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La Freedom Flottilla III si prepara a partire; nuove pressioni da Israele

In questi giorni una serie di iniziative di sostegno e sensibilizzazione sulla situazione palestinese accompagnano la sua sosta nel porto prima della partenza.

Si tratta del terzo tentativo di raggiungere la striscia di Gaza via mare, per portare aiuti e denunciare la situazione di occupazione militare e continua violenza da parte israeliana cui i territori palestinesi sono sottoposti.

La prima esperienza fu quella della Flottilla I, partita dalla Turchia nel maggio 2010 e attaccata brutalmente dalla marina israeliana mentre transitava in acque internazionali.

A quella prima esperienza seguì la flottilla II, dedicata alla memoria di Vittorio Arrigoni, che avrebbe dovuto salpare dalla Grecia nel giugno 2011 ma che non partì a causa delle pressioni diplomatiche (prontamente accolte dai governi della Grecia e di altri paesi occidentali) che Israele portò avanti a ridosso della partenza della Flottilla, chiedendo che le fosse impedito di salpare.

Israele oppone da anni un rigido blocco navale del porto di Gaza, giustificandolo come misura per impedire il traffico di armi ma determinando di fatto uno stato di assedio a cui i territori occupati sono sottoposti da tempo.

Ad ennesima conferma di questo, ieri il ministro degli esteri israeliano ha annunciato che non permetterà alla flottilla di raggiungere Gaza e che ha già preso contatti coi governi dei paesi da cui provengono gli attivisti che si preparano a salpare.

Le autorità israeliane sembrano auspicare uno scenario di pressione diplomatica simile a quello che si determinò in Grecia con la mancata partenza del convoglio ma, in caso contrario, fanno sapere che non mancherà un nuovo ricorso alla forza per impedire lo sbarco a Gaza city, forti ancora una volta dell’appoggio e della sostanziale impunità garantitagli dai governi occidentali in anni di violenze perpetrate nei territori palestinesi.

Aggiornamenti sul sito freedomflotilla

 

Ascolta Alberto prima dell’inizio dell’ispezione da parte delle autorità portuali, dai microfoni di RadioBlackout

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