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I russi tornano in piazza verso il 4 marzo

Contemporaneamente c’è stata una manifestazione anche a sostegno di Putin, valutata come partecipata da 90.000 persone per le forze dell’ordine, mentre per giornalisti indipendenti si parlerebbe al massimo di 20mila persone. Alcune indiscrezioni parlano di manifestanti arrivati in parco della Vittoria (luogo del concentramento) da autobus di proprietà degli enti pubblici russi, chiedendo istruzioni sugli slogan da cantare.

Gli stessi sindacati filogovernativi avrebbero emanato precise istruzioni (secondo le parole di un professore di liceo oppositore di Putin) in cui si raccomandava a categorie come professori,infermieri ed altri impiegati statali di scendere in piazza nel corteo filopresidenziale. Lo slogan più ricorrente in questa manifestazione è stato l’appello a non cadere nella trappola di una protesta sullo stile delle “rivoluzioni colorate” guidate dagli interessi statunitensi (le parole di Putin sullo scudo spaziale di qualche giorno fa preparavano il terreno a questo tipo di parole d’ordine).

In piazza Bolotnaya invece a sfilare sono stati perlopiù comunisti e nazionalisti. Il corteo è iniziato alle 12 ora locale mantenendo la forma pacifica che aveva contraddistinto anche i precedenti cortei. In testa il tricolore russo e un lungo striscione con lo slogan «Russia senza Putin», che è stato anche uno dei cori più gridati dalla piazza. Piazza che ha già indicato nel 26 febbraio a venire una nuova data di mobilitazione.

Nastri bianchi continuano ad essere il simbolo visivo della protesta, che ha confermato la presenza numerica dei cortei del 10 e del 24 dicembre che avevano fatto esplodere il movimento. Presenti anche l’oligarca Prokhorov (candidato alle prossime elezioni) e l’ex ministro delle finanze Kudrin, tra i volti più noti a cercare spazio politico sull’onda delle proteste degli ultimi mesi.

Se la vittoria di Putin alle prossime elezioni pare scontata, la vera domanda che si pone al partito Russia Unita è capire quanto la sua legittimazione reale sia stata colpita dalle proteste di questi giorni, e quanto un movimento così variegato e liquido (è il web il luogo unico di convocazione ed organizzazione delle proteste) riuscirà a cristallizzarsi in forme che possano continuare l’opposizione alla dittatura putiniana anche nel post-4 marzo.

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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