InfoAut
Immagine di copertina per il post

In Venezuela va in scena El Picure

Approfittando delle politiche di prevenzione chaviste, basate più sui progetti «umanisti» e sul consenso che sulla repressione, le mafie di frontiera hanno infiltrato e militarizzato la criminalità locale, occupando i barrios e trasformando le case popolari assegnate dal governo in centri di contrabbando di alimenti, benzina e dollari.

Durante la campagna elettorale per le parlamentari del 6 dicembre vi sono stati vari episodi di violenza in cui è stata coinvolta la banda di El Picure: a cui era legato un candidato di opposizione implicato nel traffico di posti di lavoro, ucciso a pochi giorni dal voto. Un caso che aveva già messo in moto una poderosa campagna internazionale, finché sono emersi i trascorsi della vittima e il ruolo della banda nella provocazione. La presenza delle bande criminali e dei paramilitari è emersa anche durante le proteste violente contro il governo scoppiate nel 2014 nelle zone di frontiera con la Colombia, e poi durate mesi (43 morti e oltre 800 feriti).

Dopo la netta vittoria delle destre alle parlamentari (112 deputati su 167, contro 55 del Psuv), vi sono state numerose denunce per brogli, dovute all’alta percentuale di voti nulli in alcune zone e a evidenti discrepanze nei numeri. Il governo ha diffuso alcune video-registrazioni in cui si vedono personaggi di opposizione contrattare voti con capi banda. Il Tribunal Supremo de Justicia (Tsj) ha accolto il ricorso presentato da alcuni candidati sconfitti e finora ha sospeso gli incarichi a 5 deputati, 4 di destra e uno del Psuv, e diverse elezioni potrebbero essere ripetute.

L’alleanza antichavista, la Mesa de la Unidad Democratica (Mud) ha già detto che non rispetterà il giudizio del Tsj e che i suoi eletti si presenteranno comunque oggi in parlamento. E la situazione è incandescente per la presenza in contemporanea di due diverse manifestazioni, convocate da destra e da sinistra. Intanto, ha già iniziato a lavorare il Parlamento comunale, innovazione chavista tratta dalla legge sulle Comunas, paragonato ai «soviet» bolscevichi. Obiettivo è «proteggere il popolo» dalle annunciate misure liberticide delle destre, che mirano a sfrattare con tutti i mezzi il presidente dal suo posto.

Dal carcere, dove si trova a scontare una condanna in primo grado a oltre 13 anni per le violenze di piazza, il leader di Voluntad Popular, Leopoldo Lopez, ha già dettato l’agenda ai settori oltranzisti: che premono sulle titubanze di Henrique Capriles, candidato presidenziale due volte sconfitto, che aspira a farcela in un prossimo futuro e che vuole rifarsi il look.

Il suo partito, Primero Justicia (Pj, di centro-destra), puntava alla presidenza dell’Assemblea con Julio Borges, ma ha dovuto accontentarsi della vicepresidenza. Dopo una prima fumata nera che avrebbe dovuto decidere per consenso — nessuno dei partiti che compongono la Mud ha numeri sufficienti per imporsi — il voto segreto ha eletto ieri Henry Ramos Allup, vicepresidente dell’Internazionale socialista e dirigente di Accion Democratica (Ad), il centrosinistra durante la IV Repubblica. Lo ha annunciato il segretario della Mud, Jesus Torrealba, precisando che Allup è stato scelto con il voto segreto di 111 dei 112 deputati oppositori eletti il 6 dicembre, giacché uno è rimasto ferito in un incidente d’auto.

La nuova legislatura che inizia oggi — la prima senza una maggioranza chavista in 16 anni — prefigura uno scontro di poteri e di concezioni, preannunciato dalle dichiarazioni bellicose di Ramos Allup: un vecchio politico navigato dai trascorsi golpisti, che appena eletto ha dichiarato di voler agire nella linea intrapresa da Macri in Argentina, licenziando i giornalisti del canale che trasmette i dibattiti dell’assemblea e riportando indietro le conquiste del lavoro. Un piano già pronto durante il tentativo di colpo di stato organizzato tra Colombia e Miami e scoperto nel 2015, che prevedeva un «programma di transizione». Nel tentato golpe erano coinvolti alcuni ufficiali. E anche ora, la Mud ha rinnovato l’appello alle Forze armate affinché proteggano «la volontà delle urne». Ha risposto un documento firmato da un gruppo di militari, ma la stragrande maggioranza delle Forze armate si è fatta vedere in piazza a pugno chiuso.

Geraldina Colotti per ilManifesto

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche

Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sudafrica: migliaia di migranti in fuga dalla violenza xenofoba di “March and March”. Le valutazioni di Alberto Magnani

In SudAfrica numerose attività commerciali chiuse e polizia dispiegata per le strade a seguito di manifestazioni anti-migranti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La cronaca della protesta all’arrivo del volo da Tel Aviv a Elmas, dentro e fuori il terminal

Domenica mattina all’aeroporto di Cagliari Elmas è atterrato un volo diretto da Tel Aviv. Il collegamento è una delle novità della stagione estiva dello scalo sardo: una rotta che connette Sardegna e Israele (operata da El Al in partnership con Sun d’Or) e che in tempo di genocidio non passa inosservata. All’esterno del terminal, una manifestazione di protesta a supporto del popolo palestinese – organizzata da Unica per la Palestina, Giovani Palestinesi Sardegna, Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, Associazione Sardegna Palestina e la delegazione sarda della Global Sumud Flotilla – accoglie chiunque esca dall’aeroporto. Il reportage dal terminal di Elmas.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Accordo Libano-Israele, tregua o normalizzazione dell’occupazione?

Il 26 giugno a Washington, con la mediazione dell’amministrazione Trump, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro in 14 punti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Scosse devastanti in Venezuela. Migliaia di dispersi, si scava tra edifici crollati. Il sisma più violento da 126 anni.

Sono oltre 25.000 le persone che risultano al momento disperse a seguito dei devastanti terremoti che ieri sera, mercoledì 24 giugno, hanno colpito il Venezuela. Due scosse violentissime, a breve distanza, tra mezzanotte e le due di notte, orario italiano, hanno causato il crollo di centinaia di edifici. La prima scossa è stata di magnitudo […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Perù: in un paese profondamente diviso, la destra di Fujimori vince alle presidenziali

Una settimana di spoglio dei voti alle elezioni presidenziali del Peru si salda con la risicatissima vittoria della estrema destra di Keiko Fujimori (figlia dell’ex-presidente e dittatore peruviano Alberto Fujimori, le cui politiche contro la guerriglia di Sendero Luminoso e le classi popolari peruviane gli erano valse accuse di genocidio).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Giunge a La Paz un’impressionante marcia della COB e dei settori contadini

Chiedono la rinuncia del presidente di destra Paz. Il governo risponde con la repressione e arresta il massimo dirigente della Centrale Operaia, Vicente Salazar.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

1° giorno di Campeggio di lotta: da Venaus a San Didero

Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

C’hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane

Rincorrere, sparare a freddo a due uomini è giustiziare. Rincarare la dose con una terza persona già a terra, non è farsi giustizia da soli ma essere spietati assassini.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Porto di Livorno, nodo nevralgico della filiera militare

Il porto di Livorno rappresenta uno snodo logistico importante per tutto il Mar Mediterraneo. E’ uno dei cinque principali porti italiani sia in termini di traffico di merci varie, sia in termini di TEU, sia in termini di traffico passeggeri.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La guerra tra poveri non è una soluzione. E’ una scelta politica

Mentre procede lo sgombero di Scordovillo, c’è chi prova ancora una volta a costruire il racconto più semplice: mettere gli ultimi contro gli ultimi.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

“Non morite per i prossimi cinque anni che dobbiamo riportare il nucleare in Italia”: da Fermi a Torino, come riscrivere la storia del nucleare.

Il convegno dal titolo “Da Fermi al futuro” ha avuto il suo primo appuntamento alle OGR di Torino, per iniziativa del Ministro Pichetto Fratin, in collaborazione con La Stampa, e ha preso avvio tacciando di immobilismo e di ideologia tutti coloro contrari al nucleare.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Minorenni in carcere da 6 mesi per i cortei per la Palestina. Una giustizia educativa

Ripubblichiamo le riflessioni del coordinamento cittadino Torino per Gaza in vista del nuovo presidio che si terrà oggi a Torino in solidarietà ai giovani reclusi per aver manifestato in solidarietà alla Palestina.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: estate di mobilitazione in Val Susa, dal campeggio di lotta all’Alta Felicità

Sarà un’estate di mobilitazione del movimento No Tav in Val di Susa con una serie di appuntamenti che accompagneranno le prossime settimane. Si parte dal 17 al 19 luglio con il tradizionale Campeggio di lotta a Venaus, tre giorni di iniziative, dibattiti e momenti di presidio nei luoghi simbolo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Tre giorni in Basilicata a Luglio su energia, territori e resistenze

Riceviamo e pubblichiamo un invito a partecipare a tre giorni in Basilicata a Luglio: “Spinoso Piazza di Energia Civica: Petrolio, Salute, Democrazia”