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In Perù sciopero agrario per la costituente e contro il Parlamento

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Uno sciopero agrario, con blocchi di strade, marce e concentrazioni in diverse città e regioni, è stato effettuato oggi in Perù per chiedere un’assemblea costituente e la dissoluzione del Congresso che si oppone.

La protesta è stata focalizzate anche a chiedere che diventi effettiva la cosiddetta seconda riforma agraria, a sostegno degli agricoltori, misure contro gli aumenti dei prezzi e la fine dei monopoli.

I contadini hanno anche chiesto una soluzione al problema della mancanza di fertilizzanti che il Governo progetta di comprare a prezzi ridotti in Bolivia e Venezuela.

Le capitali regionali Ayacucho, Puno, Huaraz, Huancayo, Cajamarca, Puerto Maldonado e la capitale Lima sono state lo scenario di marce e concentrazioni di migliaia di contadini giunti dalle valli vicine inalberando la bandiera della nuova costituzione in sostituzione di quella neoliberale vigente, alla quale si oppone il Parlamento.

Varie strade sono state bloccate dai contadini, come nel caso della nord andino all’interno delle regioni di Ayacucho, Puno, Junín, Cajamarca e Madre de Dios.

Nel caso della regione sud andina di Cusco, che questa settimana ha effettuato uno sciopero generale di 48 ore, non ci sono state mobilitazioni contadine a seguito del fatto che i dirigenti agrari, che appoggiano lo sciopero nazionale, hanno dedicato la giornata a partecipare ad un dialogo tra il Governo e le organizzazioni sociali.

Il segretario generale della Federazione dei Lavoratori di Cusco, Germán Santoyo, ha detto che il paese ha bisogno di un’Assemblea Costituente che rediga una nuova magna carta in sostituzione di quella neoliberale proclamata nel 1993 sotto il governo dalla mano dura di Alberto Fujimori.

Ha dichiarato che la nuova magna carta deve proibire con decisione i monopoli e gli oligopoli che, al riparo della libertà dei prezzi, speculano con eccessivi aumenti dei prezzi dei prodotti essenziali, così come di recuperare il controllo delle ricchezze nazionali sfruttate dalle imprese straniere a condizioni onerose per il paese.

Sul Congresso, ha affermato che deve essere dissolto perché serve gli interessi privati e le grandi imprese.

A modo di esempio, ha detto che il Legislativo ha in corso una legge per prorogare di altri 10 anni le concessioni petrolifere date a imprese straniere a condizioni onerose per il paese.

Lo sciopero agrario di oggi è stato convocato dalle confederazioni Nazionale Agraria (CNA) e Contadina del Perù (CCP) e dalle federazioni dei Produttori di Caffè, Riso e Mais, così come dalla Centrale Unica Nazionale delle Ronde Contadine (gruppi di sicurezza comunale), tra le altre organizzazioni.

21 aprile 2022

Prensa Latina

Da Comitato Carlos Fonseca

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