InfoAut
Immagine di copertina per il post

GAZA. Accordo Erdogan-Netanyahu spacca Hamas. Leader Meshaal sotto accusa

Il movimento islamico esprime “gratitudine” nei confronti della Turchia ma l’intesa tra Tel Aviv e Ankara, che non modifica la condizione di Gaza, alimenta lo scontro ai vertici di Hamas

di Michele Giorgio – il Manifesto

Gerusalemme, 29 giugno, Nena News – I ministri israeliani Lieberman, Shaked, Bennettproclamano che voteranno contro l’accordo di riconciliazione con la Turchia, formalizzato ieri, che pure assicura indubbi benefici a Israele, strategici ed economici. Il movimento islamico Hamas invece esprime «apprezzamento e di gratitudine» nei confronti di Erdogan nonostante l’intesa fra Israele e Turchia, a parte un po’ di aiuti umanitari, non sia destinata a modificare la condizione di Gaza che è e resterà una prigione a cielo aperto.

Nessuna meraviglia. Gli attori protagonisti sul grande palcoscenico mediorientale ci regalano questo e altro. «Il nostro movimento – ha aggiunto Hamas – guarda con fiducia a un ruolo turco che metta fine all’assedio di Gaza e alle incursioni israeliane». La gente di Gaza non ci crede. Sa bene che Ankara, a maggior ragione dopo la pace fatta con Tel Aviv, abbasserà i toni della critica alla politica del governo Netanyahu. Ieri a Gaza era in visita Ban Ki-moon.Il blocco israeliano, ha detto il Segretario generale dell’Onu, è una «punizione collettiva». La situazione, ha aggiunto, «non può continuare: alimenta rabbia e disperazione e accresce il pericolo di un aumento delle ostilità».

Il grazie ad Erdogan serve ad Hamas per mascherare le difficoltà del dibattito interno, a dir poco lacerante, che anticipa le elezioni di fine autunno per il rinnovo della direzione politica del movimento. Dibattito che vede sulla graticola il capo dell’ufficio politico, Khaled Meshaal, contestato da più parti. Alla fine del 2012 Meshaal entrò a Gaza da leader indiscusso, sull’onda della conclusione “vittoriosa” del penultimo scontro militare diretto tra Hamas e Israele, e mise termine alla storica alleanza della sua organizzazione con la Siria di Bashar Assad e l’Iran per abbracciare il Qatar e la Turchia, sponsor dei Fratelli Musulmani, incurante dell’opposizione dell’ala militare (Brigate “Ezzedin al Qassam”) e di un fondatore del movimento islamico palestinese, Mahmoud Zahar, messo frettolosamente in disparte.

Quattro anni dopo Meshaal – convinto, pare, a non ricandidarsi – vede tutta la sua strategia in frantumi, con Erdogan che rilancia l’alleanza tra Turchia e Israele e il Qatar fortemente ridimensionato nelle sue ambizioni dall’Arabia saudita, storica avversaria dei Fratelli Musulmani.

Che in Hamas i delusi dalle scelte di Erdogan e, di conseguenza, della linea di Meshaal, siano ora la maggioranza, è stato chiaro all’inizio di giugno. Il numero 2 dell’ufficio politico, Musa Abu Marzouq, vicino a Meshaal fino poco tempo fa, davanti alle telecamere di al Aqsa Tv, ha elogiato apertamente il sostegno dell’Iran «alla causa della resistenza».

Abu Marzouq ha spiegato che l’Iran ha appoggiato la causa palestinese «come nessun altro ha fatto», lasciando capire che la Turchia e le monarchie sunnite si sono dimostrate molto meno generose, finanziariamente e soprattutto politicamente, degli “sciiti” siriani, libanesi (Hezbollah) e iraniani. In sostanza ha dato ragione a quanto diceva e prevedeva Mahmoud Zahar tra gli sbadigli di Meshaal (Zahar nel 2014, durante l’offensiva israeliana “Margine Protettivo”, ha recuperato prestigio e potere grazie all’appoggio dell’ala militare).

I dirigenti di Hamas si mantengono abbottonati sugli sviluppi del dibattito interno. Qualcosa però trapela, grazie a militanti che accettano di parlare in condizione di anonimato. «Il nostro movimento riconosce di essere stato vittima di un grave inganno da parte di alcuni dei suoi alleati del Golfo – ci dice uno di questi, un sostenitore di Zahar – Hanno convinto Meshaal della inevitabilità della caduta del regime siriano che, dicevano, sarebbe avvenuta nel giro di pochi.

Gli hanno spiegato che l’avvento al potere dei Fratelli Musulmani in Egitto (poi rovesciati dal golpe militare del 2013, ndr), unito a quello di Erdogan in Turchia, avrebbe trasformato la mappa del potere in questa regione. Lui ha sbagliato a fidarsi, ha scelto nuovi amici tagliando i rapporti con quelli vecchi». Alcuni rimproverano a Meshaal anche di aver appoggiato subito la campagna militare saudita (“Operazione Tempesta”) contro i ribelli sciiti in Yemen facendo arrabbiare l’Iran, senza ricavarne alcun vantaggio per l’organizzazione.

Abu Marzouq è considerato il favorito nella corsa alla leadership di Hamas, sarebbe in vantaggio sul “premier di Gaza” Ismail Haniyeh che, pur godendo di consenso popolare, paga per aver legato troppo la sua sorte politica a quella di Meshaal. Intanto se Abu Marzouq corteggia l’Iran non è detto che Tehran sia disposta a mettere una pietra sopra a quanto è avvenuto negli ultimi 3-4 anni. Bashar Assad inoltre avrebbe posto il veto a ogni serio tentativo di riavvicinamento con Hamas fintanto che Meshaal resterà alla testa del movimento islamico palestinese.

da: nenanews.it

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Torino è partigiana, Vannacci torna a casa!

L’ex generale contestato oggi da centinaia di persone a Torino. Di seguito il comunicato congiunto di diverse realtà sociali torinesi che hanno partecipato alla mobilitazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’invasione barbarica dei data center a Torino e provincia

Quando il calcolo diventa bersaglio militare. L’impatto economico, ecologico e militare delle cattedrali digitali sul territorio piemontese. L’impatto dei mega data center sul sistema territoriale torinese: speculazione infrastrutturale, reti di produzione energetica rinnovabile, sistemi di accumulo energetico BESS e profili di rischio dual-use

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Anatomia di un furto: noi e Navier-Stokes

In data 8 settembre, sul blog dell’azienda di intelligenza artificiale OpenAI è comparso un post il quale sostiene che un modello di IA generativa non disponibile al pubblico – ed evidentemente più potente del loro ultimo modello: GPT-6 Astra – abbia risolto le equazioni di Navier-Stokes, uno dei sette problemi del millennio.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Organizzare la lotta contro la guerra sui territori: pratiche, idee e strumenti dall’esperienza del Movimento No Base

Proponiamo un contributo sugli strumenti messi in campo a partire dalla lotta del Movimento No Base, per costruire un movimento popolare antimilitarista e per far fronte alla complessità dei territori investiti dalle infrastrutture di guerra.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Presidio a Biella: giù le mani dal Brianco. No al progetto agrivoltaico della società israeliana Ecoenergy

Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: a Taranto 2500 licenziamenti per indotto Ex-Ilva. Sciopero e blocchi stradali

A Taranto sono ripartite le 2.500 lettere di licenziamento per chi è impiegato nell’indotto ex Ilva e così riparte anche la mobilitazione. Usb e confederali hanno proclamato 24 ore di sciopero immediato, fino alle 7 di domattina, con blocchi su alcune strade provinciali.

Immagine di copertina per il post
Culture

UNIVERSITÀ POPOLARE T28

Ciclo di lezioni gratuite di storia e geopolitica tenute da esperti e professori di varie università Tutti i mercoledì alle ore 19 presso il Centro Occupato Autogestito T28 in via dei Transiti 28 (Milano)

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Houthi alla conquista di Mocha. La situazione nel corridoio energetico globale e il possibile ingresso di nuovi attori

Tra il 9 e il 10 settembre il movimento politico-militare scita libanese Ansar Allah (detti comunemente Houthi Yemeniti) ha preso in controllo di Mocha, una città portuale affacciata su una delle più importanti rotte marittime del pianeta, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Serbia: sionismo e nazionalismo nei Balcani. Un approfondimento dopo il funerale di Mladić

A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia, facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: “Israele sta radendo al suolo una fascia del sud del paese”. Il collegamento da Beirut con il giornalista Pasquale Porciello

In Libano, l’esercito di occupazione israeliano continua a intensificare i bombardamenti nel Sud del Paese nonostante l’accordo quadro firmato a Washington lo scorso 26 giugno, primo accordo diretto tra i due paesi in quarant’anni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo

Ripubblichiamo l’indizione della due giorni del 19-20 settembre 2026 che si terrà a Torino organizzata dall’assemblea cittadina Torino Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hanover: finto think tank utile a diffondere propaganda israeliana

Un’inchiesta originariamente svolta dal Guardian ha svelato il meccanismo utilizzato da un finto Think tank – inesistente in quanto senza sede, senza indirizzi né referenze – “Hanover” che allena l’intelligenza artificiale nella creazione di propaganda ad hoc in favore di Israele e del suo operato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cuba: acqua, medicinali, carburante, energia elettrica. Il peso del bloqueo nella vita quotidiana.

A Cuba la crisi economica e sociale ha raggiunto livelli sempre più drammatici.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele dichiara guerra anche agli aquiloni di Gaza

Dopo aver distrutto scuole, ospedali e case, Israele trasforma anche il gioco dei bambini palestinesi in una «minaccia letale». Aquiloni di carta senza esplosivi vengono equiparati ai droni e diventano il nuovo pretesto per minacciare bombardamenti e sfollamenti nella Striscia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pisa: boeing militare del Kuwait transitato dall’areoporto Galilei, movimentato materiale bellico

Nella notte di lunedì 24 agosto velivoli militari provenienti dal Kuwait sono transitati dall’aeroporto Galilei di Pisa, come denunciato da attivisti e attiviste del Movimento No Base e altre realtà pisane.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cagliari, il Muro di Coscienza prende vita in aeroporto: “Le rotte con Israele passano anche da qui”

Si è formato questa mattina dalle 8.30 alle 12:00 il Muro di Coscienza all’aeroporto di Cagliari Elmas parte di una giornata coordinata attraverso Giovedì Bianco (giovedibianco.it) che ha coinvolto anche Verona e Milano questa mattina e che prosegue oggi pomeriggio e stasera a Roma Fiumicino e Venezia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Toscana sacrificata

Ripubblichiamo questo testo originariamente apparso su Scrivania Autogestita di Informazione che ha il pregio di tessere i fili di ciò che si sta verificando sulla regione Toscana, individuando le tendenze e gli interessi in campo.