InfoAut
Immagine di copertina per il post

Wisconsin, la rivolta trascina l’America


Giulia D’Agnolo Vallan per Il Manifesto

 

Almeno sessantamila persone durante il week end hanno invaso Madison, Wisconsin, una folla arrivata anche da stati e contee vicine in un’atmosfera che il «Milwaukee Sentinel Journal» definisce mano a mano più «festosa». Quattordici senatori democratici ancora latitanti (per non essere costretti a votare nel parlamento statale), insegne che sovrappongono il nome del governatore locale Scott Walker a Hosni Mubarak, nell’aria le note di Woody Guthrie, metri quadrati di pizza che emergono dalle classiche scatole di cartone, mentre ristoranti, hotel e cafeterie locali – entusiasti – riportano un’impennata del business e la polizia avverte i dimostranti di fare attenzione perché, con il ghiaccio e la neve, il marmo delle scale del Campidoglio – assediato dalla settimana scorsa – è veramente molto scivoloso.

No, Madison non è l’Egitto o la Tunisia, come hanno azzardato parecchi commentatori (romanticamente a sinistra, molto meno falchi come Glen Beck e soci). Ma l’effervescenza delle immagini dal Cairo deve aver contribuito almeno un po’ a risvegliare lo spirito battagliero di questo stato del Midwest, i cui dipendenti statali sono in piazza da oltre una settimana per protestare contro quello che è già stato definito il «ground zero» della lotta sindacale, e cioè una proposta di legge che, oltre a far ricadere sui lavoratori una maggior percentuale dei costi di pensione e sanità, eliminerebbe i fatto qualsiasi trattativa sindacale non relativa agli aumenti di compenso.
Dopo quasi due anni in cui l’immagine della rivolta popolare sembra indissolubilmente associata a quella del Tea Party, è la prima grande manifestazione di segno opposto. Sicuramente la prima ad aver catturato l’attenzione dei media nazionali (qui sì, sulla scia di quelle in Medio Oriente) e innescato un potenziale effetto a catena in stati dove sono previste leggi analoghe (per esempio l’Ohio, dove ieri si manifestava contro il governatore John Kasich) o comunque antisindacali (per esempio in Indiana, dove nel mirino ci sono invece i lavoratori del settore privato e si sta ipotizzando una fuga di senatori su modello Wisconsin per evitare il voto). Almeno un’altra ventina di stati sotto controllo repubblicano attendono di muoversi, a seconda di come finirà a Madison.

Solo tre mesi e mezzo fa, gli abitanti del Wisconsin avevano inflitto ai democratici una delle loro sconfitte più clamorose, negando la rielezione al rispettato senatore progressista Russ Feingold, consegnando camera e senato locali alla maggioranza repubblicana e il governo dello stato a un candidato teaparty, la cui campagna elettorale è stata largamente finanziata dagli iperconservatori fratelli Koch.

Ma quando, la settimana scorsa, il neoeletto Scott Walker ha cercato di nascondere dietro allo spettro dei tagli necessari per colmare almeno in parte il deficit di bilancio (e dopo aver approvato 117 milioni di dollari in riduzioni fiscali) una serie di misure chiaramente intese a stritolare il sindacato, i lavoratori statali hanno rivendicato la lunga e ricca tradizione progressista del Wisconsin, patria del grande senatore Robert La Follette e primo stato americano a istituire i sussidi di disoccupazione, nel 1932.

Migliaia di insegnanti, studenti, impiegati, lavoratori delle prigioni e anche numerosi pompieri e poliziotti (nonostante Walker avesse esentato dai tagli le loro categorie, dato che lo avevano votato a novembre) hanno iniziato a radunarsi dentro e di fronte al bianco palazzo del governo e sono entrati in sciopero. Allo stesso tempo, con uno stratagemma piuttosto insolito, i 14 senatori democratici del Wisconsin se la sono data a gambe (pare nel limitrofo Illinois) negando così ai colleghi repubblicani il quorum necessario al voto sul bilancio, un voto che i democratici perderebbero sicuramente. Nella migliore tradizione western, sulle loro tracce è stato persino mandato uno sceriffo. Niente da fare.

All’inizio della seconda settimana di protesta, l’entusiasmo dei dimostranti non accenna a diminuire. Anzi, la cosa cresce con manifestazioni di sostegno anche in altri stati. Negli scorsi giorni leader e esponenti del sindacato hanno dichiarato in più occasioni di essere disposti ad accettare l’incremento dei costi su sanità e pensioni (pari al 5,8% nel caso delle pensioni e al 12,6% in quello della sanità) a patto che Walker faccia marcia indietro sulla trattativa sindacale e su un’altra misura che renderebbe necessario ogni anno un voto di conferma sulla viabilità delle union. Nonostante le pressioni della corrente moderata del suo partito lo abbiano invitato al compromesso, ancora domenica il governatore ha dichiarato che non intende cedere, confermando così che i tagli del budget sono solo un pretesto: dietro si nasconde la determinazione di annientare una volta per tutte le forze già indebolite della tutela dei lavoratori. In questo senso, quanto succede oggi in Wisconsin è davvero una sorta di ultima frontiera, non solo simbolica.

Da Washington, Barack Obama osserva attento e si muove con molta prudenza. Zitto per i primi giorni, il presidente Usa si è pronunciato venerdì contro Walker e quello che ha definito «un assalto» al diritto della trattativa sul lavoro. Si dice che, dietro alle quinte, l’infrastruttura che Obama ha messo in piedi per le elezioni 2008, Organizing for America, sia già molto attiva in Winsconsin e, in vista del 2012, lavori per esportare la stessa corrente di entusiasmo, e lo stesso tipo di alleanza, in altri stati: in effetti, è la prima volta, da dopo la vittoria obamiana, che la sinistra sembra disposta a mobilitarsi sul serio.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

americaprotestawisconsin

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Pan, se ne è andato un bandito torinese

Ieri è scomparso Pancrazio Chiruzzi, storico bandito torinese. Detto Pan ha esercitato il “mestiere” di rapinatore realizzando svariati colpi, alcuni dei quali ritenuti impossibili o impensabili. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosa sta succedendo in Serbia?

Sabato 15 marzo a Belgrado si è svolta la più grande mobilitazione della storia della Serbia, che ha visto la partecipazione di oltre 800.000 persone provenienti da tutto il paese, in gran parte studenti e studentesse.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Straordinario Newroz: crowdfunding per la manutenzione straordinaria dello spazio sociale!

Lo Spazio Antagonista Newroz è sempre stato un punto di riferimento a Pisa per le lotte sociali e per una cultura alternativa alla logica del profitto. Nei 26 anni da quando è nato, generazioni intere di militanti, musicisti, collettivi, hanno attraversato gli spazi del centro sociale autogestito, rendendone possibile l’esistenza. Oggi, il Newroz ha bisogno di importanti interventi strutturali: se lo vuoi sostenere, anche tu puoi donare un contributo!

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Argentina: Repressa brutalmente manifestazione dei pensionati contro la povertà

I pensionati argentini hanno marciato ancora una volta verso il Parlamento ma questa volta erano accompagnati anche dai tifosi delle squadre di calcio, che hanno deciso di dare il loro sostegno nella denuncia alla costante repressione che subiscono ogni mercoledì quando chiedono il miglioramento delle loro condizioni di vita di fronte alla crescente miseria.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

A Steu, partigiano di Valle Susa

Ad un anno dalla sua scomparsa, siamo consapevoli che non ci saranno mai parole giuste o sufficienti per riuscire a rendere il giusto omaggio a Stefano Milanesi, Steu, per ricordare l’uomo e il compagno che è stato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Stefano e Rosa

Chiara Sasso, In Rosa, prima edizione 1986, Edit. Tipolito Melli, Susa; seconda edizione 2024, pp. 124 di Sandro Moiso, da Carmilla Un anno fa Stefanino o “Steu” Milanesi ha abbandonato questo pianeta alla ricerca di un luogo migliore in cui continuare a vivere, lasciandoci tutti più soli. Accompagnati, però, dal ricordo e dall’esempio di un militante […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Quarticciolo resiste

Dopo il week end di mobilitazione nel quartiere Quarticciolo è tempo di alcune valutazioni su questo passaggio importante.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Caro bollette: “inefficace il decreto varato dal governo per contenere i costi di gas e energia” dovuti in gran parte ancora da dinamiche speculative

I prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica e del gas continuano a crescere, creando forti difficoltà alle famiglie.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Quarticciolo: in migliaia in piazza per difendere e cambiare il quartiere

Ieri si è svolto a Roma il corteo popolare “Cambiamo davvero il Quarticciolo”. La manifestazione, partecipata da migliaia di persone è stata una risposta alla decisione del governo di applicare anche al quartiere romano il cosiddetto “Decreto Caivano”. Abitanti della borgata, progetti sociali, parrocchia, realtà cittadine, movimenti sociali si sono incontrati nelle scorse settimane per […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cambiamo davvero Quarticciolo!

Sabato 1 marzo un corteo popolare attraverserà il quartiere di Quarticciolo a Roma per ribadire l’importanza di difendere un’esperienza reale e dal basso che si contrappone all’abbandono e alla retorica delle istituzioni.

Immagine di copertina per il post
Traduzioni

Trump, suprematismo bianco e capitalismo: I nemici della liberazione nera

Pubblichiamo di seguito la traduzione di un articolo di Liberation News: Le comunità nere sopportano il peso del capitalismo La classe lavoratrice sta affrontando un periodo di grave instabilità – sfidando la gestione dell’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, salari stagnanti o addirittura in calo e un futuro sempre più incerto. Come spesso […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cile: È iniziata la terza settimana della giusta protesta popolare

Passano le settimane e la normalità sperata dal Governo non vuole giungere. Questo lunedì, migliaia di persone sono tornate a riunirsi nella Plaza Italia di Santiago per continuare con le manifestazioni popolari che in tutto il paese già vanno verso la loro terza settimana. Anche se alcuni speravano che la mobilitazione non avrebbe contato su […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Haiti vive la sua sesta settimana di proteste, sono morti 30 manifestanti

Haiti è sul punto di vivere la sua settima settimana consecutiva di proteste e paralisi totale delle attività, e continuano le mobilitazioni convocate dai principali sindacati dei maestri e dai dirigenti religiosi e, secondo un conteggio delle Nazioni Unite, almeno 30 persone sono morte nelle manifestazioni, 15 per mano della polizia. Dal passato 16 settembre […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

La pellicola “Black Panther” riapre il dibattito sulla carcerazione delle autentiche Pantere Nere

Vari membri delle Pantere Nere continuano a stare in prigione 40 anni dopo per delitti che loro negano di aver commesso. “Molti di loro stanno nelle peggiori carceri subendo le peggiori condizioni, e alcuni stanno invecchiando e hanno problemi di salute”, dice Sekou Odinga, che ha passato 33 anni in prigione. Quando nel 2014 uscì dal […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Boston, le lotte per la casa nei quartieri afroamericani e latinos

Su un foglio sono elencati tutti i modi in cui i volontari possono collaborare con l’associazione, secondo il tempo di cui dispongono e il tipo di aiuto che possono offrire. Abituato ai movimenti politici del sud Europa, City Life mi è sembrata da subito molto strutturata, tanto da dubitare che si trattasse di una rete […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Ancora contestazioni per Donald Trump

Centinaia i manifestanti che si erano riuniti all’esterno dell’edificio dove era atteso Trump, al grido di “Dump Trump” (getta via Trump ndr) e “Mr Hate out of our State” (Signor odio, fuori dal nostro Stato ndr) e più volte sono entrati in contatto con i suoi sostenitori. Successivamente i manifestanti hanno messo in difficolta gli […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Terza giornata di mobilitazione dei lavoratori dell’Ilva di Cornigliano

Una spina nel fianco nel Governo la determinazione di continuare la protesta, con la Fiom e la Failms che in mattinata hanno dichiarato uno sciopero di quattro ore. Al corteo, diretto verso la prefettura, si sono uniti i sindacalisti della Filt e Filctem della Cgil, Ansaldo Sts, Ansaldo energia, Selex, Piaggio aereo, i lavoratori di […]

Immagine di copertina per il post
Culture

Quando la narrazione su Obama e l’America specchia il modo unilaterale di raccontare la società

Per lui questa amministrazione ha di fatto rilanciato l’economia interna stelle e strisce, prodotto passi in avanti per quanto riguarda sanità e istruzione, per giungere al mirabile proposito con le riforme passate negli ultimi giorni di introdurre uno stile di vita meno inquinante e maggiormente consapevole nelle famiglie americane a partire dall’utilizzo mirato di auto […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi crede alle lacrime di Obama?

I numeri  sono sicuramente pesanti se parliamo di una quantità di armi che si aggira sui 310 milioni di “pezzi” in circolo detenuti legalmente o illegalmente. Una famiglia su tre possiede un’arma. Un mercato con un fatturato interno che solo nel 2015 ha avuto un giro di utili pari a 993 milioni di dollari. Nell’ultimo […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cile, arrestati 28 studenti

Le forze di sicurezza del Cile hanno arrestato almeno 28 studenti durante una protesta effettuata a Santiago per chiedere la gratuità dell’educazione superiore.“Abbiamo pensato che dovevamo prendere queste misure affinché il Governo ci ascoltasse, sembra che il Governo non comprenda quello che da decenni stiamo chiedendo, educazione gratuita per tutti e tutte, senza discriminazioni, vogliamo […]