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‘Josu Ternera’, ex militante dell’ETA, sfugge alla polizia

Josu Urrutikoetxea, 62 anni, è costretto a vivere in clandestinità dal 2002 in seguito ad un mandato europeo per la sua cattura; dal 2007 viveva a Durban-sur-Arize, una cittadina francese di 150 abitanti. Sembrerebbe che i servizi segreti spagnoli da tempo stessero spiando Ternera. Venerdì scorso una dichiarazione da parte delle autorità spagnole e francesi, hanno “ufficializzato” l’operazione messa in atto al fine di arrestare l’ex militante dell’ETA, un’operazione alla quale Josu è riuscito a fuggire.

Josu Urrutikoetxea viene ritenuto uno dei massimi componenti dell’organizzazione armata basca e inizia a vivere in clandestinità dal 1971. Il 28 luglio 1972 partecipa a un attacco del camion della Banca di Biscaye, un anno dopo, insieme ad altri membri dell’ETA, organizza un attacco alla polveriera di Hernani, dove si impossessano di 3mila chili di dinamite e altri esplosivi. Una parte di questi esplosivi verrà utilizzata per l’attentato contro Luis Carrero Blanco, primo ministro del governo franchista. Processato e condannato molteplici volte, la Corte Nazionale spagnola ha aperto 4 inchieste nei suoi confronti continuando a perseguire l’obiettivo della sua detenzione effettiva, dopo il suo ultimo arresto che ha portato alla sua carcerazione per più di 10 anni. Alla fine degli anni ’90, Josu venne eletto deputato del Parlamento basco tra le liste di Euskal Herritarrok di Vizaya, attualmente illegalizzata attraverso la così chiamata “legge dei partiti”. Nel dicembre del 2011, gli Stati Uniti decidono di includerlo nella lista dei terroristi.

Tipico di chi, come lo Stato spagnolo, brama la sua eterna vendetta, sembrerebbe che per la magistratura spagnola, l’arresto dell’ex militante dell’organizzazione armata basca sia diventata una vera e propria ossessione, esattamente come testimoniano le ultime dichiarazioni del ministero dell’Interno spagnolo che vede nell’arresto dell’ex militante basco “un obiettivo assolutamente prioritario”.

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