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Karayilan, membro del PKK: ‘L’HPG sta difendendo il diritto alla vita’

Murat Karayilan, membro del Comitato Esecutivo del PKK, si trovava ad una cerimonia in una accademia di addestramento della guerriglia, che ha avuto inizio con una commemorazione per coloro che sono caduti nella lotta. Ha parlato in particolare dei recenti attacchi contro il popolo del Kurdistan, aggiungendo: “C’è attualmente un conflitto in Medio Oriente. Allo stesso tempo, la lotta per la libertà del popolo del Kurdistan è entrata in una fase storica. Il popolo del Kurdistan e altri popoli della regione hanno più bisogno di difesa rispetto al passato, in quanto sono sotto attacco da bande che mirano a invertire la nostra prospettiva di libertà.”

Karayilan ha aggiunto che l’HPG ha svolto un ruolo importante nel prevenire un massacro a Sinjar, sottolineando che se non fossero intervenuti, le bande avrebbero massacrato decine di migliaia di persone.

‘La Natura del Conflitto si Svilupperà’

Karayilan ha detto che, affinché la guerra possa essere portata avanti con successo, c’è bisogno di competenza e professionalità, e che era quindi lieto di essere presente alla cerimonia che segnava la fine di un periodo di successo di addestramento della guerriglia.

Ha aggiunto: “Queste accademie svolgono un ruolo importante nello sviluppo di guerriglieri con esperienza e professionalità. Questi saranno ora in grado di svolgere un ruolo più efficace nella difesa del Kurdistan.”

Karayilan ha sottolineato che è il momento di adottare misure concrete verso una soluzione nel Nord del Kurdistan. Ha aggiunto: “Tutto ciò di cui bisognava parlare è stato detto. Inoltre molte cose sono cambiate in Turchia. Le elezioni presidenziali si sono svolte. C’è un nuovo Primo Ministro e un nuovo governo. L’AKP è responsabile di tutto. Qualunque cosa stia per fare deve farlo ora. Non c’è nulla che impedisca di adottare misure concrete. Non ha fatto nulla finora a parte la legge quadro. Anche se questa è insufficiente ha perlomeno dotato il processo di una base legale. Adesso è il momento per la pratica. Se ciò non avviene il processo non può andare avanti, in quanto lo stato sta continuando a costruire basi militari e dighe e a prepararsi per la guerra.”

Karayilan ha continuato, citando la piattaforma formata dalla NATO per contrastare l’ISIS. Ha detto: “La Turchia è uno di questi dieci paesi, in quanto non vuole rimanere fuori nel caso in cui le armi dovessero andare al PKK. Il nuovo Ministro degli Esteri Çavusoglu ha lasciato il gatto fuori dal sacco quando ha detto che non volevano che le armi andassero ai terroristi. Ma come sono arrivate le armi all’ISIS? Chi li ha armati? Chi ha fornito ogni sorta di supporto per la liquidazione della rivoluzione del Rojava? Tutte queste cose sono ormai ben note. La Turchia sta dicendo: ‘le armi non devono andare al PKK.’ Ma pensavo che stessimo andando verso la pace? Abbiamo avuto un processo di risoluzione! Allora perché l’ostilità?”

Il nostro popolo dovrebbe costruire il proprio sistema

“Naturalmente la nostra gente dovrebbe seguire quello che sta succedendo. Se stiamo ora chiedendo che ci sia l’istruzione nella madre lingua in Kurdistan dobbiamo compiere gli sforzi necessari. Attualmente c’è un boicottaggio di una settimana delle scuole. Nessuno dovrebbe mandare i figli a scuola questa settimana e dovrebbe sostenere questa campagna.”

“Ci sono anche altre attività. In primo luogo il compito di costruire un sistema democratico. Il popolo kurdo dovrebbe governare se stesso e fare da sé ciò che deve essere fatto senza aspettare che siano glia altri a farlo. E ‘ora che la società prenda l’iniziativa e adotti le necessarie misure. Ci troviamo in un periodo importante dove tali compiti importanti ci attendono.”

da Uiki

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