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Il grande esodo: 38’000 giovani ogni anno lasciano l’Italia

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Sono 38mila i giovani fra i 25 e i 39 anni che hanno lasciato il paese nello scorso anno.

I dati Istat confermano quella che per tanti era già una certezza: l’Italia è un paese per vecchi.
Gli emigrati italiani dall’Italia sono stati 81 mila nel corso del 2016 di cui 38 mila sono giovani sotto i 40 anni. 

In dieci anni il numero degli emigrati italiani si è più che triplicato, passando da 36mila nel 2007 a 115mila nel 2016. Per quanto riguarda le nascite, sempre i dati contano che nell’ultimo anno sono nati circa 12mila bambini in meno dell’ anno precedente.

Nessuno ha più voglia di stare in Italia, vanno via anche gli stranieri. Mentre sono in crescita le emigrazioni, infatti, sempre meno sono le persone che arrivano da altri paesi rendendo sempre più grottesco quello specchietto per le allodole che è il dibattito sull’immigrazione in Italia.

Insomma, tutto ciò contribuisce a rendere il nostro paese un paese sempre più vecchio, dove cresce il numero degli anziani e diminuisce quello dei giovani. L’età media della popolazione in Italia è di 45 anni.

È facile allora anche smentire quel piccolo miglioramento che mostrano i dati Istat rispetto alla disoccupazione giovanile: che ne è delle centinaia di migliaia di giovani disoccupati che sono fuggiti dall’Italia per motivi lavorativi?

Nonostante la situazione critica in cui riversa lo stivale, il dibattito politico in vista delle elezioni e della nuova manovra finanziaria parla agli anziani, che risultano infatti anche quelli più attivi dal punto di vista politico-istituzionale. Eppure, nonostante questa attenzione della politica verso un tema come quello delle pensioni, non ci sembra che corrano tempi buoni nemmeno per la previdenza sociale.
Ancora una volta qualcuno, proprio di quelli che appartengono alla generazione che sta lasciando un’Italia devastata ai propri figli, dice che è colpa dei giovani che non si interessano abbastanza, noi invece lo vediamo come il sintomo più evidente del fatto che i politici non parlano ai giovani e che la politica non li rappresenta.

Il fatto che è sotto gli occhi di tutti è che questo paese in cui per i giovani non ci sono possibilità. La retorica della flessibilità e dell’integrazione dei giovani nel mondo del lavoro, è evidente, non è che un castello di sabbia.

 

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