InfoAut
Immagine di copertina per il post

Combattente italiano delle Ypg manda un messaggio all’Italia dal Rojava (video)

Il compagno si rivolge inoltre ad alcuni politici italiani (Matteo Renzi, presidente del consiglio, Federica Mogherini, commissario europeo agli affari esteri, Staffan de Mistura, negoziatore delle Nazioni Unite per la pace in Siria, e Matteo Salvini, segretario della Lega Nord) sottolineando la loro ipocrisia e le loro responsabilità rispetto all’attuale situazione del Rojava, della Siria, del Medio Oriente e alle politiche riguardanti i profughi.

Nel video compaiono anche alcune/i combattenti delle Ypg e delle Ypj che si rivolgono al popolo italiano spronandone la solidarietà per la lotta curda e per la causa confederale in Siria.

Il video si conclude con un saluto delle Ypg-Ypj in memoria di Valeria Solesin, la ragazza italiana uccisa dall’ISIS durante gli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre.

 

 

 

 

 

Quı il testo integrale dell’appello contenuto nel video

 Fronte di Raqqa, 2 settembre 2016

Questa é la Siria, e questo é il fronte di guerra contro l’Isis.

Questa é la rivoluzione del Rojava, mentre dall’altro lato di queste trincee c’é lo stato islamico con i suoi orrori; e oltre le colline, in fondo, c’é la città di Raqqa.

Noi siamo le Forze Siriane Democratiche, le Ypg e le Ypj: le unità di protezione popolare e le unità di protezione delle donne. Il nostro esercito conta più di centomila combattenti: donne e uomini; curdi, arabi, armeni, assiri, circassi, turcomanni, internazionali. Dopo la vittoria di Kobane, queste forze hanno inflitto all’Isis sconfitte su sconfitte; e il 25 maggio abbiamo lanciato l’offensiva su Raqqa, per circondarla e tagliare ogni comunicazione tra l’Isis e il mondo esterno.

Su questo fronte, nella città di Menbij, che abbiamo liberato, nella regione di Sheeba, abbiamo patito centinaia di morti, migliaia di feriti; ma stiamo vincendo; e il nemico più temibile che ci troviamo ad affrontare adesso non é quello che abbiamo di fronte, ma quello che ci sta pugnalando alle spalle. Sono le potenze regionali e internazionali che a parole dicono di volere la libertà in Siria, ma nei fatti stanno cercando di strangolare la nostra resistenza e la nostra rivoluzione.

Da oltre sei mesi, infatti, siamo vittima di un embargo totale, economico, sanitarioş diplomatico, ad opera della Turchia e del Pdk, un partito la cui milizia controlla il confine internazionale dell’Iraq. Per questo ci troviamo sempre più spesso a combattere senza cibo ne’ acqua, senza neanche i medicinali per curare i feriti; e la popolazione del Rojava é allo stremo, assetata, sempre più spesso senza elettricità. Il Pdk impedisce anche ai giornalisti di entrare, cosi’ che nessuno sa veramente che cosa sta accadendo qui.

E adesso che la Turchia ha invaso il Rojava e la Siria, occupando Jarablus e compiendo un massacro a nord di Menbij; ora che l’artiglieria turca fa fuoco su tutto il Rojava, da Afrin a Tel Abyad, da Derbesiye ad Amude fino a Derik, arrivando a minacciare anche Kobane; adesso che l’embargo si é trasformato in attacco; tanto più ora c’é bisogno che le persone possano venire qui, per denunciare che lo stato islamico, a Jarablus, non ha sparato un colpo contro l’esercito turco, perche’ si é trattato di uno scambio di territori; che l’esercito turco ha varcato i confini della Siria esclusivamente per attaccare noi, le Forze Siriane Democratiche, e il modello politico di autogoverno popolare che difendiamo – che terrorizza il sultano Erdogan perché si sta diffondendo anche entro i suoi confini.

A denunciare che se si chiede a qualsiasi siriano che cos’é questo fantomatico “Esercito Libero Siriano” di cui tutti i media occidentali parlano, qui si mettono tutti a ridere: perché se qualcosa del genere é mai esistito, sono anni che non esiste più; e le milizie che si sono installate a Jarablus grazie all’appoggio della Turchia e di tutto l’Occidente hanno nomi e cognomi. Si chiamano Ahrar al-Sham, Jabat al-Nusra-Fatah al-Sham (Al Qaeda), Liwa Sultan Murad: bande di fanatici tagliagole in tutto e per tutto identiche all’Isis, che sono pronte già domani ad aiutare l’Isis a colpire nuovamente in Europa.

Per questo io, combattente italiano delle Ypg, mi rivolgo e tutte e tutti voi che ascoltate dall’Italia, e vi chiedo di alzare un grido per la libertà di Jarablus e per la difesa di Menbij, allo stesso modo in cui quel grido si é alzato in tutto il mondo due anni fa per la difesa di Kobane – ve la ricordate Kobane? Quello che a Kobane é stato conquistato due anni fa, bisogna difenderlo ora. Io mi rendo conto che i nomi di queste città possono sembrarvi lontani, ma credetemi: quel che accade qui, in questo mondo globale, puo’ trasformarsi nei nostri lutti già domani, in Europa, e allora piangere non servirà, purtroppo: bisogna che tuttİ ci prendiamo le nostre responsabilità già adesso.

Per la stessa ragione io mi rivolgo a lei, presidente del consiglio dei ministri del governo italiano, Matteo Renzi: cinguettare su Twitter quando il sultano Erdogan insulta il nostro paese non basta. Si prenda le sue responsabilità: interrompa – adesso! – ogni relazione commerciale, militare e diplomatica con lo stato turco; e dimostri cosi’ se davvero lei sta dalla parte di chi combatte i nemici dell’umanità, o se piuttosto siede a tutela di un altro genere di interessi.

In secondo luogo, mi rivolgo a lei, Federica Mogherini, alto commissario dell’Unione Europea per gli affari esteri. Sotto il suo mandato i rapporti dell’Unione Europea con la Turchia sono diventati sempre più imbarazzanti, al punto che si vogliono regalare miliardi di Euro al sultano Erdogan: proprio quello che fa massacrare i civili curdi entro i suoi confini, che fa arrestare migliaia di oppositori, che da anni appoggia tutti i gruppi più reazionari che agiscono in Siria – compreso l’Isis. Voi, lei, fingete di non sapere tutte queste cose, perche’ la Turchia é un partner strategico per l’Unione Europea, sotto il profilo militare, commerciale, ed anche della vostra cinica gestione dell’immigrazione. Allora dovete dire anche voi, deve dire anche lei da che parte sta: se dalla parte di chi combatte l’Isis, o di chi lo usa.

In terzo luogo voglio rivolgermi anche a lei, Staffan de Mistura, anche lei italiano, Inviato Speciale delle Nazioni Unite in Siria. Lei ha escluso le Forze Siriane Democratiche da qualsiasi negoziato di pace riguardante la Siria, nonostante questo sia il più grande esercito popolare e rivoluzionario di tutto il paese, e nonostante il Congresso Siriano Democratico, che lo rappresenta, sia l,unica realtà in grado di assicurare alla Siria un futuro confederale, basato sulla pace e sulla convivenza tra i popoli. Lei pero’ ci ha esclusi dai negoziati di pace perche’ glielo ha chiesto, ancora una volta, il nostro nemico, il sultano Erdogan; ma allora metta la faccia di fronte al mondo, de Mistura, e risponda a una domanda: é più importante la vostra amicizia con il sultano, o é più importante la pace in un paese martoriato e distrutto?

Peccato che ci siano buone ragioni per credere che lei non sappia rispondere a questa domanda, se é vero che lei, a Ginevra, ha accolto a braccia aperte persino i criminali del Fronte Islamico, che lei chiama “opposizione siriana”, ma che sono in realtà un’accozzaglia di fanatici che vogliono imporre uno stato islamico su tutta la Siria, esattamente come l’Isis, responsabili del massacro di centinaia di cristiani, di armeni, di assiri, di curdi nel nord di Aleppo. Ciononostante lei stringe le loro mani, perche’ sa che dietro il Fronte Islamico c’é un’altra delle vostre amicizie impresentabili: l’Arabia Saudita. L’Arabia Saudita, pero’, é uno stato islamico a sua volta, che decapita le persone negli stadi, che promuove la lapidazione delle donne, dal cui interno provengono i più ingenti finanziamenti occulti all’Isis di tutto il medio oriente; e nonostante questo lei, de Mistura, a Ginevra ogni volta si inchina all’Arabia Saudita, e sa perché? Perché l’Arabia Saudita possiede il petrolio. Allora dica anche lei, chiaramente, da che parte sta: se dalla parte della pace, o della tutela di un altro genere di interessi.

Ditelo tutti e tre, alle popolazioni che governate, quello che state facendo; ma badate, e soprattutto lo sappiano le italiane e gli italiani: tutte le armi che il governo italiano sta vendendo all’Arabia Saudita, tutti i soldi che l’Unione Europea sta regalando al governo turco si trasformano nei proiettili che ci uccidono su questo fronte; si trasformano nelle mine che fanno a pezzi i nostri compagni; si trasformano negli esplosivi che spezzano tante vite civili tanto in medio oriente, quanto in Europa.

Voi dite di proteggere le popolazioni che governate, ma siete soltanto attori di uno spettacolo; uno spettacolo macabro, in cui pero’ le vittime sono reali; e le vittime siamo noi, la gente comune – tanto in Europa quanto in Siria.

E a questo proposito: tu, Matteo Salvini, che in questo spettacolo perdi continue occasioni per stare zitto; che ad aogni nuovo attentato ti cali come un avvoltoio sui cadaveri ancora caldi delle vittime per imbastire la tua propaganda da quattro soldi, per cercare di mettere le persone le une contro le altre, per additare come colpevoli dei poveracci che non c’entrano niente; tu agisci soltanto per il tuo interesse personale, per la tua sete di potere, per la tua sete di carriera. Non avevi forse detto che eri pronto a venire a combattere l’Isis in prima persona, in Siria? Io qui in Siria ti ho cercato, Salvini, ma non ti ho trovato. In compenso ho trovato migliaia di ragazzi arabi, curdi, iraniani, turchi, che combattono con noi volontari internazionali l’Isis spalla a spalla, che con noi rischiano di morire; che muoiono, che perdono le gambe, le braccia, gli occhi, anche per proteggere gente come te; per proteggere le loro famiglie e i loro cari, ma anche per proteggere le nostre famiglie, i nostri cari.

Care italiane, cari italiani, credetemi: sono questi gli unici amici che abbiamo: sono le ragazze di Kobane, che hanno difeso la loro città dall’Isis armi in pugno; sono i ragazzi di Raqqa, che vogliono tornare nella loro città, per liberarla. Sono le persone che costruiscono, qui in Rojava, la rivoluzione delle donne, la rivoluzione delle comuni; quella che dovremmo fare anche noi, in Europa.

Per questo vi chiediamo di supportare le Forze Siriane Democratiche, le Ypg e le Ypj: andate su Internet, informatevi; mobilitatevi contro l’embargo che ci colpisce, mettetevi in viaggio. Qui c’é bisogno di medici, di volontari, di cibo, di medicinali. Qui c’é bisogno di un’informazione libera. Qui come altrove non c’é bisogno di invasioni militari. Il medio oriente ne ha viste già troppe. Qui c’é bisogno di supportare una rivoluzione in armi: la rivoluzione del Rojava. I liberatori non esistono: sono i i popoli che si liberano da sé; e questo il Rojava lo sta dimostrando.

Infine, vogliamo mandare da questo fronte un saluto in memoria di Valeria Solesin, caduta negli attacchi di Parigi dello scorso novembre, e a tutte le vittime degli attentati dell’Isis a Parigi, a Bruxelles, a Nizza, a Orlando, a Baghdad, a Beirut, ad Ankara, a Suruc, a Qamishlo e in tutte le città della Siria e del mondo che hanno patito o patiscono la violenza dell’Isis. Noi non le dimentichiamo, come non dimentichiamo tutti le combattenti e i combattenti caduti per la libertà del Kurdistan, della Siria, del medio oriente, per la libertà dell’Europa e del mondo.

Hevalen, Serkeftin!

Hasta la victoria siempre!

Un combattente italiano delle Ypg

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo

All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gli USA bombardano l’isola di Kharg dopo i voli spia di un drone di Sigonella

Raid aereo delle forze aeree USA contro l’isola di Kharg, terminal petrolifero offshore iraniano. Stanotte il presidente Donald Trump ha dato l’ordine al Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (Centcom) di colpire massicciamente le infrastrutture militari ospitate nell’isola da cui viene esportato quasi il 90% del petrolio dell’Iran.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Resistere alla guerra, lottare per la pace

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. 

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra in Iran: “coalizione Epstein”?

La complicità delle grandi banche nei confronti di Epstein è un fatto, lo scrive Lorenzo Tecleme in un articolo dal titolo Jeffrey Epstein, la banca che lo ha sostenuto e la banalità del male apparso su Valori.it e racconta degli interessi tra banche come JP Morgan e altre nel supportare i traffici illegali e violenti di Epstein.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Val Susa: accanimento contro Giorgio Rossetto, prolungata la detenzione a un giorno dalla fine della pena.Intervista a Nicoletta Dosio

E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Una prospettiva antifascista dalla Francia

Una prospettiva antifascista dalla Francia – Fascistizzazione dello Stato, genealogie coloniali e congiuntura elettorale a un mese dai “fatti di Lione”. Intervista con Antonin Bernanos e Carlotta Benvegnù

Immagine di copertina per il post
Culture

Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

Immagine di copertina per il post
Contributi

Torino-Cuba 26

Questo 17 di Marzo, nel caos imposto all’ordine del giorno della politica mondiale. Partirà dall’Italia un aereo della flotta Nuestra America Convoy, che nell’ambito dellacampagna internazionale Let Cuba Breathe raggiungerà l’Avana, per convergere il 21 Marzo con la flottiglia navale e portare aiuti medici ed umanitari essenziali nonché la solidarietà dovuta ad una popolazione ormai strangolata
dall’assedio statunitense, che in queste ore serra il pugno sull’isola.