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Firenze. “Scuola-lavoro”: 400€ per studente, ma andranno alle aziende.

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“Ogni impresa potrà riceve un contributo di 400€ se ospita uno studente, 800€ per due studenti, 1000 per tre studenti”. Dopo le polemiche e le contestazioni all’alternanza scuola-lavoro istituita per gli studenti delle scuole superiori dalla riforma della “buonascuola”, la decisione della Camera di Commercio di Firenze aggiunge al danno la beffa.

Non saranno gli stagisti – oggi non retribuiti e privi di ogni tutela – ad usufruire dei 400mila euro stanziati con il patrocinio del sottosegretario all’Istruzione Toccafondi, bensì le aziende che oggi sfruttano il lavoro  gratuito degli studenti.
Nonostante molte piccole aziende abbiano già sostituito il proprio personale con gli studenti (a cui non sono tenuti a corrispondere nessuna forma di salario), la Camera di Commercio di Firenze ha deciso di incentivarle a partecipare ai progetti di alternanza con un bonus aggiuntivo.

Il ministero dell’Istruzione nel 2015 ha firmato contratti per tutta Italia con multinazionali del calibro di Eni, FCA, Autogrill e McDonald, ma questo non basta per impiegare le centinaia di migliaia di giovani che sono costretti dalla riforma a lavorare.
Ecco quindi servito l’ennesimo regalo di denaro pubblico ad aziende private, che da un lato assicura al PD i voti dei bottegai e dei piccoli imprenditori e dall’altro potenzia un dispositivo di disciplinamento e messa a valore delle vite dei piú giovani: per loro l’alternanza scuola lavoro deve prima di tutto servire a “normalizzare” fin dall’adolescenza un rapporto di lavoro deregolamentato, senza diritti, tutele e garanzie… e senza stipendio.

Una provocazione quest’ultima che rischia di rompere il già fragile equilibrio nel quale l’alternanza scuola-lavoro si riesce a camuffarsi da “opportunità” per fare curriculum e avere più punti in un mercato del lavoro selvaggio a cui fa da sfondo il crescente 40% di disoccupazione giovanile. Eppure la ricetta del PD è chiara: nulla da guadagnare per i giovani di questo paese da un sistema che pretende da loro sempre di più – in termini di tempi, capacità, ritmi e disponibilità sul lavoro – in cambio di sempre meno (se non aggratis!).

Quanto reggeranno ancora ricatti e false promesse?

 

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