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Viareggio: a due anni dalla strage in 20000 scendono in piazza

Già dal primo pomeriggio di ieri in città si respirava un’aria particolare, carica di commozione, ma anche di tanta rabbia; ad oggi le incessanti richieste da parte dei familiari delle vittime e della città tutta di giungere a fare luce sulle responsabilità dell’accaduto, non hanno ottenuto risposta.

Le diverse associazioni dei familiari e dei solidali si sono ritrovate in questa giornata con altre associazioni di familiari delle vittime di stragi di stato provenienti da tutto il paese. Fra le associazioni presenti, quelle nate all’indomani dei crolli per il terremoto della Casa dello Studente dell’Aquila e della scuola elementare di San Giuliano di Puglia e i rappresentanti dei familiari che piangono i morti della Thyssen e i 140 morti della Moby Prince nella rada di Livorno.
In questa importante giornata si sono costituiti in un’unica grande associazione, diffondendo una dichiarazione congiunta in cui sottolineano la loro autonomia politica ed economica, nonchè il loro intento di restare uniti nelle diverse battaglie per giungere ad ottenere giustizia e verità per i loro cari.

Dalla mezzanotte del 29 Viareggio è stata accompagnata dai fischi dei treni che sono passati dalla stazione, i macchinisti hanno voluto così mostrare la loro solidarietà e vicinanza alla città.

Intorno alle 21 una grande folla si è radunata davanti al Comune, un lungo serpentone ha cominciato a snodarsi per le vie di Viareggio, ingrossandosi sempre di più. Circa ventimila persone che hanno sfilato portando tantissimi striscioni in cui viene chiesta giustizia, viene fatto riferimento alle responsabilità di Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, iscritto nel registro degli indagati e più volte contestato in questi due anni. E tra le tante anime del corteo non manca chi in questi giorni ha rivolto il pensiero a quanto sta avvenendo in Valsusa: tra la folla spunta uno striscione che recita “trasporti pubblici e sicuri per tutti, tav per nessuno. Viareggini e Valsusini uniti nella lotta”.

Il corteo è poi giunto in via Ponchielli, luogo della strage. Qui la folla ha atteso le 23:48, ora in cui il treno carico di gpl deragliò. Un grande applauso e il lungo fischio dei treni ha riunito ancora una volta i viareggini in un commosso ricordo e nella richiesta di verità.
Il presidio di via Ponchielli si è poi lentamente sciolto in un silenzio che è dignità di queste persone, familiari, amici, comuni cittadini per i quali niente sarà più come prima, per i quali i tempi e i modi della giustizia sembrano voler ancora girare il coltello nella piaga.

Ascolta l’intervista a Daniela (Associazione “Il mondo che vorrei”)

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Ascolta l’intervista a Nicoletta (Assemblea 29 giugno)

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