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Palermo: il teorema si incrina. Tutti liberi e tutte libere

Dopo 20 giorni di campagne di solidarietà, assemblee, cortei per i 17 attivisti politici di Anomalia ed Ex Karcere, oggi sono stati revocati tutti gli obblighi di firma. L’indagine della Procura di Palermo, che aveva ipotizzato un teorema d’accusa di «associazione a delinquere», volto chiaramente ad equiparare le lotte per i diritti sociali e collettivi a delinquenza comune, non ha trovato solide basi al momento, sulle quali confermare le durissime misure cautelari nei confronti dei 17 attivisti politici. Ricordiamo il lavoro svolto negli anni dai compagni e dalle compagne, indagati e non. Dalle lotte studentesche che hanno mobilitato negli anni migliaia di studenti medi e universitari, sino all’ ormai indispensabile lavoro (politico) sociale quotidiano, svolto dai centri sociali ExKarcere ed Anomalia, situati all’interno di quartieri popolari, per far partire dal basso progetti di riscatto sociale e di immediata sperimentazione di forme diverse di comunità, per gli abitanti del quartiere e non; dal doposcuola per i bambini alle palestre popolari, a tutte le manifestazioni artistiche, culturali e musicali.

Sicuramente, parte di questo risultato raggiunto è dato dall’immediata mobilitazione che è seguita al 10 marzo, giorno in cui sono state notificate le custodie cautelari. La campagna #sui17cimettolafirma ha, infatti, raccolto piena adesione da studenti, lavoratori, docenti, occupanti di case e da chiunque si è rifiutato di vedere le lotte per i propri diritti svuotate del loro significato politico e dalla loro legittimitá. Il corteo del 20 marzo, uno dei momenti più significativi della campagna, ha visto 3 mila persone scendere in piazza in solidarietà con chi è stato colpito dal teorema della Procura di Palermo. Il tutto ha visto il fondamentale contributo dell’avvocato Bisagna, in prima linea nella difesa dei 17 militanti.

Ora non basta aver ottenuto questo risultato. L’obiettivo da raggiungere è, ovviamente, quello della piena caduta di ogni accusa, assolutamente infondata, per tutti coloro che sono attualmente sotto indagine nell’ambito di questo teorema. Un grande passo è stato fatto oggi, adesso la capacità di restare uniti contro chi vorrebbe chiudere la “pratica” dei movimenti nei tribunali, sarà una delle armi principali che si dovrà saper utilizzare per vincere questa battaglia, insieme allo stesso entusiasmo nella quotidianità di quelle lotte che in questi anni hanno animato e attraversato le piazze, le scuole, le università i luoghi di lavoro, i quartieri, etc, e in cui c’erano e continueranno a esserci i 17, ma soprattutto, tanti, tanti e tanti altri. TUTTI LIBERI E TUTTE LIBERE!

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