InfoAut
Immagine di copertina per il post

In Turchia è stato d’emergenza

 

Ieri sera il presidente Erdogan ha annunciato la misura che segue a giorni di purghe di massa. Che continuano senza sosta

dalla redazione

Roma, 21 luglio 2016, Nena News – Ieri sera, dopo 5 ore di riunione del Consiglio di Sicurezza, il presidente Erdogan ha annunciato tre mesi di stato di emergenza nel paese, dopo il tentato golpe di venerdì scorso. “L’obiettivo è assumere in modo più efficace le misure necessarie ad eliminare la minaccia alla democrazia del nostro paese, lo Stato di diritto e i diritti e le libertà dei nostri cittadini”, ha detto.

Un discorso carico di retorica, viste le epurazioni di massa che da giorni stanno colpendo decine di migliaia di persone, dipendenti pubblici, funzionari di ministeri, poliziotti, giudici. Lo stato di emergenza è stato dichiarato sulla base dell’articolo 120 della Costituzione, che limita la misura speciale ai sei mesi di tempo. L’entrata in vigore è di questa notte, alle 1: darà più poteri al Ministero degli Interni (e quindi alla polizia) e ai governatori locali nel condurre arresti e indagini, mentre gli arrestati potranno essere detenuti per periodi più lunghi di tempo.

“Non c’è niente di cui preoccuparsi – ha aggiunto Erdogan – L’autorità e la volontà dei leader civili crescerà e non faremo alcun compromesso sulla democrazia”.

Insomma, secondo il presidente, tutto procederà normalmente: proseguiranno i progetti infrastrutturali previsti, saranno portate avanti le riforme economiche già decise e i diritti dei cittadini non saranno intaccati. Eppure questo avviene già: ai 10mila arrestati in poche ore dentro esercito, polizia e magistratura, si è aggiunta in pochi giorni una lista abominevole di persone sospese dai propri incarichi, una mannaia che ha colpito oltre 50mila persone:

Nel mirino c’è soprattutto l’educazione, con 20mila dipendenti pubblici sospesi, 21mila privati privati delle licenze di insegnamento e 1.577 rettori di università che ieri sono stati sostituiti con personalità vicine all’Akp.

Dietro sta la paranoia – reale? – dello Stato parallelo che secondo Erdogan è stato imbastito negli anni dall’ex alleato e ora acerrimo nemico, l’imam Fethullah Gulen, considerato il responsabile di una rete capillare che ha infestato scuole, istituti educativi, magistratura e forze armate. Non è un caso che una lunga lista di istituti scolastici è già pronta: 524 istituti sono giù stati chiusi.

Inoltre il governo ha vietato agli accademici di lasciare il paese, chiesto a chi è fuori di rientrare immediatamente e imposto ai nuovi dirigenti scolastici e universitari di denunciare i dipendenti che sospettano di tradimento. Ieri si sono registrati i primi concreti attacchi alla stampa, con una rivista chiusa per aver pubblicato una vignetta satirica sul golpe e altre agenzie web sospese. Oscurato anche WikiLeaks che era riuscito a pubblicare oltre 300mila mail inviate da indirizzi del partito di Erdogan, l’Akp. Pare che molte si riferissero proprio a Gulen e altre alla base Nato di Incirlik.

Dall’alto del palco di Ankara, ieri sera, dove ha arringato per l’ennesima notte una folla di sostenitori, il presidente si sente intoccabile. E promette vendetta: dalla riunione del Consiglio di Sicurezza è uscita anche la proposta concreta di creazione di tribunali speciali e carceri ad hoc in cui rinchiudere i golpisti o presunti tali. Ad oggi non si hanno prove o indicazioni di indagini in corso: il pugno di ferro è stato calato sula Turchia sulla base di liste di proscrizione pronte da tempo. Cosa che spiegherebbe, dicono gli analisti, perché i golpisti abbiano deciso di agire prima del previsto, proprio in vista della “pulizia” che il governo aveva già in mente di operare.

A garantire Erdogan dalle critiche che in queste ore stanno fioccando – in particolare dalla Germania e dall’Unione Europea – sono le politiche stesse assunte dai suoi alleati occidentali. Che ieri ha tenuto a ribadire: dopo gli attacchi di Parigi, anche la Francia ha dichiarato lo stato di emergenza che continua a rinnovare senza grosse polemiche.

 

da Nena News

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Organizzare la lotta contro la guerra sui territori: pratiche, idee e strumenti dall’esperienza del Movimento No Base

Proponiamo un contributo sugli strumenti messi in campo a partire dalla lotta del Movimento No Base, per costruire un movimento popolare antimilitarista e per far fronte alla complessità dei territori investiti dalle infrastrutture di guerra.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Presidio a Biella: giù le mani dal Brianco. No al progetto agrivoltaico della società israeliana Ecoenergy

Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: a Taranto 2500 licenziamenti per indotto Ex-Ilva. Sciopero e blocchi stradali

A Taranto sono ripartite le 2.500 lettere di licenziamento per chi è impiegato nell’indotto ex Ilva e così riparte anche la mobilitazione. Usb e confederali hanno proclamato 24 ore di sciopero immediato, fino alle 7 di domattina, con blocchi su alcune strade provinciali.

Immagine di copertina per il post
Culture

UNIVERSITÀ POPOLARE T28

Ciclo di lezioni gratuite di storia e geopolitica tenute da esperti e professori di varie università Tutti i mercoledì alle ore 19 presso il Centro Occupato Autogestito T28 in via dei Transiti 28 (Milano)

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Houthi alla conquista di Mocha. La situazione nel corridoio energetico globale e il possibile ingresso di nuovi attori

Tra il 9 e il 10 settembre il movimento politico-militare scita libanese Ansar Allah (detti comunemente Houthi Yemeniti) ha preso in controllo di Mocha, una città portuale affacciata su una delle più importanti rotte marittime del pianeta, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Serbia: sionismo e nazionalismo nei Balcani. Un approfondimento dopo il funerale di Mladić

A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia, facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Giù le mani dagli Orti Urbani: sulla manifestazione del 5 settembre a Livorno

Lo scorso weekend a Livorno si è tenuto un campeggio e una manifestazione nazionale per difendere l’oasi verde dove sono presenti gli Orti Urbani. Più di 3.000 persone hanno partecipato alla marcia per le vie della città.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Elezioni in Sassonia-Anhalt: una lettura del risultato ottenuto da Afd

Il partito di ultradestra guidato da Alice Weidel ha ottenuto oltre il 44% dei voti nel land della Sassonia-Anhalt alle ultime elezioni.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

“Vietato contestare il Salone dell’auto”: la Questura vieta la biciclettata cittadina nel centro di Torino

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato di Extinction Rebellion Torino, Fridays for Future, Fiab Torino Bike Pride, Toroller Collective, Clacsoon.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: “Israele sta radendo al suolo una fascia del sud del paese”. Il collegamento da Beirut con il giornalista Pasquale Porciello

In Libano, l’esercito di occupazione israeliano continua a intensificare i bombardamenti nel Sud del Paese nonostante l’accordo quadro firmato a Washington lo scorso 26 giugno, primo accordo diretto tra i due paesi in quarant’anni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo

Ripubblichiamo l’indizione della due giorni del 19-20 settembre 2026 che si terrà a Torino organizzata dall’assemblea cittadina Torino Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hanover: finto think tank utile a diffondere propaganda israeliana

Un’inchiesta originariamente svolta dal Guardian ha svelato il meccanismo utilizzato da un finto Think tank – inesistente in quanto senza sede, senza indirizzi né referenze – “Hanover” che allena l’intelligenza artificiale nella creazione di propaganda ad hoc in favore di Israele e del suo operato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cuba: acqua, medicinali, carburante, energia elettrica. Il peso del bloqueo nella vita quotidiana.

A Cuba la crisi economica e sociale ha raggiunto livelli sempre più drammatici.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele dichiara guerra anche agli aquiloni di Gaza

Dopo aver distrutto scuole, ospedali e case, Israele trasforma anche il gioco dei bambini palestinesi in una «minaccia letale». Aquiloni di carta senza esplosivi vengono equiparati ai droni e diventano il nuovo pretesto per minacciare bombardamenti e sfollamenti nella Striscia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pisa: boeing militare del Kuwait transitato dall’areoporto Galilei, movimentato materiale bellico

Nella notte di lunedì 24 agosto velivoli militari provenienti dal Kuwait sono transitati dall’aeroporto Galilei di Pisa, come denunciato da attivisti e attiviste del Movimento No Base e altre realtà pisane.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cagliari, il Muro di Coscienza prende vita in aeroporto: “Le rotte con Israele passano anche da qui”

Si è formato questa mattina dalle 8.30 alle 12:00 il Muro di Coscienza all’aeroporto di Cagliari Elmas parte di una giornata coordinata attraverso Giovedì Bianco (giovedibianco.it) che ha coinvolto anche Verona e Milano questa mattina e che prosegue oggi pomeriggio e stasera a Roma Fiumicino e Venezia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Toscana sacrificata

Ripubblichiamo questo testo originariamente apparso su Scrivania Autogestita di Informazione che ha il pregio di tessere i fili di ciò che si sta verificando sulla regione Toscana, individuando le tendenze e gli interessi in campo.