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Torino, famiglia sgomberata con sfratto a sorpresa

Se la tattica dell’eseguire contemporaneamente più sfratti non è certo bastata a sconfiggere la resistenza per il diritto all’abitare sul territorio, recentemente a Torino come in altre città è stata adottata una tecnica ancor più odiosa: quella degli sfratti a sorpresa. Ed è proprio quanto è accaduto questa mattina in via Leinì, nella quartiere di Barriera di Milano, dove intorno alle 8.30 diverse camionette della polizia si sono presentate senza alcun preavviso presso l’abitazione di una coppia con un bambino piccolo per eseguire lo sfratto. Come ormai da prassi, l’intera zona è stata militarizzata e tutte le vie di accesso all’abitazione bloccate dalle forze dell’ordine, mentre agli inquilini non è stato permesso di comunicare con l’esterno se non a sgombero ormai concluso.

La famiglia sgomberata questa mattina aveva già resistito ad altri tentativi di sfratti e sembra che in questo caso dopo l’ultimo accesso fallito non fosse stata data loro la consueta proroga di alcuni mesi, bensì una proroga di un solo mese che non viene però comunicata per impedire forme di resistenza allo sgombero. Non solo: da una successiva ricostruzione dei fatti è emerso anche che nella giornata di ieri alcuni agenti della Questura torinese si sono recati presso l’appartamento di via Leinì fingendosi addetti al controllo dell’acqua per poter prendere visione dell’appartamente e organizzare lo sfratto di questa mattina.

Nella Torino capitale degli sfratti pratiche subdole e infami come quelle utilizzate per eseguire lo sfratto di oggi stanno diventando ormai ordinarie ma testimoniano anche quanto le forme di resistenza e solidarietà per il diritto all’abitare rappresentino un problema non più ignorabile per chi vorrebbe mettere a tacere una questione abitativa ormai esplosiva.

Ascolta la diretta con un resoconto della mattinata e la testimonianza della famiglia sfrattata (Radio Blackout):

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