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Kobane: l’Isis brucia i propri morti e traffica con i turchi

E’ emerso che le bande di ISIS, dopo aver subito pesanti perdite nelle ‘operazioni di liberazione’ lanciate dai combattenti delle YPG/YPJ a sud e sud-ovest della città, bruciano i cadaveri dei loro morti o li seppelliscono in fosse comuni nelle case in cui avevano preso posizione.

L’operazione di liberazione delle YPG/YPJ ha eliminato le bande da molte posizioni a sud e sud-ovest della città. I combattenti delle YPG/YPJ che entrano nelle case precedentemente occupate dalle bande di ISIS hanno raccontato ai giornalisti quello che hanno trovato.

Cadaveri bruciati!

Il combattente delle YPG Brûsk Kobanê ha dichiarato: “Via via che le bande si ritirano in seguito alle nostre azioni, bruciano i cadaveri dei loro morti per nascondere le loro perdite. Ci sono corpi bruciati ovunque”. Video di cadaveri bruciati nelle case di molte strade liberate dimostrano che questo è vero. Inoltre è stata richiamata l’attenzione sui turni di servizio in cirillico scritti sui muri.

Fosse comuni nelle case!

Sono state anche rinvenute fosse comuni all’interno delle case. Queste tombe sono state scoperte in alcune case nel sud della città in precedenza occupate da membri delle bande. Sulle pareti delle case sono state trovate liste di morti scritte in ceceno, arabo e azero. Kobanê ha aggiunto: “Le bande, che stanno subendo pesanti perdite nel corso delle nostre operazioni, stanno cercando di nascondere in questo modo le loro perdite. Continueremo le nostre operazioni fino a quando la città sarà interamente liberata da queste bande “.

ANF – Kobanê 26.12.2014

Ziyad Osman, un residente di Kobanê attaccato ieri da bande ISIS con armi pesanti mentre era in attesa con il suo veicolo vicino alla postazione militare di Mert İsmail sul confine, ha dichiarato: “Un veicolo con a bordo membri delle bande si è fermato a una certa distanza da noi e hanno gridato in arabo: ‘Questi veicoli sono nostri, li abbiamo comprati dai soldati alla postazione. Andatevene’.” E’ una dimostrazione del rapporto tra l’esercito turco e le bande.

Bande di ISIS hanno attaccato la gente del villaggio di Alişar con i loro veicoli ieri intorno a mezzogiorno, costringendo la popolazione a rifugiarsi nella postazione militare. Di queste 55 persone, che sono state perquisite e di cui sono state prese fotografie e impronte digitali, 53 sono state rilasciate, mentre due sono state arrestate per possesso di armi da fuoco. La gente, che non voleva abbandonare i propri veicoli nel caso in cui venissero rubati dalle bande, sono state cacciate via dai soldati che sparavano lacrimogeni.

ISIS nella postazione militare

Dopo essere state rilasciate, le persone di Kobanê hanno parlato con ANF dicendo che i militari avevano impedito che gli fossero portati cibo e acqua negli ultimi quattro giorni. Un uomo di nome Brehîmê Hemme ha detto che mentre i soldati turchi li apostrofavano con parolacce, si rivolgevano invece ai membri ISIS in arabo, dicendo: “Fratelli, questa zona appartiene alla Turchia, ritiratevi”. Ha inoltre dichiarato che aveva visto due membri delle bande nella postazione militare.

Due persone non identificate

Mistefa Birehîm ha commentato quanto accaduto ieri, dicendo: “ISIS ha attaccato la zona dove stanno i nostri veicoli. Abbiamo dovuto fuggire e siamo finiti nelle mani dei soldati turchi. Hanno controllato i nostri documenti”, aggiungendo che alcuni dei loro amici che erano stati feriti erano ancora dall’altra parte del confine. Un altro uomo, Ebdoyê Reşo, ha detto che i militari avevano deliberatamente aperto i fili e gli hanno detto: ‘L’ISIS sta arrivando, scappate’. Reşo ha aggiunto che i soldati li avevano picchiati e che avevano arrestato due dei loro amici.

Cuma Evdo ha affermato che i soldati turchi stavano dando appoggio all’ISIS: “I soldati turchi ci hanno tenuti nella postazione militare in modo che le bande potessero saccheggiare i nostri veicoli”, ha aggiunto.

I soldati hanno venduto i veicoli alle bande

Ziyad Osman ha detto che i membri delle bande di ISIS avevano gridato contro di loro in arabo: “Questi veicoli sono nostri, li abbiamo comprati dai soldati alla postazione. Andatevene”. Egli ha aggiunto che gli era stato impedito di ricevere cibo per alcuni giorni, l’intenzione era quella di farli andare via in modo che i loro veicoli potessero essere rubati.

‘L’ISIS e i soldati turchi sono fratelli’

Un altro uomo ha detto di aver visto i militari turchi che gridavano alle bande in arabo, dicendo: “Fratelli, questa zona appartiene alla Turchia, ritiratevi”. Ha aggiunto che i soldati turchi e i membri di ISIS erano come fratelli e spesso si sono incontrati al confine e hanno parlato per ore. “I soldati li avvisano perfino se ci sono civili provenienti dal lato occidentale”, ha aggiunto, portando alla luce il rapporto tra soldati turchi e le bande.

ANF – Urfa 25.12.2014

da Rete Kurdistan Italia

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