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Torino, sfratto rinviato ma continua l’infame pratica dell’art. 610

Quello di oggi era il terzo accesso e Assam e la sua famiglia, ancora in attesa di una risposta dall’emergenza abitativa, avevano deciso di resistere e opporsi alla prospettiva di finire in mezzo alla strada assieme ai due figli, di cui una – una bambina di 4 anni – in condizioni di salute precaria.

Fin dalle prime ore dell’alba alcune decine di solidali si sono riuniti in via Capua per resistere attivamente assieme alla famiglia. In tarda mattinata è arrivato infine l’Ufficiale giudiziario, scortato dall’avvocato e da alcuni agenti della Questura, che ha comunicato la decisione da parte del proprietario di casa di rinviare lo sfratto. La decisione, però, è stata ufficializzata tramite la procedura dell’articolo 610, l’infame pratica che permette di eseguire sfratti a sorpresa e che sempre più spesso Questura e Comune stanno applicando per tentare di ostacolare le forme di resistenza. In pratica, questo significa condannare la famiglia a vivere in un limbo di incertezza col rischio di ritrovarsi da un giorno all’altro buttata fuori di casa.

Emblematiche le dichiarazioni dell’Ufficiale giudiziario, che non ha voluto sentire ragioni e ha rifiutato qualsiasi confronto con la famiglia e i solidali, sostenendo che la questione non fosse un problema suo e che il suo lavoro terminasse con la comunicazione della procedura di rinvio a sorpresa. In una città con un’emergenza abitativa altissima e istituzioni rivelatesi da tempo incapaci di fornire qualsiasi tipo di risposta, continua il rimpallo delle responsabilità e l’applicazione di pratiche infami come quella del 610.

Domani mattina dalle 8 nuovo appuntamento di resistenza a uno sfratto in lungo Dora Siena 18!

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