InfoAut

Impressioni da Kobanê:Resistenza fino alla fine

19 dicembre 2014


Gulan Gernas è una delle poche giornaliste che si trovano a Kobanê e riferisce da lì.

Parte 2

Quasi senza interruzione si sente il rumore di detonazioni. Il silenzio che a volte subentra inganna, perché è come la calma prima della tempesta. La città continua a essere attaccata da tutti i lati. Nel frattempo guardiamo indietro a più di 70 giornate di resistenza passate. Ma si possono allo stesso modo 70 giorni di attacchi segnano l’aspetto della città. Una città in macerie ne rende l’immagine. Attraverso facciate di case distrutte si vedono strutture di cemento vuote. Cenere che portata dal vento annebbia la vista nella polvere.

Le notti a Kobanê non sono solo corte, sono anche molto fredde. Si annuncia un inverno ghiacciato. Questa mattina il vento aspro è accompagno da una pioggia scrosciate. Da un lato la precipitazione significa che ci si possono aspettare meno attacchi. Ma questo significa anche che i ripari di fortuna delle molte persone si infradiciano. Trovare rifugio e protezione dal freddo e dal bagnato ormai appare più che faticoso. Tuttavia questo non è affatto l’unico problema. Non solo è stato saccheggiato ogni avere delle persone, allo stesso tutto è stato bruciato e distrutto.

Niente è stato risparmiato dalla devastazione. Alla domanda sul perché i bambini girano senza calze, la loro madre risponde che ai bambini non mancano solo le scarpe. Manca anche l’acqua per poter lavare le calze. Così come non è possibile asciugarle da quale parte. „Non abbiamo nemmeno acqua per bere“, sono le parole della madre che riflettono un grido di disperazione. In effetti le riserve di acqua sono molto scarse.

Già più di due anni fa, o più precisamente dopo la rivolta popolare di Kobanê, che molti intendono come l’inizio della rivoluzione del Rojava, il regime siriano tagliò il rifornimento idrico verso Kobanê. In seguito a questo la popolazione di Kobanê ha costruito un condotto alternativo. Questo è stato distrutto dai mostri di Stato Islamico. Al momento per la popolazione è possibile prendere acqua solo da alcuni pozzi. Ma quest’acqua non è acqua pulita potabile. Ma a causa delle scarse riserve di acqua in bottiglia, molte persone sono loro malgrado costrette a fare uso di questi pozzi.

Va qui detto non solo a causa dei molti bombardamenti, ma anche per via dei cadaveri in putrefazione, che a causa del pericolo di attacchi non possono essere rimossi, esiste un concreto pericolo di epidemie. Non solo la mancanza di acqua potabile rappresenta un problema enorme. Anche l’approvvigionamento di cibo è in una situazione precaria. Il punto di produzione del pane costruito dalla popolazione è caduto nelle mani di IS. Con esso l’intera riserva di grano e di farina. Attualmente il pane viene prodotto in un piccolo forno che il proprietario ha messo a disposizione del governo cantonale. Ma nonostante il funzionamento senza interruzioni, le capacità non basta a soddisfare il fabbisogno dell’intera popolazione di Kobanê. È incerto anche fino a quando basteranno le riserve di farina.

Allo stesso modo dopo l’inizio della rivolta popolare il regime a Damasco ha tagliato i rifornimenti di corrente elettrica. Il sistema alternativo per la corrente costruito dalla popolazione si basa su generatori alimentati a benzina. Ma il deposito di benzina è stato distrutto da IS. Sempre nello stesso magazzino si trovano le riserve di gasolio da riscaldamento della città. Sempre più persone tornano a Kobanê.

Sono soprattutto coloro che erano stati mandati via contro la loro volontà. Soprattutto i genitori di figlie e figli, che difendono la loro patria dalle velleità di occupazione della milizia terroristica di Stato Islamico. Non si sono recati nel campo profughi a Prisûs come hanno fatto in molti, ma da allora sono rimasti al confine verso Kobanê. Nonostante tutte le repressioni da parte dell’esercito turco. Ma almeno altrettante famiglie, proprio a causa della repressione e delle condizioni penose die campi profughi, dai campi sono tornati a Kobanê.

Una giovane combattente è stata ferita in combattimento. Da quanto appare in modo molto grave. Nonostante questo la donna si mostra decisa a tornare al fronte. „Le mie amiche e i miei amici hanno bisogno di me.“, sono le parole che riesce a pronunciare con le sue ultime forze. Lo spirito di sacrificio delle persone qui è indescrivibile. In questo momento mi chiedo perché non sono tutti come queste persone. La gente potrebbe fare molto di più di quello che fa. La giovane donna entra nelle fila delle e dei martiri immortali della resistenza di Kobanê.

kobane 4A Kobanê non la storia non viene scritta, lastoria viene vissuta. Proprio come la vita di un’altra combattente lascerà tracce profonde in questa epopea di eroine. Libertà, questa è la traduzione del suo nome. Effettivamente la

sua vita è stata plasmata dalla lotta di liberazione alla quale si è unita in giovane età. Aspirava alla libertà letteralmente in ogni secondo, in ogni fibra del suo cuore e del suo essere. Ma soprattutto si impegnava a portare il suo prossimo verso la libertà. Così anche negli ultimi istanti della sua vita marciava verso la libertà. Si è messa davanti a un carro armato per poter salvare le sue amiche e i suoi amici. Ha dato la sua vita per la vita degli altri.

Civaka Azad

 

fonte retekurdistan.it

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Torino è partigiana, Vannacci torna a casa!

L’ex generale contestato oggi da centinaia di persone a Torino. Di seguito il comunicato congiunto di diverse realtà sociali torinesi che hanno partecipato alla mobilitazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’invasione barbarica dei data center a Torino e provincia

Quando il calcolo diventa bersaglio militare. L’impatto economico, ecologico e militare delle cattedrali digitali sul territorio piemontese. L’impatto dei mega data center sul sistema territoriale torinese: speculazione infrastrutturale, reti di produzione energetica rinnovabile, sistemi di accumulo energetico BESS e profili di rischio dual-use

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Anatomia di un furto: noi e Navier-Stokes

In data 8 settembre, sul blog dell’azienda di intelligenza artificiale OpenAI è comparso un post il quale sostiene che un modello di IA generativa non disponibile al pubblico – ed evidentemente più potente del loro ultimo modello: GPT-6 Astra – abbia risolto le equazioni di Navier-Stokes, uno dei sette problemi del millennio.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Organizzare la lotta contro la guerra sui territori: pratiche, idee e strumenti dall’esperienza del Movimento No Base

Proponiamo un contributo sugli strumenti messi in campo a partire dalla lotta del Movimento No Base, per costruire un movimento popolare antimilitarista e per far fronte alla complessità dei territori investiti dalle infrastrutture di guerra.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Presidio a Biella: giù le mani dal Brianco. No al progetto agrivoltaico della società israeliana Ecoenergy

Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: a Taranto 2500 licenziamenti per indotto Ex-Ilva. Sciopero e blocchi stradali

A Taranto sono ripartite le 2.500 lettere di licenziamento per chi è impiegato nell’indotto ex Ilva e così riparte anche la mobilitazione. Usb e confederali hanno proclamato 24 ore di sciopero immediato, fino alle 7 di domattina, con blocchi su alcune strade provinciali.

Immagine di copertina per il post
Culture

UNIVERSITÀ POPOLARE T28

Ciclo di lezioni gratuite di storia e geopolitica tenute da esperti e professori di varie università Tutti i mercoledì alle ore 19 presso il Centro Occupato Autogestito T28 in via dei Transiti 28 (Milano)

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Houthi alla conquista di Mocha. La situazione nel corridoio energetico globale e il possibile ingresso di nuovi attori

Tra il 9 e il 10 settembre il movimento politico-militare scita libanese Ansar Allah (detti comunemente Houthi Yemeniti) ha preso in controllo di Mocha, una città portuale affacciata su una delle più importanti rotte marittime del pianeta, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Serbia: sionismo e nazionalismo nei Balcani. Un approfondimento dopo il funerale di Mladić

A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia, facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: “Israele sta radendo al suolo una fascia del sud del paese”. Il collegamento da Beirut con il giornalista Pasquale Porciello

In Libano, l’esercito di occupazione israeliano continua a intensificare i bombardamenti nel Sud del Paese nonostante l’accordo quadro firmato a Washington lo scorso 26 giugno, primo accordo diretto tra i due paesi in quarant’anni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo

Ripubblichiamo l’indizione della due giorni del 19-20 settembre 2026 che si terrà a Torino organizzata dall’assemblea cittadina Torino Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hanover: finto think tank utile a diffondere propaganda israeliana

Un’inchiesta originariamente svolta dal Guardian ha svelato il meccanismo utilizzato da un finto Think tank – inesistente in quanto senza sede, senza indirizzi né referenze – “Hanover” che allena l’intelligenza artificiale nella creazione di propaganda ad hoc in favore di Israele e del suo operato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cuba: acqua, medicinali, carburante, energia elettrica. Il peso del bloqueo nella vita quotidiana.

A Cuba la crisi economica e sociale ha raggiunto livelli sempre più drammatici.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele dichiara guerra anche agli aquiloni di Gaza

Dopo aver distrutto scuole, ospedali e case, Israele trasforma anche il gioco dei bambini palestinesi in una «minaccia letale». Aquiloni di carta senza esplosivi vengono equiparati ai droni e diventano il nuovo pretesto per minacciare bombardamenti e sfollamenti nella Striscia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pisa: boeing militare del Kuwait transitato dall’areoporto Galilei, movimentato materiale bellico

Nella notte di lunedì 24 agosto velivoli militari provenienti dal Kuwait sono transitati dall’aeroporto Galilei di Pisa, come denunciato da attivisti e attiviste del Movimento No Base e altre realtà pisane.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cagliari, il Muro di Coscienza prende vita in aeroporto: “Le rotte con Israele passano anche da qui”

Si è formato questa mattina dalle 8.30 alle 12:00 il Muro di Coscienza all’aeroporto di Cagliari Elmas parte di una giornata coordinata attraverso Giovedì Bianco (giovedibianco.it) che ha coinvolto anche Verona e Milano questa mattina e che prosegue oggi pomeriggio e stasera a Roma Fiumicino e Venezia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Toscana sacrificata

Ripubblichiamo questo testo originariamente apparso su Scrivania Autogestita di Informazione che ha il pregio di tessere i fili di ciò che si sta verificando sulla regione Toscana, individuando le tendenze e gli interessi in campo.