InfoAut
Immagine di copertina per il post

Entra ufficialmente in vigore il cessate il fuoco tra Libano e Israele

Riprendiamo l’articolo di InfoPal:

Beirut. Il cessate il fuoco israeliano con il Libano è entrato ufficialmente in vigore mercoledì alle 4:00 del mattino (ora locale).

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato martedì sera che il suo governo ha approvato un accordo di cessate il fuoco con Hezbollah in Libano, dopo settimane di colloqui e discussioni con la mediazione degli Stati Uniti.

In un discorso televisivo, il premier israeliano si è impegnato a riportare i residenti nel nord di Israele, ma ha avvertito che il suo esercito avrebbe colpito Hezbollah se il gruppo libanese avesse violato il cessate il fuoco.

“Faremo rispettare l’accordo e risponderemo con forza a qualsiasi violazione. Insieme, continueremo fino alla vittoria”, ha affermato Netanyahu.

“In pieno coordinamento con gli Stati Uniti, manteniamo la completa libertà militare di azione. Se Hezbollah dovesse violare l’accordo o tentare di riarmarsi, colpiremo con decisione”, ha affermato.

L’accordo dovrebbe vedere le truppe israeliane ritirarsi dal Libano meridionale, che hanno invaso all’inizio di ottobre di quest’anno, e le forze di Hezbollah allontanarsi dal confine a nord del fiume Litani.

L’esercito libanese verrebbe quindi schierato nell’area entro 60 giorni.

Martedì, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato che i governi di “Israele” e del Libano hanno accettato una proposta per porre fine alla guerra, descrivendo lo sviluppo come “buone notizie”.

Ha affermato di aver parlato con i primi ministri di “Israele” e del Libano e di essere “lieto di annunciare che i loro governi hanno accettato la proposta degli Stati Uniti di porre fine al devastante conflitto tra Israele e Hezbollah”.

Biden ha confermato che non appena il cessate il fuoco entrerà in vigore, porrà fine in modo permanente alle ostilità, ringraziando il presidente francese Emmanuel Macron per la sua “collaborazione nel raggiungere questo momento”.

Ha aggiunto che l’esercito libanese riprenderà il controllo del suo territorio in seguito all’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco.

Le truppe israeliane si ritireranno dal Libano nei prossimi 2 mesi.
“Nei prossimi 60 giorni, Israele ritirerà gradualmente le sue forze e i civili rimanenti: i civili di entrambe le parti saranno presto in grado di tornare in sicurezza alle loro comunità e iniziare a ricostruire le loro case”, ha indicato il presidente degli Stati Uniti.

Facendo eco alle precedenti dichiarazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Biden ha affermato che “Israele” “mantiene il diritto all’autodifesa” nel caso in cui Hezbollah, o qualsiasi altra parte, violi presumibilmente l’accordo appena annunciato.

Biden ha inoltre affermato che gli Stati Uniti e la Francia avrebbero garantito la piena attuazione dell’accordo, ma ha inoltre affermato che nessuna truppa statunitense sarebbe stata schierata nel Libano meridionale.

(Fonti: Al Mayadeen, PIC, PressTV)

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

guerrahezbollahisraelemedio orientetregua

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tra le macerie di Gaza, le ragazze reagiscono, un pugno alla volta

Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne ricostruiscono un club di pugilato, usando lo sport per elaborare il dolore, sfidare le norme e trovare la forza in mezzo allo sfollamento.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele introduce la pena di morte per i palestinesi

Impiccagione, nessun appello e applicazione selettiva: la norma voluta da Ben Gvir e sostenuta da Netanyahu legalizza la disuguaglianza e istituzionalizza la punizione su base etnica.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No Kings Italy: manifestazione nazionale a Roma “Together contro i re e le loro guerre” – cronaca della giornata

Sabato 28 marzo, a Roma, la manifestazione nazionale “Together – No Kings, contro i re e le loro guerre”. Appuntamento alle ore 14 in Piazza della Repubblica dopo il concerto di ieri, 27 marzo, alla Città dell’Altra economica, sempre nella Capitale, cui hanno partecipato migliaia di persone e decine di artiste e artisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

28 marzo a Niscemi: liberiamo i territori dalla guerra

Il 28 marzo alle ore 15 torniamo a scendere in piazza a Niscemi (CL), la città del MUOS, per dire con forza no alla guerra e all’uso delle basi militari statunitensi in Italia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra come risposta alla crisi di egemonia statunitense conduce alla recessione globale

L’apprezzamento momentaneo del dollaro spinto dalla domanda aggiuntiva di petrodollari occulta una fragilità strutturale dell’economia americana.

Da Radio Blackout

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Competizione USA-Cina e impatti sul mercato dell’energia

Chi guadagna dal blocco dello Stretto di Hormuz? ENI, ad esempio. Si parla di dividendi straordinari per la società di Descalzi da quando il petrolio è stabile sui 90 dollari, con oscillazioni che vanno sino a oltre i 100.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo

All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Confluenza

9-10 maggio marcia popolare a difesa dei crinali dell’Appennino mugellano

Nelle scorse settimane si è tenuta una passeggiata sui crinali mugellani per esplorare i territori coinvolti nel nuovo progetto eolico industriale che dovrebbe sorgere nel Comune di Londa, in provincia di Firenze.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Referendum: dalla questione della giustizia agli incubi della guerra

Diciamocelo: quella cartina d’Italia con la distribuzione dei “No” e dei “Sì” al referendum di ieri ci ha dato una bella soddisfazione. Ma forse il problema della giustizia ha avuto un’importanza relativa sul risultato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

I Sud si organizzano

Contro la guerra globale e ai nostri territori. Per la costruzione di un orizzonte di possibilità oltre estrattivismo e sfruttamento.
Cosenza – 11 e 12 aprile 2026

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Contro i re e le loro guerre: 27 e 28 weekend No Kings a Roma

Da Radio Blackout
l processo autoritario e guerra fondaio si combatte insieme: per questo No Kings Italy, il 27 e il 28 Marzo, raccoglie a Roma una coalizione di più di 700 realtà contro i re e le loro guerre:

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Tutti a casa!

Un voto contro il sistema e la guerra.
Ciò che abbiamo pronosticato qualche giorno fa alla fine si è avverato, stra-vince il No al referendum costituzionale e il Governo prende la più grossa batosta, in termini di consenso, di tutta la sua legislatura.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of Americas”: l’Impero annuncia la guerra in America Latina

Pubblichiamo, in due puntate, questo speciale a cura della redazione sul progetto imperialista Usa, targato Trump, diretto verso l’America Latina. Nella prima parte, si approfondirà il progetto “Shield of America” e il nuovo corso interventista portato avanti dagli Stati Uniti. Nella seconda parte ci si concentrerà sulla portata politica della nuova fare apertasi con il rapimento di Maduro e l’assedio di Cuba, analizzando le implicazioni e i compiti che potenzialmente ci si pongono di fronte. Buona lettura!