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Prato: si allarga lo sciopero contro il supersfruttamento nel Macrolotto 2

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Condividiamo di seguito due comunicati del SI Cobas Prato e Firenze sul ciclo di scioperi che si è aperto a Prato nelle scorse settimane. Il primo descrive la situazione della DIGI Accessori i cui lavoratori dal 6 maggio portano avanti agitazioni e scioperi, il secondo invece l’allargamento dello sciopero che è andato a colpire altre due ditte dell’indotto: la Ruentex e la Gruccia Creation.

 

La DIGI Accessori è legata a doppio filo alla Dreamland – già passata all’onore delle cronache nazionali per l’aggressione con mazze da baseball subita dai lavoratori che protestavano contro lo sfruttamento lo scorso ottobre 2021 – e alla Gruccia Creations – nel 2019 già teatro di un altra aggressione violenta contro operai in sciopero. Tra i “capi” della DIGI Accessori figura uno dei mandanti ed esecutori di entrambe le spedizioni punitive.

Il magazzino di via del Lazzeretto si occupa della distribuzione e logistica di grucce, destinate a decine di pronto moda del distretto (tra cui le due ditte di via Carcerina n.4 a Campi Bisenzio, dove cinque operai sono stati licenziati per aver chiesto un giorno libero a pasquetta).

Dodici ore di lavoro per sette giorni la settimana. Lavoro nero. Negazione di tutti i diritti più elementari. Aziende che chiudono e riaprono con differenti partite IVA. I lavoratori della DIGI Accessori di via del Lazzeretto (Macrolotto 2) hanno deciso di dire basta, denunciando lo sfruttamento ed entrando da oggi in sciopero. Il nostro sindacato, che ha raccolto le loro denunce, sarà come sempre in questi casi al loro fianco.

La vicenda diventa quindi emblematica di un sistema di sfruttamento e violenza che continua ad agire indisturbato, cancellando diritti e dignità del lavoro su questo territorio.

In entrambe le ditte – Dreamland e Gruccia Creations – le proteste dei lavoratori denunciavano lo stesso sistema di sfruttamento fatto di turni di lavoro di 12 ore la settimana e violazione sistematica del CCNL. In entrambe le ditte l’intervento dell’ITL – che riscontrava lavoro nero e gravissime

violazioni – veniva seguito dalle sospensioni delle attività. Sospensioni in entrambi i casi “flash”.

Come denunciamo da anni, le ditte del supersfruttamento non hanno problema a pagare le sanzioni e riaprire già dal giorno dopo. Continuando a lavorare nella più completa illegalità. Questo perchè profitti che si ricavano continuano ad essere di gran lunga superiori alle multe.

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I lavoratori di due delle fabbriche produttrici di grucce – la RUENTEX di via Gora Bandita e la GRUCCIA CREATION di via dello Sprone – hanno deciso oggi (ieri ndr) di unirsi allo sciopero e alla denuncia dello sfruttamento, richiedendo anche loro diritti e dignità.

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Per tutta la giornata di ieri, la DIGI ACCESSORI ha utilizzato i furgoni aziendali utilizzati per le consegna, per svuotare il magazzino e trasferire altrove i volumi di lavoro e dirottando altrove anche i ritiri di merce in arrivo. Anche gli uffici dello stabilimento sono stati smantellati e trasferiti in altra sede. Le operazioni si sono svolte sostituendo i lavoratori in sciopero anche con lavoratori impiegati con tutte le probabilità a nero.

Venerdì alla DIGI Accessori i lavoratori erano entrati in sciopero contro condizioni di vero e proprio sfruttamento, denunciando turni di 12 ore al giorno per 7 giorni la settimana secondo uno schema ormai noto. Nel pomeriggio di venerdì azienda e sindacato firmavano un accordo per la stabilizzazione e regolare assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori in sciopero, rimandando a lunedì il tavolo che avrebbe dovuto ricomporre tutta la vertenza affrontando il tema dei falsi part-time di cui i lavoratori chiedono la trasformazione a tempo pieno.

Proprio per vigilare sulla serietà degli impegni presi venerdì decidevamo di rimanere in presidio permanente davanti allo stabilimento, continuando l’agitazione. Dopo due giorni è ormai chiaro quali siano le intenzioni dell’azienda. L’obiettivo è svuotare lo stabilimento, portare altrove il lavoro e mantenere gli stessi livelli di sfruttamento ed illegalità. Non lo permetteremo.

Abbiamo ripreso l’agitazione sindacale per fare capire all’azienda che non permetteremo che in via del Lazzeretto rimanga solo un capannone vuoto. In risposta l’azienda ha deciso di non aprire. All’interno rimangono ancora volumi di lavoro, presidiati dai lavoratori.

Intanto però il lavoro di distribuzione e logistica è stato spostato presso le fabbriche produttrici di grucce, appartenenti allo stesso “cartello” imprenditoriale che come abbiamo già denunciato rimanda anche alla Dreamland e alla Gruccia Creations (già teatro di denunce di sfruttamento e aggressioni violente ai lavoratori in protesta).

Proprio i lavoratori di due delle fabbriche produttrici delle grucce – la RUENTEX di via Gora Bandita e la GRUCCIA CREATION di via dello Sprone – hanno deciso oggi di unirsi allo sciopero e alla denuncia dello sfruttamento, richiedendo anche loro diritti e dignità.

Sciopero quindi oggi ai cancelli della Ruentex. Sebbene una parte dei lavoratori abbia contratti con la Gruccia Creations ed un altra con la RUENTEX, lavorano attualmente tutti nello stabilimento di via della Gora Bandita.

Nel 2019 alla Gruccia Creations dieci lavoratori denunciarono già i turni massacranti di 12 ore per 7 giorni ed il lavoro nero. Un controllo dell’Ispettorato verificò le condizioni di sfruttamento. Anche in questo caso le sanzioni e le brevi sospensioni delle attività seguite ai controlli si sono rivelate insufficienti a modificare lo stato delle cose. A tre anni di distanza, la situazione è la medesima.

 

 

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