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Francia: il Consiglio Costituzionale approva la riforma delle pensioni. Rabbia nelle strade

Ieri è arrivata la decisione del Consiglio Costituzionale francese che ha dato il via libera alla riforma delle pensioni voluta da Macron e ha bocciato il Referendum di iniziativa condivisa proposto dalle opposizioni.

Il Consiglio Costituzionale è l’organo preposto a garantire che le nuove leggi siano conformi alla Costituzione, ma a differenza che in Italia non è composto da giudici, ma da politici nominati dal governo. Molti dei membri del Consiglio Costituzionale sono ex ministri di Macron o comunque vicini agli assetti di potere francesi. Dunque per quanto la decisione rappresentasse una tappa importante, le possibilità che questo organo fermasse l’approvazione della riforma delle pensioni (avvenuta ricordiamo senza il voto parlamentare, con una procedura mai usata precedentemente) erano minime. Nella notte Macron ha immediatamente promulgato la riforma, quindi al momento le vie “istituzionali” per fermare l’attuazione sono esaurite.

Secondo quanto riporta Contre Attaque: “D’ora in poi, questo significa che questa sarà la nuova normalità. Che un autocrate senza legittimità o maggioranza può fare assolutamente quello che vuole, da solo contro tutti. Questa sarà la regola, la soglia accettabile. Imporre misure ultra-violente contro il 90% della popolazione. Schiacciare tutte le proteste nel sangue. Sciogliere coloro che si ribellano. Tutto questo è “costituzionale”. La borghesia in guerra ha scelto l’opzione prefascista per i prossimi anni.”

Ma la battaglia non sembra affatto conclusa: ieri in migliaia sono scesi per le strade di Parigi in corteo selvaggio e si sono confrontati nuovamente con la spropositata violenza della polizia. Nella capitale sono state date alle fiamme biciclette, e-scooter e rifiuti, mentre in altre città, tra cui Marsiglia e Tolosa, sono scoppiate proteste con centinaia di persone.

Nella città occidentale di Rennes, i manifestanti hanno dato fuoco all’ingresso di una stazione di polizia e a un centro congressi. La polizia di Parigi ha dichiarato che alle 22.30 ora locale erano state arrestate 112 persone.

A Nantes sono scese in strada diverse migliaia di persone e vi sono stati scontri di fronte alla Prefettura.

I sindacati, i movimenti e le forze sociali che si stanno opponendo a Macron ed alla sua riforma promettono di non smobilitare, ma di rilanciare. Il prossimo grande momento di sciopero generale è previsto per il primo maggio.

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