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Bologna: provocazione della celere in piazza Scaravilli, ma le tende per Gaza resistono e si moltiplicano

L’”acampada” per la Palestina allestita in Piazza Scaravilli a Bologna, nell’ambito della cosiddetta “intifada degli studenti”, è stata attaccata dalla celere nella serata di venerdì 10 maggio, al termine di un corteo dimostrativo.

La provocazione è arrivata al termine di una passeggiata rumorosa, un breve corteo dimostrativo senza alcun “obiettivo sensibile”, se non sollecitare la presa di parola del rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Giovanni Molari, silente e ormai sparito da settimane dalla vista di studenti e studentesse. Uno schieramento imponente di polizia ha infatti attaccato i/le manifestanti a iniziativa conclusa, mentre rientravano al Gaza Solidarity Encampment di Piazza Scaravilli, senza “alcuna reale ragione di sicurezza pubblica”, come raccontano alcune manifestanti, aggiungendo che si è trattato di “un attacco esplicito e deliberato, una vera e propria provocazione”.

Studenti e studentesse non si sono però fatti e fatte intimidire, anzi, hanno protetto l’accampamento con una “barricata sociale” costruita con i loro corpi e moltiplicando e spostando le tende anche al di fuori del perimetro della piazza. La resistenza, sempre più determinata, è andata avanti fino a quando le forze dell’ordine non hanno abbandonato il campo.

Le “acampade” per la Palestina si moltiplicano intanto a macchia d’olio in tutto il Paese.
Oltre a quello presente a Bologna – prima “acampada” italiana -, gli accampamenti solidali allestiti per chiedere il cessate il fuoco immediato nella Striscia e lo stop al genocidio in atto a Gaza si trovano ad oggi nei pressi degli atenei di Palermo, Napoli, Roma, Padova e, da ieri pomeriggio, anche a Milano, con decine di tende installate nel cortile della Statale in via Festa del Perdono.

La ricostruzione di quanto accaduto a Bologna di Federico, parte della redazione emiliano-romagnola di Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica

da Radio Onda d’Urto

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