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Istanbul, protesta per difendere Gezi Park da cemento e speculazioni

La notizia ha da subito scatenato la protesta di diversi cittadini di Istanbul, decisi a non farsi sottrarre il parco per lasciare spazio al profitto e alla speculazione; alcune delle associazioni nate in difesa del Gezi Park hanno anche denunciato come i primi lavori iniziati in queste settimane siano illegali e trasgrediscano quanto sta scritto nel piano di riqualificazione presentato dall’amministrazione locale.

Nella giornata di lunedì’ sono iniziati i primi interventi effettivi sull’area con l’azione delle ruspe che hanno demolito tutti i muri che delimitavano la zona del parco; in breve attivisti e cittadini hanno raggiunto il parco per cercare di impedire che la devastazione potesse proseguire (era infatti previsto l’abbattimento di tutti gli alberi). Di fronte ad una folla che diventava sempre più numerosa, il sindaco e la polizia hanno dato ordine di interrompere i lavori, promettendone la ripresa per la mattina successiva.

I manifestanti hanno quindi deciso di accamparsi a centinaia nel parco con le tende per farsi trovare già pronti al nuovo arrivo delle ruspe e così è stato: ieri mattina i lavoratori e le ruspe sono arrivati scortati dalla polizia che ha aggredito il presidio in difesa del Gezi Park con un uso massiccio di spray al peperoncino e trascinando via con la forza le persone accampate sul posto.

A quel punto la protesta è esplosa e alcuni manifestanti hanno iniziato una sassaiola indirizzata contro i mezzi incaricati della devastazione, scatenando nuovamente la reazione della polizia.

Alla fine i lavori hanno potuto proseguire solo con l’intervento brutale delle forze dell’ordine che sono rimaste a presidiare la zona ma la protesta in difesa del parco contro la cementificazione selvaggia della città promette di andare avanti con determinazione.

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