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Parigi: scontri tra gli operai della Peugeot e polizia

La Peugeot annuncia il licenziamento di 8000 lavoratori dello stabilimento di Aulnay-sous-Bois, gli operai si riuniscono in assemblea e poi scendono in strada. Violenti scontri con la polizia di fronte al salone dell’auto di Parigi.

Di fronte alla notizia, ieri mattina i lavoratori della Peugeot non hanno perso tempo: assieme ai sindacati si sono riuniti in assemblea ad Aulnay per poi decidere di portare la protesta quest’oggi nel cuore della capitale, sull’Avenue de Gran Armèe che ospita il salone dell’auto.

Stamattina centinaia di operai hanno circondato il salone dell’auto di Parigi scandendo slogan contro l’azienda; in breve la polizia ha militarizzato l’area e ha accerchiato i lavoratori per tentare di disperdere la protesta. In risposta i lavoratori della Peugeot hanno incendiato diversi copertoni d’auto per bloccare le strade e poco dopo sono esplosi violenti scontri con le forze dell’ordine.

La rabbia che questa mattina è stata portata in piazza dagli impiegati della Peugeot che chiedevano garanzie sul proprio futuro non è un caso isolato nel panorama delle grandi aziende francesi: tagli e licenziamenti altrettanto drastici stanno investendo anche le acciaierie Arcelor Mittal, la Goodyear e la compagnia Air France.

Tutte queste vicende confermano quanto una fantomatica ripresa dalla crisi tardi a manifestarsi e come, anzi, i suoi effetti continuino a mordere sulla condizioni di vita di molti. Se da un lato la strategia del governo e grandi aziende continua ad essere quella di scaricare costi e responsabilità sulle spalle dei lavoratori, dall’altro la rabbia degli operai Peugeot di questa mattina (esplosa similmente negli altri casi) testimonia la necessità di una risposta organizzata e dal basso per non subire passivamente decisioni drastiche calate dall’alto.

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