alle ore 18 in Piazza XI Settembre a Cosenza è stata indetta una manifestazione contro il carovita. Riprendiamo il testo da La Base.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il tempo del riscatto

Con le nostre auto, ormai esenti da bollo, siamo obbligati a guardare un enorme schermo pubblicitario installato su viale Togliatti che mostra Meloni invitata al convegno di Gioventù Nazionale con lo slogan “il 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Bianca, ciao Dario.

Ci uniamo al ricordo e al saluto del Movimento No Tav per Bianca e per Dario che da poco ci hanno lasciati.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: Run to Gaza. Il 6 settembre Torino corre per Gaza

Il coordinamento cittadino per la Palestina Torino per Gaza insieme ad altre realtà ha organizzato la prima maratona per Gaza. Di seguito il testo di indizione dell’evento e le modalità per partecipare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il popolo salva il popolo: la risposta popolare al terremoto e al fascismo

Abbiamo tradotto un reportage di Colombia Informa, agenzia di stampa alternativa colombiana in merito a quanto sta accadendo a livello sociale e politico in seguito al devastante terremoto avvenuto nel Paese qualche settimana fa.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Per il reintegro immediato dei licenziati Logiport e De Luca

Ripubblichiamo l’appello a mobilitarsi contro i licenziamenti del SI Cobas Napoli-Salerno e numerose altre realtà.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

In migliaia abbiamo invaso il cantiere!

Un primo maggio di lotta straordinario a Bagnoli in oltre 4000 da Fuorigrotta a Bagnoli fino dentro al cantiere.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Perquisizioni ai Carc tra Napoli e Firenze. Accuse di terrorismo e “Brigate Rosse”

All’alba del 21 aprile 2026, la Procura di Napoli ha disposto una serie di perquisizioni nei confronti di sei militanti del Partito dei CARC, tra Napoli e Firenze. Tra le persone coinvolte figurano anche dirigenti e membri della direzione nazionale del partito.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: corteo per la difesa degli spazi sociali, contro la guerra e il governo

Pubblichiamo il comunicato dei Movimenti di Lotta Campani che hanno convocato il corteo a Napoli con il titolo “Amore che resiste”, un appuntamento che si inserisce nel quadro di mobilitazione a livello nazionale per la costruzione dell’opposizione sociale al governo Meloni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: conferenza stampa del corteo regionale “Amore che resiste” di sabato 14 febbraio

Conferenza stampa ieri mattina a Napoli per lanciare la manifestazione in difesa degli spazi sociali e di libertà in Campania.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

CONTRO SGOMBERI, GUERRA E REPRESSIONE “Amore che resiste”

Riceviamo e pubblichiamo da parte dei Movimenti di Lotta Campani l’appello per il corteo regionale che si terrà a Napoli il 14 febbraio per la difesa di tutti gli spazi sociali, contro la guerra e contro il governo Meloni, unendoci alla solidarietà e invitando alla partecipazione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Napoli: in centinaia all’assemblea in difesa di Officina 99

Officina 99 ringrazia le centinaia di persone di tutte le età che hanno animato l’assemblea pubblica di sabato 10 gennaio: rappresentanti di spazi sociali, collettivi, realtà di movimento, ma anche artistə, musicistə e solidalə da tutta la Campania e oltre.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran: accettare la complessità per esserne all’altezza

Da quando è scoppiata la rivolta in Iran assistiamo all’ennesimo scontro tra tifoserie contrapposte all’interno del movimento antagonista e più in generale della sinistra di classe.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Le proteste in Iran colpiscono al cuore la legittimità del regime. Riusciranno nel loro intento?

La Repubblica Islamica ha sempre dato prova di creatività nel sopravvivere. Ma questa volta deve affrontare richieste che non possono essere placate con concessioni materiali.