InfoAut
Immagine di copertina per il post

Grecia, barconi, Isis: è orgia di panico tra disastri veri e invenzioni reali

Se si mettono a confronto le dinamiche di panico generate dalle più recenti ondate di notizie (barconi, Grecia, Isis) con il testo di Bartholomew si vede proprio che è l’intreccio tra fatto reale ed invenzioni vere a creare delle vere e proprie ondate di terrore mai del tutto metabolizzate sui social network o nella microfisica dell’interazione sociale. Guardiamo ai barconi il cui terrore atavico dell’invasione da uno spazio indefinito, il mare, finisce ormai per regolare i ritmi, e i conflitti, della vita politica istituzionale da oltre un ventennio. Eppure se leggiamo statistiche vediamo che la stragrande maggioranza dell’immigrazione residente in Italia non è approdata con i barconi. In 20 anni, e più, di sbarchi di ogni tipo il paese non è stato attraversato poi da nessuna epidemia. Eppure anche recentemente gli autisti dei mezzi pubblici milanesi hanno chiesto pubblicamente la disinfestazione dei pullman prima di mettersi al lavoro. Da grandi consumatori di Facebook, infatti, avevano letto di tutto sulla diffusione istantanea di malattie immaginarie in Italia. I barconi non hanno dato poi occasione di formarsi a nessuna cellula del radicalismo islamico eppure- dal Gia algerino ad Al-Qaeda poi all’Isis- ogni generazione della Jihad è stata vista su quelle barche. Non solo: la produzione di panico sui barconi, intesi come mezzi da sbarco del califfato, non cessa mai. Mescolando notizie del mainstream, notizie di facebook, mondo del vero e mondi di ciò che è ritenuto come verosimile. Il panico si diffonde: sgradito persino allo stesso ceto politico, quando non sa come governarlo, segna però il potere di ogni tipo di media nella costruzione del discorso politico. I media, e ciò che viene chiamata “la politica”, trattano, confliggono, si alleano, si comprano e sciolgono patti continuamente. Quando nel discorso politico domina il panico i fatti sono due: o il media è completamente in mano ai dispositivi della propaganda o, al contrario, le dinamiche di potere mediale, che si accumulano tanto più il panico si diffonde, mettono in difficoltà governance e politica. Invece, e si tratta di qualcosa da non trascurare, panico mediale e finanza seguono un altro genere di rapporto. Il panico favorisce la volatilità degli scambi, e quindi è ottimo per chi sa governare la speculazione a breve. E, come dicono gli osservatori attenti alle dinamiche di scambio di borsa, un evento eclatante genera panico tra gli operatori solo se non è stato scontato da ribassi o prodotti finanziari assicurativi. Se l’aleatorietà delle condizioni meteo ha finito per creare le condizioni per la nascita di prodotti finanziari altamente speculativi, il panico in fondo è solo un terreno per offrire qualcosa di nuovo in questo genere di prodotti. Salvo quando il terreno ti si apre sotto i piedi.

E dire allora della Grecia? La corsa frenetica a far vedere le file ai bancomat ormai è una sorta di gioco stagionale della rappresentazione, che si svolge tra media europei. Fa tanto panico ottobre 1929. Eppure, per le banche francesi e quelle tedesche, vere testate nucleari del debito, il panico Grecia è stato risolto lungo gli ultimi 5 anni. Scaricando la questione greca sul debito sovrano di una serie di stati, sulla Bce e sul Fmi. L’uso del panico, nei servizi mainstream, suggerisce invece Tsipras come responsabile di quanto sta accadendo. “Tsipras il vigliacco” come tuonano in coro sia le gazzette tedesche che qualche gazzetta italiana che ha il marchio storico del servilismo. Ma l’adrenalina da panico delle file, peraltro ordinate, ai bancomat greci non prelude al botto di fine di mondo, magari con Tsipras responsabile, come invece maliziosamente suggeriscono i media. Piuttosto ad una lenta, altamente complessa sul piano della governance amministrativa e finanziaria, ristrutturazione, se non eutanasia, della zona euro. Peccato però che il vero panico, quello da urlo di Munch, si raggiungerebbe se le dimensioni della bolla finanziaria costruita da Fmi e banche centrali di tutto il mondo fossero chiare sugli schermi delle tv globali. Ma quella non si fa vedere mescolando fatti reali ad episodi che gonfiano il petto dal panico. In Grecia il panico si costruisce giocando su un vecchio terrore del ‘900, quello dell’ottobre ’29, quando quella dimensione è persino artigianale rispetto a quello che sta accadendo. Certamente la Grecia passerà brutti momenti ma il gioco del panico avrà sempre lo scopo di indirizzarla come responsabile di tutto questo.

Per quanto riguarda gli attentati del venerdì di Ramadan, tratta di tre episodi diversi tra loro. Il primo in ordine di tempo, quello francese è legato al quel genere di spontaneismo armato generato nelle banlieue francesi, in questo caso di Lione. Nonostante la bandiera dell’Isis sventolata sul luogo della decapitazione della vittima, la confessione del responsabile, che nega di essere il classico detenuto politico, fa definire come affrettata la scelta di Hollande di lasciare il vertice Ue, e tornare in Francia, “causa terrorismo”. Vicenda drammatica, specie per chi ci lascia la testa, ma è inimmaginabile che episodi del genere minaccino la Francia quanto la guerra lampo dell’estate del ’40. Eppure il flusso di adrenalina del venerdì francese, unito a quello tunisino, ha fatto pensare questo. Con tanto di esperti di terrorismo pronti a spergiurare, in diretta, di essere di fronte ad un attacco globale. Oltretutto non è neanche chiaro se gli attentatori tunisini della spiaggia del resort facciano parte di Ansar-al-Sharia. E oltretutto, nonostante i più recenti avvicinamenti, è ancora da dimostrare che Ansar-al-Sharia sia affiliata oggi ad Isis perlomeno nelle sue maggiori componenti. Non a caso ci sono osservatori sul posto che ritengono che tutto questo stia favorendo non chissà quale mutazione politica ma il cambio di gestione del più importante vettore di riciclaggio della Tunisia: proprio il turismo. Quanto alla vicenda degli scontri tra sciiti e sunniti in Kuwait è talmente legata a fattori locali che pensare di legarla a una vicenda francese non chiara, e ad una tunisina molto opaca, è pura ciarlataneria. Oppure il panico, il terrore che lega tanti fatti tra loro, spiegandoli col linguaggio della paura, è merce pregiata nel mondo mediale, specie quando travolge la stessa politica (con Hollande che quasi urla “non facciamoci prendere dalla paura” dovendo governare le ondate di panico) con i media ancora più protagonisti e intrecciati così nella comunicazione sociale.

Borsa, migranti, Isis. Non importa cosa accade l’importante è inserirlo nel format del panico. Il resto agisce in stato di emergenza, come le ondate di affermazioni sull’inesistenza del “contagio” greco, tentativi di governo del panico da parte delle istituzioni. Se il linguaggio, come cantava Laurie Anderson, è un virus, l’informazione è un’epidemia. Da circoscrivere.

da Senza Soste

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

GreciaIsismigranti

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Circa 26 feriti e una decina di arresti negli scontri di San Julián

Circa 26 feriti, due molto gravi, con un trauma alla testa, e più di una decina di arresti è il saldo dei gravi scontri che si sono registrati questo sabato nel paese di San Julián, nel dipartimento di Santa Cruz, quando agenti di polizia, militari e gruppi civili di scontro come l’Unione Giovanile Cruceñista (UJC) hanno tentato di sbloccare la strada che unisce la capitale del Santa Cruz con il Beni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: il governo di Paz crolla, El Alto conferma le proteste mentre i ministri si dimettono e cresce la preoccupazione per lo stato d’emergenza

La crisi politica che attraversa la Bolivia è entrata in una nuova fase di aggravamento dopo che un’affollata assemblea a El Alto ha deciso di approfondire le misure della protesta, di mantenere i blocchi e di chiedere la rinuncia dei funzionari del governo di Rodrigo Paz.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sardegna: proteste agli aeroporti contro la presenza di turisti israeliani, compresi soldati e riservisti

Dal 28 maggio tre voli ogni settimana da Tel Aviv atterrano a Cagliari ed Alghero, trasportando decine di famiglie che alloggeranno poi in vari resort nella zona meridionale della Sardegna.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Governo libanese e Israele trovano accordo sul cessate il fuoco ma i combattimenti proseguono

Nella notte arriva la notizia di un accordo di cessate il fuoco trovato tra le parti chiamate in causa dal Dipartimento di Stato Americano, quindi Israele e il governo libanese, ad esclusione di altri soggetti presenti sul territorio, come l’organizzazione della resistenza Hezbollah. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Prolungata la detenzione per gli attivisti del Global sumud land convoy

Il tribunale libico della Cirenaica ha comunicato oggi che gli attivisti arrestati nei giorni scorsi rimarranno in carcere fino a data da destinarsi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pontedera: migliaia di persone in corteo contro la costruzione di una nuova base militare

Ripubblichiamo la corrispondenza dal corteo no base tenutosi a Pontedera in provincia di Pisa il 2 giugno 2026 tratta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra che trasforma

Condividiamo il testo di presentazione del laboratorio politico a cura di Glomeda.org che si terrà sabato 6 giugno presso lo Spazio Autogestito Grizzly, Fano

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: si intensificano i bombardamenti da parte di Israele

Il Libano è nuovamente al centro degli attacchi da parte dell’esercito israeliano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

BLOCCATO L’HUB LOGISTICO MILANO – PIOLTELLO

CONTRO LA GUERRA, PER LA PALESTINA E I DIRITTI DEI LAVORATORI! Oggi, in occasione dello sciopero generale siamo di nuovo alle porte di Logtainer e DSV a Pioltello, in provincia di Milano. L’hub è bloccato, i camion fermi, la macchina logistica che alimenta il genocidio in Palestina si inceppa, ancora una volta, per nostra mano, […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Land Convoy: aggiornamenti su Dina e Domenico fermati in Libia

Il Console Generale d’Italia a Bengasi ha compiuto ieri sera una prima visita a Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Sette italiani sono stati rimpatriati mentre Dina e Domenico sono ancora fermati in Libia, dopo diversi giorni passati senza notizie ieri sera c’è stato un primo contatto che riporta di averli visti in condizioni buone ma di aver richiesto di migliorarne la situazione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Kyriakos X é salpata verso Gaza

Con il nome dell’anarchico internazionalista Kyriakos Xymitiris, “Kyriakos X”, naviga con Freedom Flotilla Coalition per rompere il blocco genocida che lo stato sionista impone su Gaza da decenni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla: emergono gravi violenze contro attivisti e attiviste rapiti, due di loro traferiti nelle carceri israeliane

73 attivisti e attiviste sono in Grecia in attesa di essere rimpatriati nei rispettivi paesi. In realtà “quelli con passaporto dei paesi Schengen potranno anche decidere di restare in Grecia”.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

I tatuaggi di Pete Hegseth, l’America Latina e la guerra che viene

Mentre scriviamo queste righe il Presidente degli Stati Uniti dichiara unilateralmente chiuso lo spazio aereo sopra il Venezuela.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Tubercolosi al Neruda: no alle speculazioni sulla malattia

Riprendiamo il comunicato del Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure del Piemonte sulla vicenda che vede coinvolto lo Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il problema è il Neruda o l’assenza di prevenzione?

Questa mattina è uscita la notizia su “La Stampa” e altre testate locali riguardo alla presenza di alcuni casi di tubercolosi all’interno dello Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Culture

“The Ashes of Moria”: che cosa rimane del campo profughi più grande d’Europa?

A cinque dall’incendio che lo ha distrutto, il documentario porta nel cuore del campo, tra odori, rumori, paure e violenze. Allo stesso tempo offre le coordinate per capire i meccanismi attuali delle brutali politiche europee.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Non possiamo permettere che la Grecia diventi il Parco di divertimento dei soldati dell’IDF: i turisti israeliani che scelgono la Grecia devono confrontarsi con le proteste pro Palestina

Mentre continua l’attacco genocida di Israele a Gaza, i turisti israeliani in Grecia quest’estate si trovano ad affrontare una crescente reazione negativa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

2025. Los Angeles. California

Il 6 giugno, agenti dell’ICE hanno condotto blitz in vari punti della città: Fashion District, Home Depot e una grossa azienda tessile. Oltre cento arresti. da Nodo Solidale Le strade hanno risposto: molotov, blocchi di cemento, barricate e auto in fiamme. I manifestantihanno resistito con determinazione, trasformando la città in un campo di battaglia contro […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Atene: migliaia di greci in piazza in solidarietà con il popolo palestinese

Migliaia di greci hanno manifestato nella serata di giovedi 22 maggio nel centro di Atene verso l’ambasciata israeliana chiedendo la fine immediata degli attacchi genocidi israeliani contro Gaza

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto sicurezza

Blitz del governo, approvato il decreto Sicurezza, varato dal governo Meloni nel Consiglio dei ministri di ieri sera.