InfoAut
Immagine di copertina per il post

Erdogan sfida Putin: abbattuto jet russo

AGGIORNAMENTI

ore 16:50 Tusk, presidente Ue: “Tutti dovrebbero restare calmi”

Il presidente dell’Unione Europea (Eu) Donal Tusk ha invitato alla calma Russia e Turchia dopo i fatti di stamane. “In questo momento pericoloso per l’abbattimento del jet russo, tutti dovrebbero restare razionali” ha twittato l’ex primo ministro polacco. Sulla stessa lunghezza d’onda la rappresentante degli Esteri dell’Ue Federica Mogherini che ha anche riferito di aver parlato con Jens Stoltenberg il capo dell’Alleanza Atlantica (Nato) di cui Ankara è membro.
La Commissione europea, il braccio esecutivo delle 28 nazioni della Ue, ha detto che “sta seguendo gli avvenimenti da vicino cercando di capire cosa esattamente è accaduto”.

La Ue deve incontrare la Turchia il prossimo 29 novembre a Bruxelles per cercare di raggiungere una intesa sulla questione migranti. L’Europa, infatti, ritiene Ankara un alleato indispensabile per porre fine alla “crisi dei rifugiati” nel Vecchio continente. L’Unione Europea, inoltre, dovrà decidere a dicembre se mantenere o meno le sanzioni contro Mosca per il suo coinvolgimento nel conflitto ucraino.

Intanto emergono nuovi dettagli su quanto è accaduto stamattina. Un vice comandante di un brigata turkmena ha riferito che sono stati i suoi uomini ad aver ucciso i due piloti russi mentre questi scendevano con il paracadute. “Entrambi i piloti sono stati ritrovati morti. I nostri commilitoni hanno aperto il fuoco in aria e [i due] sono morti in aria [mentre scendevano con il paracadute, ndr]” ha affermato Alpaslan Celik citato dalla Reuters.

ore 16:00    Il ministro degli Esteri russo Lavrov annulla vertice previsto per domani in Turchia

In seguito all’abbattimento del jet militare russo da parte di Ankara, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha annunciato poco fa di aver annullato il viaggio in Turchia programmato per domani. Lavrov ha invitato i suoi connazionali a non visitare la Turchia perché, ha dichiarato, la minaccia terroristica è elevata come in Egitto. Due settimane fa nella penisola egiziana del Sinai un aereo di linea russo è stato abbattuto da una bomba piazzata dallo Stato islamico (Is).

Parole durissime le ha espresse anche Vladimir Putin. Incontrando il re giordano Abdullah II, il presidente russo ha detto che la decisione di Ankara di abbattere l’aereo da guerra russo è una “pugnalata alle spalle dei complici dei terroristi”. Putin ha poi aggiunto che l’incidente avrà “conseguenze significative” per ciò che concerne le relazioni tra il suo Paese e la Turchia e ha attaccato Ankara per essersi rivolta alla Nato e non a Mosca per spiegare quanto è accaduto.

Respinge qualunque tipo di accusa il primo ministro turco Ahmet Davutoglu. Il premier si è difeso affermando che il suo Paese ha il diritto “di prendere tutte le misure” contro le violazioni al confine “in base alle leggi internazionali” e che la protezione del suo territorio è un “dovere nazionale”.

————————————————————————————

della redazione

Roma,  24 novembre 2015, Nena News – Questa mattina gli F16 turchi, sembra dietro ordine diretto del presidente Erdogan, hanno abbattuto un jet straniero impegnato nei bombardamenti anti-Isis in Siria, perché avrebbe sconfinato nei cieli turchi. Pochi minuti fa è giunta la conferma di quanto già affermato dai media locali: Mosca ha fatto sapere che il jet abbattuto era russo ed era impegnato nei pressi di Latakia, roccaforte alawita. Ovvero, non stava violando lo spazio aereo turco, condizione – dice il governo russo – che possiamo facilmente dimostrare.

I due piloti hanno avuto il tempo di lanciarsi fuori dal jet con i paracaduti prima che il jet venisse colpito e incendiato. Sono stati poi presi dai soldati turchi. Intanto il premier Davutoglu, che ha reso noto per primo l’abbattimento, ha dato ordine al suo Ministero degli Esteri di contattare subito la Nato per prendere misure in merito. Una mossa non nuova: già all’inizio dell’operazione russa in Siria la Turchia aveva usato il Patto Atlantico per impedire ufficialmente a Mosca di non violare il proprio spazio aereo, ufficiosamente per frenare il sostegno a Damasco.

L’abbattimento infiamma le già accese tensioni tra Ankara e Mosca in merito all’intervento russo in Siria, al fianco del presidente Assad.

GUARDA IL VIDEO (Fonte: Rt)

 

da Nena News

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

erdogannatoputinrussiasiriaturchia

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi sono i New IRA nel 2026 e di cosa sono ancora capaci?

Il sequestro di una bomba contenente quasi 400 grammi di Semtex ha riacceso i riflettori sulla rete, sul reclutamento e sulla persistente minaccia rappresentata dal gruppo repubblicano dissidente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

I coccodrilli di Ben Gvir sono l’ultima arma utilizzata da Israele nella sua guerra animale contro i palestinesi

Dagli scritti coloniali di Herzl ai cani da attacco, dai cinghiali alle prigioni con fossato di coccodrilli, gli animali sono stati a lungo impiegati nel progetto sionista per terrorizzare i palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La scintilla a Tell: come la Resistenza di un villaggio ha sconvolto la strategia israeliana in Cisgiordania

La Cisgiordania non rimarrà in silenzio per sempre; si solleverà nel momento e nel luogo scelti dal suo popolo, rendendo inutili le previsioni politiche convenzionali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

India: il movimento degli “scarafaggi” continua le mobilitazioni e si estende. Gli agricoltori si uniscono alla protesta

I giovani in India sono stanchi, ci sono disoccupazione e sotto-occupazione molto alte. Se il governo non tratterà seriamente sulle richieste concrete del movimento degli Scarafaggi, quest’ultimo dilaga.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche

Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Qualcosa di nuovo sul fronte orientale

Negli ultimi anni, l’Armenia e più in generale i Paesi del Caucaso stanno emergendo come nuovi attori cruciali nel processo di ristrutturazione del capitalismo digitale nato dal boom della Silicon Valley. Mentre Stati Uniti, Israele e Unione Europea costruiscono i presupposti per future capitalizzazioni e posizionamenti strategici nell’area, Russia e Iran  – per ora – prendono nota.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Valle di Susa, valle delle guerre d’Europa

Guerra. Non ha mai smesso di ammorbare il mondo, di mietere vittime innocenti ed instaurare schiavitù là dove al sistema del capitale, per risolvere le proprie crisi con l’aumento del proprio potere, serve a depredare risorse umane e ambientali, devastare territori, cancellare culture, calpestando ogni diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il pantano ucraino e il consenso alla guerra in Europa

Mentre i vertici UE, sostenuti da una forte scorta mediatica, tentano di mantenere in vita la narrazione della Russia come pericolo bellico imminente per l’Europa, i Volenterosi continuano a promettere armi e finanziamenti al regime guidato da Zelensky verso la quale la solidarietà popolare europea viene sempre meno.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina: aggiornamenti dalla Global Sumud Flottilla in viaggio verso la Turchia

La ripartenza dall’isola greca arriva dopo l’assalto subito da parte dell’esercito israeliano che nella notte tra il 29 e il 30 aprile scorsi ha danneggiato più di una ventina di imbarcazioni e arrestato alcuni degli attivisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla di nuovo in viaggio!

Come annunciato più volte la flottilla non si arrende!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ucraina, l’imperialismo e la sinistra.

In questa intervista con Rob Ferguson, il ricercatore e scrittore ucraino Volodymyr Ishchenko discute i nodi sorti nel suo libro Towards the Abyss: Ukraine from Maidan to War e altre pubblicazioni

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“La resistenza ha fermato, per ora, i piani delle potenze capitaliste contro l’autogoverno in Rojava” Intervista ad Havin Guneser

Riprendiamo questa intervista a Havin Guneser, un punto di vista situato che offre uno sguardo sui molteplici aspetti che vanno analizzati in questa fase per comprendere la situazione in Rojava, svolta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Il nuovo disordina mondiale / 32 – L’ultima Thule tra Nato, petrolio, terre rare e…guano

La pubblicazione della ricerca dell’inglese Peter Apps da parte della Luiss University Press non poteva cascare in un momento migliore, o peggiore a seconda dei punti di vista, per narrare le vicende politiche, militari e ideologiche che hanno portato alla creazione, sviluppo e attuale crisi di una delle alleanze militari multinazionali più longeve della storia. Quella della Nato, per l’appunto, che l’autore paragona alla Lega Delio-Attica, conosciuta anche come lega di Delo, una confederazione marittima costituita da Atene, nel 478-477 a.C. durante la fase conclusiva delle guerre persiane, a cui aderirono dalle 150 alle 173 città-stato greche.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La rivoluzione in Rojava è sotto attacco! Chiamata internazionalista per raggiungere il Nord-Est della Siria

“Questa è una guerra che ci è stata imposta. O una vita degna oppure un martirio onorevole”