InfoAut
Immagine di copertina per il post

Firenze. Raphael è morto per un controllo di polizia [video testimonianza]

Raphael, come tantissimi suoi fratelli, aveva appena affrontato il lunghissimo viaggio che parte in Africa, fa tappa in Libia e sfida il Mediterraneo per scappare alla guerra. Ma la morte non l’ha trovata lì, nel mare diventato il più grande cimitero esistente, ma nella Firenze “città dell’accoglienza”. Determinante nella sua morte è stato il terrore di essere rispedito indietro.

Sono troppe le falsità che compongono la versione fornita dalla polizia e riportate sui giornali. Un castello di menzogne destinato a sgretolarsi di fronte alle testimonianze di chi quella sera era presente. Troppa la rabbia e l’indignazione per poter rimanere in silenzio dinanzi a una morte inaccettabile che solo chi tenta di coprire se stesso e il suo operato ha interesse ad archiviare come “tragico incidente”.

Due cose sono sicure.

La prima è che, in qualunque modo siano andate le cose, Raphael è l’ennesima vittima delle leggi razziste che condannano alla clandestinità, al terrore e ad una vita da invisibili da consumare sotto minaccia permanente, migliaia di uomini e donne colpevoli di essere venuti in Italia in cerca di un futuro diverso dalla guerra, dalla miseria e dalla morte. Raphael è una vittima delle espulsioni, dei CIE  di tutte le leggi sull’immigrazione vigenti…

La seconda è che la storia della morte di Raphael è anche una storia di abusi in divisa. E’ l’ennesima storia che ci racconta del razzismo – di razza e di classe – che spesso muove le forze dell’ordine anche oltre la loro stessa legalità.

A poca distanza dall’assassinio di Davide a Napoli, in una Firenze che non ha dimenticato la morte di Gouled,  suicidatosi dopo aver ricevuto l’ennesimo diniego alla sua richiesta di documenti, è impossibile non chiedersi quanto valga per lo Stato la vita di un proletario. Niente: è questa la risposta che nei fatti lo Stato ci suggerisce.

Non ci troveremmo a dover raccontare storie come quella di Raphael se questa infame filosofia di Stato non terrorizzasse migliaia di persone, alcune delle quali decidono di sfuggire a un controllo di polizia come si sfugge dal proprio boia. Anche a costo di mettere a rischio la propria vita.

Una filosofia che oltre a produrre i suoi morti, viene applicata quotidianamente in una vera e propria guerra a bassa intensità contro le povertà. Anche quelle con la pelle bianca e il passaporto italiano.

Richiedere verità e giustizia per Raphael non è solo un obbligo morale per chi non sa e non vuole restare zitto e indifferente, ma è anche un passaggio obbligatorio affinchè non accada mai più. Restituire dignità alla sua vita per affermare anche quella di chi resta.

Non si può vivere così. Non si può morire così.

 

 

 

Oltre le menzogne: un pò di verità…

“L’episodio si è consumato a notte inoltrata, quando la polizia è intervenuta su richiesta di alcuni condomini che si lamentavano per gli schiamazzi prodotti da una festa in un appartamento”: FALSO

I fatti sono accaduti intorno alle 21.00. La festa in questione era già conclusa e i ragazzi che vi partecipavano era per la maggior parte già usciti in strada. E’ in strada che questi sono stati fermati da alcuni poliziotti. Gli agenti non sono arrivati dopo una richiesta di intervento, ma erano già sul posto a mangiare un panino in un Kebab a pochi metri di distanza dal palazzo in cui si svolgeva la festa.

“La polizia è intervenuta solo per far cessare gli schiamazzi e non ha chiesto i documenti a nessuno dei partecipanti e non aveva intenzione di effettuare espulsioni”: FALSO. 

Sono appena le 21.00. Non c’è più nessuna festa. I ragazzi sono già in strada. Ma la polizia procede all’identificazione di tutti. Senza alcun motivo nè legittimità dal punto di vista legale, piombano anche nell’appartamento in questione, dove chiedono documenti e contratto di casa alla proprietaria costruendo un vero clima intimidatorio. In strada Raphael, senza permesso di soggiorno, dice di avere i documenti nell’appartamento e viene accompagnato dai poliziotti su per le scale del condominio. Intanto, sempre in strada, ad un ragazzo che stava riprendendo i metodi arroganti adottati dalla polizia durante l’identificazione viene distrutto il telefonino dagli stessi agenti.

“Al momento della caduta di Raphael nessun poliziotto era con lui. Gli agenti hanno solo sentito il tonfo della sua caduta”: FALSO.

Arrivati davanti alla porta di ingresso dell’appartamento, Raphael non si ferma e continua a salire le scale nel tentativo di sfuggire in qualche modo all’identificazione che gli sarebbe potuta costare detenzione ed espulsione. Un poliziotto gli va dietro seguendolo per le scale. Al momento della sua caduta Raphel era solo con il poliziotto che lo inseguiva.

 

Al di là delle menzogne restano domande ineludibili. Quello che è sicuro è che Raphael sarebbe ancora vivo se quei poliziotti si fossero limitati a mangiare il loro panino.

Gli elogi che la Procura ha indirizzato ai poliziotti intervenuti parlano da soli della certezza dell’impunità che permette alle divise di abusare del proprio potere indisturbati e chiamano tutti e tutte a fare il proprio sforzo per richiedere verità e giustizia.

 

da: Movimento di lotta per la casa Firenze

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

abuso poliziaacabFirenzemigrantipermesso di soggiorno

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un 25 aprile di lotta!

Da Torino a Pisa, passando per Milano e Roma la giornata del 25 aprile è stata partecipata in maniera significativa in tutta Italia. Proponiamo alcuni racconti della giornata.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Strike Days a Prato

Dal 17 aprile sono in corso gli strike days, una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare e combattere lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici a Prato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Reddito del merito? Occhiuto: non idoneo. Torna al prossimo appello

Il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha presentato la sua proposta di reddito di “merito”: un contributo economico mensile destinato alle studentesse che manterranno una media dal 27 al 30. Una misura che si presenta come riparativa nei confronti dell’emigrazione giovanile, ma che in realtà non fa altro che aumentare competizione e disuguaglianze.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marrone e ATC: edilizia popolare, sgomberi e non assegnazioni

L’emergenza abitativa nella città di Torino è risaputo che sia un problema che non viene affrontato in maniera strutturale ma che ben si presta a passerelle elettorali, caso emblematico è quello di Maurizio Marrone.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Fuori e contro. Lotte del margine o campo largo.

In un contesto fortemente influenzato dalla guerra e dalle politiche governative di riarmo che sottraggono risorse al sociale, le condizioni materiali di vita di una crescente fetta della popolazione sono in peggioramento, tra rincari e carenze strutturali del welfare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Da Cosenza, dai Sud, una nuova sfida comune

A Cosenza abbiamo dato vita a due giorni di discussione e confronto importanti, dando seguito al percorso collettivo iniziato a Messina negli scorsi mesi e facendo insieme un ulteriore passo in avanti. Eravamo in tante, da ogni parte dei sud.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

25 Aprile in ogni città

Una raccolta di indizioni delle giornate di mobilitazione che in tutto il Paese vedranno iniziative e manifestazioni per il 25 aprile: il tema è la contrapposizione alla guerra, alla crisi energetica ed economica, per unirsi dal basso e organizzarsi a partire dai territori.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Referendum: dalla questione della giustizia agli incubi della guerra

Diciamocelo: quella cartina d’Italia con la distribuzione dei “No” e dei “Sì” al referendum di ieri ci ha dato una bella soddisfazione. Ma forse il problema della giustizia ha avuto un’importanza relativa sul risultato.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Perquisizioni ai Carc tra Napoli e Firenze. Accuse di terrorismo e “Brigate Rosse”

All’alba del 21 aprile 2026, la Procura di Napoli ha disposto una serie di perquisizioni nei confronti di sei militanti del Partito dei CARC, tra Napoli e Firenze. Tra le persone coinvolte figurano anche dirigenti e membri della direzione nazionale del partito.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Nasce “HUB”, un bollettino sulla militarizzazione e le resistenze dei territori

Dal lavoro congiunto di mobilitazione, organizzazione e inchiesta degli ultimi mesi che ha coinvolto diverse realtà e lavoratorə di Pisa, Firenze, Livorno, La Spezia e Carrara nasce il primo numero di “HUB”

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

I tatuaggi di Pete Hegseth, l’America Latina e la guerra che viene

Mentre scriviamo queste righe il Presidente degli Stati Uniti dichiara unilateralmente chiuso lo spazio aereo sopra il Venezuela.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Tubercolosi al Neruda: no alle speculazioni sulla malattia

Riprendiamo il comunicato del Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure del Piemonte sulla vicenda che vede coinvolto lo Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il problema è il Neruda o l’assenza di prevenzione?

Questa mattina è uscita la notizia su “La Stampa” e altre testate locali riguardo alla presenza di alcuni casi di tubercolosi all’interno dello Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Firenze: in 10mila per la GKN sfondano il cordone di polizia e occupano l’aeroporto, “Nessuno ferma la rabbia operaia”

Un corteo numeroso e rumoroso, partito intorno a alle 15.30 dal polo universitario di Novoli, area ex Fiat, ha sfilato per le strade di Firenze a sostegno del progetto operaio della fabbrica di Campi Bisenzio, ex Gkn.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

2025. Los Angeles. California

Il 6 giugno, agenti dell’ICE hanno condotto blitz in vari punti della città: Fashion District, Home Depot e una grossa azienda tessile. Oltre cento arresti. da Nodo Solidale Le strade hanno risposto: molotov, blocchi di cemento, barricate e auto in fiamme. I manifestantihanno resistito con determinazione, trasformando la città in un campo di battaglia contro […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto sicurezza

Blitz del governo, approvato il decreto Sicurezza, varato dal governo Meloni nel Consiglio dei ministri di ieri sera.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Lettere dal nuovo incubo americano

USA. Persone migranti, non importa se regolari o meno, vengono rastrellate per strada, sequestrate da uomini dal volto coperto e senza divise o distintivi, e sbattute in pulmini neri per poi scomparire nei centri di detenzionea dell’ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement).

Immagine di copertina per il post
Culture

A.C.A.B.: la Val Susa secondo Netflix vs la realtà che viviamo

In Val Susa abbiamo avuto modo di vedere A.C.A.B., la serie prodotta dalla multinazionale americana Netflix e uscita ieri. da notav.info Eravamo curiosi di osservare come una fiction di tale portata avrebbe trattato la nostra terra e la nostra lotta. Quello che abbiamo visto non ci ha colpiti: la Val Susa, in questo caso, è […]