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#AlfonLibertad: solidarietà popolare e mobilitazione contro l’ arresto

La conferma della condanna a quattro anni di reclusione con l’ accusa di aver partecipato allo sciopero metropolitano a Madrid del 14 Novembre 2012 (data di mobilitazione transnazionale) e portando con sé oggetti dal potenziale esplosivo, ha visto la pronta risposta di centinaia di antifascisti e solidali che si sono frapposti alla detenzione materiale del giovane compagno con la pratica del blocco di fronte alla sua abitazione. Un gesto che ha richiamato alla forte solidarietà che si esprime in modo simile ai detenuti politici in Euskal Herrìa, e che ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica (ancora con lo sguardo rivolto agli exploits elettorali di Podemos) sull’ accanimento demagogico contro chi si oppone alle misure di austerity e di impoverimento generalizzato che hanno preso piede, di pari passo con lo smantellamento del welfare, nelle comunità autonomiche iberiche.

 

La mobilitazione, se da un lato ha portato la solidarietà al ragazzo, dall’altra è stata indicativa di una rabbia diffusa contro le ingiustizie e gli afflati repressivi di un sistema decennale di interessi che appare in enorme difficoltà dopo l’ondata di mobilitazioni popolari di questi anni e i riflessi elettorali degli ultimi mesi.

 

Frattanto, i legali di Alfòn stanno pensando di rimettere il caso alla Corte costituzionale per violazione dei diritti umani e per il carattere chiaramente persecutorio della condanna. Nei quartieri popolari di Madrid, e in particolare a Vallecas, a seguito del “muro umano” di due giorni fa, continua la campagna di comunicazione soprattutto muraria con centiniaia di manifesti che ne invocano la libertà immediata.

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