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[Aggiornamento] Occupy Gezi Park resiste agli assalti della polizia

Dopo lo sgombero del parco di questa mattina, da ore proseguono gli scontri in piazza Taksim, dove manifestanti e polizia continuano a fronteggiarsi in quello che è diventato un vero e proprio campo di battaglia.

Le forze dell’ordine continuano a fare un uso indiscriminato e criminale dei lacrimogeni, lanciati senza sosta e ad altezza uomo; è notizia di poco fa che un manifestante sarebbe rimasto ucciso negli scontri

Al diffondersi della notizia la rabbia è esplosa ulteriormente, nuove persone continuano ad affluire verso la piazza per dare man forte a chi resiste da questa mattina, mentre sui social network rimbalza l’invito a scendere in strada e ad organizzare la protesta anche nelle altre città del paese.

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E’ giunta al quarto giorno consecutivo la lotta nata ad Istanbul in difesa del Gezi Park, iniziata lo scorso 29 maggio all’interno del parco stesso con sit-in di intere notti che hanno portato a ribattezzare la protesta ‘Occupy Gezi Park’, richiamando le esperienze statunitensi nate nel 2011. Una battaglia che si pone in difesa del parco di piazza Taksim, centralissimo nella capitale turca e patrimonio comune di una città che negli ultimi anni ha assistito ad una progressiva erosione delle zone verdi a favore di colate di cemento. La “riqualificazione” del parco di Gezi è l’ultimo progetto del governo islamico dell’AKP (Partito della Giustizia e Sviluppo) guidato dal premier Recep Tayyip Erdogan. Al posto del verde e dello spazio comune, l’AKP vuole costruire l’ennesimo non-luogo, l’ennesimo centro commerciale, in quello che è il cuore di Istanbul e che ormai l’AKP ha deciso di svuotare e ripulire, rendendolo un grande iper mercato.

Gezi Park è l’ultimo della serie. Sotto la scure del governo islamico è finito il quartiere abitato da molti rom di Sulukule e adesso le demolizioni sono cominciate a Tarlabasi altro storico quartiere del centro cittadino.
Taksim, con la sua arteria principale, Istiklal Caddesi, è ormai irriconoscibile: c’è un enorme centro commerciale circondato da negozi di marche costosissime e perfino i bar tradizionali sono stati costretti a chiudere…

Dopo essere stati forzatamente allontanati una prima volta dal parco nella giornata di martedì, i manifestanti non si sono scoraggiati e sono tornati a migliaia ad accamparsi e a presidiare la zona giorno e notte.

Per tentare di permettere il proseguire dei lavori di demolizione del parco la polizia è intervenuta questa mattina all’alba per la seconda volta consecutiva (anche nelle prime ore di ieri la scena è stata la stessa), allontanando brutalmente i manifestanti dal parco e appiccando anche il fuoco ad alcune tende. La protesta è stata sospinta verso piazza Taksim dove i manifestanti hanno resistito a migliaia al getto degli idranti e al continuo lancio di lacrimogeni da parte della polizia che in breve ha trasformato la piazza in un campo di battaglia e reso l’aria irrespirabile. L’aggressione della polizia ha causato tantissimi feriti (in ospedale è finito anche il deputato di Istanbul del BDP – Partito della Pace e Democrazia- il regista Sirri Sureyya Onder, che ieri si era piazzato davanti ai bulldozer).

Questa mattina l’aggressione ai cittadini ha segnato un prima e un dopo: lo dicono al telefono i manifestanti. “L’AKP ha mostrato il suo vero volto fascista”.

Nonostante la repressione quotidiana sembra però che il progetto del centro commerciale non avrà vita facile perché dopo ogni sgombero i difensori del parco tornano a presidiare la zona e nel giro di pochi giorni la protesta ha già raccolto migliaia di persone (anche all’interno di una parte della politica istituzionale), facendo sì che i lavori possano svolgersi solo con l’intervento e la supervisione della polizia.

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