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Dizionario a uso dei media per descrivere la situazione in Palestina

Gli aggrediti diventano aggressori, i morti pesano diversamente a seconda di quale versante del Muro abitano. Ecco come la grande stampa mistifica la situazione in Palestina

Association France Palestine solidarité. Traduzione silestminuit

Escalation: si verifica ogni volta che un israeliano viene ucciso. Ci vogliono centinaia di palestinesi uccisi prima che si evochi un’escalation.

Civile: parola non utilizzata per i palestinesi, compresi i bambini. Al contrario viene utilizzata per riferirsi a coloni armati e soldati riservisti e la possibilità di estendere l’uso di questo termine ai soldati occupanti in attività è attualmente allo studio.

Sicurezza: diritto riservato esclusivamente agli israeliani e che serve a giustificare qualsiasi cosa, compresi i bombardamenti indiscriminati, i massacri, un muro nei territori palestinesi occupati, arresti arbitrari di massa, incursioni, esecuzioni extragiudiziali, le demolizioni case e altre punizioni collettive, tra cui l’assedio di oltre 1,8 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza in corso da più di 7 anni.

Ripresa della violenza: termine che permette di mettere nello stesso sacco gli occupanti e il popolo occupato, trascurando le cause per concentrarsi esclusivamente sulle conseguenze, ciò che permette di sollevare la potenza occupante dalle sua responsabilità come fonte principale e istigatrice di violenza.

Territori palestinesi occupati: E’ lì dove dove quasi tutto succede senza che nessuno lo spieghi chiaramente. Se volete parlare di un colono che vive illegalmente nel territorio palestinese occupato è meglio che parliate di un civile senza localizzazione geografica.

Occupazione: come, non capisco! Termine troppo complesso, da evitare per non creare confusione circa la situazione corrente. Evocare soltanto “le due parti” o “i palestinesi e gli israeliani”. Allo stesso modo, i termini “oppressione” e “negazione dei diritti” si applicano a tutti gli altri contesti, ma non al Medio Oriente.

Resistenza: a quanto pare proibito in tutte le sue forme dal diritto internazionale per quanto riguarda i palestinesi e considerata un diritto per tutti gli altri popoli del mondo. I palestinesi hanno solo il diritto di ricorrere a dei negoziati.

Trattative: dialogo attraverso il quale Israele spiega, armia alla mano, tutti i motivi per cui non può fermare le attività di insediamento, né porre fine all’occupazione, né affrontare il tema del ritorno dei profughi palestinesi, né consentire ai palestinesi di controllare i propri confini, né discutere il destino di Gerusalemme che deve rimanere occupata, mentre denuncia l’intransigenza palestinese.

BDS: Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni, una campagna che è stata determinante nel porre fine all’apartheid e considerato eroica quando è stata lanciata contro l’apartheid in Sud Africa, ma è puro e semplice antisemitismo invocarla contro l’apartheid israeliano.

Pace: significa che i palestinesi devono mantenere la calma mentre l’occupazione si intensifica, i loro diritti vengono violati e le loro terre rubate. Ogni rivolta contro l’occupazione minaccia gli sforzi di pace, mentre l’occupazione e la colonizzazione sono pienamente compatibili con gli sforzi di pace.

Copertura mediatica: Per i palestinesi è come la lotteria, hanno una possibilità su un milione di vincere.

 

da popoffquotidiano.it

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