InfoAut
Immagine di copertina per il post

Pavia: sbirri corrotti e lotte sociali. Ci rivedremo a Filippi

Così Ettore Filippi diceva di sé appena qualche mese fa, in una requisitoria nella quale si difendeva dagli ennesimi attacchi ricevuti in merito alla gestione delle partecipate comunali ASM, di cui il figlio Luca è membro del CdA, e ASM Lavori, di cui il figlio Luca è stato presidente. Le referenze sfoggiate sono incentrate sulla sua attività di supersbirro, come se potesse essere un elemento sufficiente a fugare qualsiasi dubbio sulla sua figura. Filippi di questi “meriti” acquisiti sul campo si è sempre fatto scudo per poter gestire in modo più o meno limpido la politica pavese, incluso quando il suo nome è comparso ben 57 volte nell’inchiesta “Infinito” della DDA sulla penetrazione della ‘ndrangheta in Lombardia. Dalle intercettazioni emerse che Filippi aveva stabilmente intrattenuto rapporti con i capi mafiosi lombardi e che aveva candidato nella sua lista civica, oltre a un dirigente di una nota società di slot machines, un naziskin e il proprietario dei locali della movida pavese, anche persone suggerite dai capi mafiosi stessi.
Nell’operazione “Infinito” Filippi non venne direttamente coinvolto, ma oggi è alla ribalta delle cronache per il suo arresto relativo al caso Punta Est. Ex poliziotto, già fondatore di Forza Italia, ex assessore, ex vicesindaco con il centro-sinistra, fondatore anche del PD, da poco rientrato nel partito di Berlusconi, Filippi avrebbe, secondo la procura, ricevuto mazzette e favori dal costruttore Maestri, in cambio della sua intercessione per il disbrigo di pratiche urbanistiche per le quali risultano indagati due costruttori, un professore universitario e un dirigente comunale.
Fino a qui, apparentemente, una banalissima storia di corruzione all’italiana, che potrebbe lasciarci quasi indifferenti, se non fosse che Filippi è spesso entrato in rotta di collisione con i percorsi di riappropriazione dal basso intrapresi dai movimenti cittadini in questi anni. Ciò è accaduto perché Filippi è la personificazione, il grande burattinaio, di quel “sistema Pavia” di cui la procura si premura di negare l’esistenza.
Non a caso, il sindaco Cattaneo si affretta a minimizzare il ruolo di Filippi all’interno della maggioranza che lo sostiene, dimenticandosi però che i 2500 voti portati dall’ex vicesindaco di centrosinistra al giovane forzitaliota nel 2009 sono stati fondamentali per la sua elezione al primo turno e sono valsi a Filippi la riconferma nel CdA del policlinico San Matteo. Inoltre, Filippi aveva già confermato il suo appoggio a Cattaneo in vista delle imminenti elezioni comunali. 
Il primo cittadino dice di non aver ricevuto pressioni da Filippi in merito alle scelte politiche della sua giunta, ma noi non dimentichiamo che la trama tessuta da Filippi tra gli scranni del consiglio comunale, quando si trattava di votare una moratoria degli sfratti, ha determinato il voto contrario in una seduta nella quale sembrava inizialmente che si potesse arrivare a un esito diverso.

Che interesse aveva in quell’occasione Filippi? Perché il suo lavoro dietro le quinte è risultato decisivo per mutare totalmente l’indirizzo politico della maggioranza? Non si tratta di una domanda irrilevante, dal punto di vista della lotta del movimento pavese per l’abitare: questa decisione del consiglio comunale ha avuto enormi, quotidiane e tangibili ripercussioni sulle esistenze di migliaia di famiglie. Le funzioni che Filippi doveva (deve?) assolvere nel panorama politico cittadino erano quelle di garantire al blocco edilizio cittadino la continuità della rendita, di oliare la macchina comunale affinché non si inceppasse il motore della speculazione, di permettere la spartizione delle aree su cui edificare. In fin dei conti, appare quasi irrilevante il fatto che per l’adempimento di questi compiti Filippi sia stato, nel corso degli anni, retribuito più o meno illecitamente.
La questione che interessa, piuttosto, è un’altra, ovvero il rapporto tra politica e capitale immobiliare, un rapporto che determina il governo del territorio e che vede Filippi protagonista indiscusso. In una città con 25mila iscritti all’università, in cui quest’ultima incide per il 10% circa sul PIL cittadino, buona parte del quale è generato dagli affitti pagati dagli studenti, si è arrivati a un innalzamento dei prezzi delle case tale da escludere da alcune fasce del mercato immobiliare numerose famiglie di lavoratori. La speculazione ha preso il sopravvento, imponendo alla città processi di gentrification trainati dal segmento del mattone di lusso, anche grazie all’afflusso di capitali mafiosi riciclati, svelato dall’inchiesta “Infinito”. Ciò ha condotto al conclamato e lampante abusivismo edilizio dei casi di Punta Est e Green Campus, dove, su aree destinate alla costruzione di studentati a prezzi agevolati, sono sorte palazzine con appartamenti di lusso, da immettere sul libero mercato.
La speculazione edilizia è pratica così diffusa in città che persino il Policlinico San Matteo (nel cui CdA Filippi risiede stabilmente da anni) e l’università, in qualità di proprietari, rispettivamente, di vaste aree agricole e di edifici centralissimi, hanno bussato alla porta del Comune. La richiesta di ospedale e ateneo era che nel PGT venissero modificate le destinazioni d’uso, per poter realizzare delle vere e proprie speculazioni edilizie, in grado di rimpinguare i bilanci in affanno delle due istituzioni.
Il meccanismo attraverso il quale il sistema dei partiti garantisce profitti milionari ad amici e amici degli amici è proprio la variazione di destinazione d’uso dei terreni, in grado di incrementare magicamente il valore delle aree, trasformandole da agricole o industriali in residenziali. Il servizio prestato dai politicanti ai palazzinari necessita di cospicue sovvenzioni, in soldoni, una montagna di tangenti. A fronte di ciò, nelle casse del comune restano solo le briciole derivanti dagli oneri di urbanizzazione. In alcuni casi, nemmeno le briciole, se è vero, come sostiene la procura, che Filippi abbia garantito indebitamente al palazzinaro di Punta Est l’esonero da questo pagamento relativamente alla costruzione di un centro benessere.
Come si diceva, non ci stupisce che la speculazione sfondi gli argini della legalità: non si tratta solo di criminalità urbanistica. Il vero problema è rappresentato dalla insostituibilità e immodificabilità del concreto e consolidato sistema di governo del territorio che conosciamo da almeno quarant’anni a questa parte. Dal nostro punto di vista esso si mostra come l’unica opzione possibile per il capitale di gestire la conflittualità sociale e di pilotare la dinamica delle classi. Infatti, la ridefinizione della destinazione d’uso dei suoli ha tangibili implicazioni di carattere sociale, che a Pavia hanno condotto alla produzione sproporzionata di una borghesia rentier multiforme e politicamente trasversale, annidata in ogni angolo della città. Lungo le sponde del Ticino aleggia uno spirito di ricerca del profitto senza passare dal “via” della produzione, lo stesso spirito che ha spinto i grandi costruttori ad affidarsi a Filippi per farsi aprire le porte come un ariete di sfondamento e che spinge anche i piccoli e medi proprietari alla guerra contro gli inquilini morosi.
A pagare il conto sono stati e sono tuttora i ceti subalterni, costretti ad abbandonare la città e a dirigersi verso i paesi limitrofi a causa del trend al rialzo del costo del mattone. Oggi un’ondata di sfratti impressionante, uno ogni duecento famiglie, ossia il doppio della media nazionale, colpisce lavoratori, precari e disoccupati pavesi. La forte e talvolta brutale repressione che ha colpito il movimento cittadino di lotta contro gli sfratti è volta a impedire che vengano messi in discussione i dogmi della proprietà e della rendita, unici cardini dell’economia locale.
È in questo contesto che il solito Filippi ha giocato, ancora una volta, un ruolo di prim’ordine, levando in più di una occasione le castagne dal fuoco al sindaco Cattaneo. Grazie alla sua pregressa esperienza di sbirro, ha svolto il compito di gestore dei conflitti, sfoderando alternativamente bastone e carota. Lo si è visto, talvolta, porsi in modo falsamente dialogante in funzione di controllore, nel tentativo di integrare viscidamente nelle sue reti clientelari le famiglie sotto sfratto; talaltra, lo si è visto sfruttare, in chiave repressiva, i solidi legami mantenuti con uomini chiave della questura (non a caso è stato arrestato dai carabinieri…).
Parlare della figura di Filippi e del suo arresto, dunque, non può limitarsi ad indugiare su immagini sbiadite di film poliziotteschi di inizio anni ’80. Ma, andando oltre la macchiettistica figura del supersbirro corrotto, guardare alla funzione che concretamente egli ha svolto fino ad oggi come trait d’union tra apparato amministrativo e vari settori della borghesia cittadina, in qualità di elemento trasversale, che si muove in modo tentacolare all’interno dei fintamente opposti schieramenti politici.
Ad un giorno dal suo arresto, nostro compito è quello di vigilare sui possibili scenari che possono aprirsi in vista delle imminenti elezioni politiche: se la fenice risorgerà nuovamente, oppure se il vuoto politico che lascerà sarà rapidamente riempito, e da chi. Ai movimenti conflittuali presenti in città l’onere di proseguire, con maggiore consapevolezza del quadro politico, le battaglie fino ad oggi intraprese e di aprire nuovi fronti di lotta nei quartieri, contro un sistema di potere coeso in difesa di interessi sideralmente opposti agli interessi di classe.

 Da MovimentoPavia.org

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Fermiamo la demolizione del campo da calcio di Aidaa Camp a Betlemme

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato scritto da varie realtà dello Sport Popolare di tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Aska è di chi arriva. Chiedi del 47

In questo momento più del solito, ma non è un fenomeno specifico di questi giorni, sembra esserci una gara a mettere etichette su Aska e sulle persone che fanno parte di quella proposta organizzativa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: “difendere l’Askatasuna per non far spegenere la scintilla di ribellione che Torino ha dentro”

“La grandissima manifestazione di risposta allo sgombero è stata la reazione di Torino che si è riversata nelle strade per difendere quella sua radice ribelle che non si vuole che venga cancellata.”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Sgombero Askatasuna. Giorgio Rossetto: “Rispondere logorando l’avversario come in Val Susa”

Bisogna accettare i terreni anche quando non si sono scelti, il terreno del conflitto, della lotta, a volte anche dello scontro e l’esercizio della forza da parte dei movimenti

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Nasce il Presidio Permanente per la Tutela e il Rilancio della Sanità Lametina

Negli ultimi anni le criticità del sistema sanitario calabrese – e in particolare dell’area lametina – hanno raggiunto livelli non più tollerabili per una comunità che ha pieno diritto a servizi efficienti, sicuri e dignitosi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Emergenza sanità in Calabria: serve una reazione decisa e collettiva!

La tragica notizia del cinquantasettenne morto a Lamezia mentre attendeva l’arrivo di un’ambulanza impone una reazione decisa e collettiva.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Quando il popolo si organizza, il sistema vacilla

L’ultimo periodo di lotte ha mostrato che il potere trema solo quando il popolo smette di obbedire.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

E’ ancora il momento di bloccare tutto!

Il 28 novembre sarà sciopero generale, coordiniamoci in tutte le città, in tutte le provincie, in tutti i paesi per bloccare ancora una volta in maniera effettiva tutto il territorio nazionale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: Askatasuna ‘bene comune’, iniziati i lavori di riqualificazione

Entra nel vivo la trasformazione dello storico centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita 47 a Torino, occupato 29 anni fa e da allora perennemente sotto minaccia di sgombero, in bene comune.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

“Una legge di bilancio di matrice classista” quella del governo Meloni. L’analisi del Professor Alessandro Volpi

Si accende il dibattito rispetto alla iniqua manovra del governo, in particolare su fisco e pensioni.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Non è sicurezza, è repressione: l’Italia entra nell’era dello Stato di polizia

Da Osservatorio Repressione Un attacco sistematico alle libertà costituzionali nel silenzio imposto dall’emergenza permanente. Due nuovi pacchetti sicurezza: ulteriore criminalizzazione del dissenso, fermi preventivi, zone rosse senza limiti, scudo penale agli agenti: la democrazia arretra mentre avanza l’autoritarismo violento di Stato C’è una parola che il governo evita con cura, mentre la pratica la impone […]

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sorveglianza speciale:Giorgio Rossetto condannato a 5 mesi e 6 giorni di reclusione

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio sull’udienza tenutasi questo lunedì nei confronti di Giorgio Rossetto presso il tribunale di Imperia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La Procura chiede il carcere per un’intervista

Sembra assurdo, ma è la verità. La Procura di Torino ha chiesto al tribunale di Sorveglianza di revocare i domiciliari a Giorgio Rossetto per mandarlo in carcere.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Nuove misure nei confronti di minorenni, disciplinarmente e bastone sui giovani

Riprendiamo il comunicato scritto dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito a una nuova operazione nei confronti di giovani minorenni a Torino a seguito delle manifestazioni per la Palestina.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Le contraddizioni dell’inchiesta. Neanche Israele è sicuro delle “prove”: il teorema contro Hannoun nasce dalla guerra

Materiale di intelligence non verificato, raccolto in un conflitto armato, viene usato per criminalizzare la solidarietà con la Palestina. Un precedente gravissimo per i diritti e la democrazia

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Napoli: in centinaia all’assemblea in difesa di Officina 99

Officina 99 ringrazia le centinaia di persone di tutte le età che hanno animato l’assemblea pubblica di sabato 10 gennaio: rappresentanti di spazi sociali, collettivi, realtà di movimento, ma anche artistə, musicistə e solidalə da tutta la Campania e oltre.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran: accettare la complessità per esserne all’altezza

Da quando è scoppiata la rivolta in Iran assistiamo all’ennesimo scontro tra tifoserie contrapposte all’interno del movimento antagonista e più in generale della sinistra di classe.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sgombero Askatasuna. I proponenti del patto per il bene comune: “Silenzio del sindaco assordante. Restituire alla città l’edificio”

Conferenza stampa nel primo pomeriggio di oggi, martedì 13 gennaio, a Torino, organizzata dai e dalle portavoce del comitato proponente del patto di collaborazione per rendere Askatasuna bene comune.