InfoAut
Immagine di copertina per il post

La tenaglia turco-saudita strangola Damasco

di Michele Giorgio

Schiacciare la Siria approfittando dell’avanzata dell’Isis. L’alleanza turco-saudita, impensabile fino qualche tempo fa, intensifica gli aiuti finanziari e i rifornimenti di armi ai ribelli “moderati” (in realtà una galassia di gruppi islamisti radicali e jihadisti) per stringere la morsa sul presidente siriano Bashar Assad. Soldi e armi che finiscono anche, se non soprattutto, nelle mani del Fronte al Nusra, ramo siriano di al Qaeda e principale forza militare impegnata nei combattimenti con l’esercito siriano nelle regioni nord-occidentali. Ieri il quotidiano turco Cumhuriyet ha pubblicato un video, rimasto segreto per mesi, di tir dei servizi segreti di Ankara diretti in Siria che trasportavano ingenti quantativi di armi nascosti sotto scatole di medicinali: 1.000 mortai, 1.000 granate, 50.000 fucili d’assalto e 30.000 mitragliatrici pesanti. L’anno scorso il governo islamista turco – che ha sempre sostenuto che a bordo ci fossero soltanto aiuti per i civili –  aveva imposto ai media la censura sulla vicenda. Dai controlli è poi emerso che i camion erano sotto la gestione dell’intelligence.

La verità è emersa grazie a Cumhuriyet ma rappresenta solo una conferma di ciò che è noto a tutti  da tempo. La monarchia feudale saudita di re Salman e il nuovo sultano Erdogan non risparmiano sforzi per abbattere Assad e spezzare l’alleanza “sciita” tra la Siria e l’Iran. Per Damasco senza dubbio le cose si sono complicate dopo la perdita completa della provincia di Idlib, al confine con la Turchia, per mano del Jeish al Fateh (la coalizione jihadista guidata da al Nusra), e della città di Palmira a est dove l’Isis, per l’offensiva, aveva fatto affluire parte degli armamenti abbandonati dall’esercito iracheno a Ramadi. Il sostegno dei combattenti sciiti di Hezbollah è fondamentale per le truppe siriane, sempre più stanche, ma non è infinito e si concentra principalmente nell’area delle alture di Qalamoun e a ridosso del confine con il Libano.

A queste difficoltà crescenti sul campo di battaglia, si aggiungono, persino più gravi e pesanti, le conseguenze economiche della guerra civile. Con la maggior parte delle sue risorse naturali e minerarie cadute sotto il controllo dei ribelli, le entrate dello Stato siriano si sono ridotte al minimo e Damasco deve fare sempre più affidamento alle linee di credito messe a disposizione dall’Iran. L’agenzia Afp scriveva qualche giorno fa che con l’avanzata dell’Isis, il governo ha perso il controllo anche su due miniere di fosfati, Sharqiya e Khneifess, 50 km  a sud ovest della città di Palmira. La prima produceva circa tre milioni di tonnellate di fosfati all’anno, la seconda circa 850.000 tonnellate. Prima della guerra civile, la Siria era il quinto esportatore mondiale di fosfati mentre nel primo trimestre del 2015 ha venduto solo 408.000 tonnellate.

I proventi del petrolio peraltro si stanno prosciugando. Le esportazioni sono meno della metà delle 988.000 tonnellate vendute nei primi tre mesi del 2011 (quell’anno dall’oro nero Damasco incassò 3,8 miliardi di dollari). Nel 2013 l’Isis ha preso tutti i campi della provincia orientale ricca di petrolio di Deir Ezzor e lo scorso settembre i jihadisti producevano più petrolio del governo centrale: 80.000 barili al giorno contro 17.000. Alla fine del 2014 la produzione ufficiale era precipitata a 9.329 barili al giorno rispetto ai 380.000 barili del 2010 e la scorsa settimana i jihadisti hanno sequestrato un altro campo petrolifero Jazal (2.500 barili al giorno). Restano nelle mani di Damasco, ma anche questi non completamente, i giacimenti di gas naturale. Non sorprende che le esportazioni totali siano crollate da 11,3 miliardi dollari nel 2010 a 1,8 miliardi dollari nel 2014, riferiva nei giorni scorsi il giornale filo-governativo Al-Watan. Un buco coperto solo in parte dai 4,6 miliardi dollari versati da Tehran nelle casse siriane.

Difficile resta la situazione anche in Iraq dove l’Isis continua ad avanzare e a colpire a Baghdad. I jihadisti hanno rivendicato gli attentati (un kamikaze e tre autobomba) compiuti ieri contro due hotel di lusso della capitale, il Cristal Grand Ishtar (ex Sheraton) e il Babylon Warwick, che hanno fatto almeno 15 morti e 42 feriti.

Da Nena News

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oltre un solo uomo: perché le guerre di Israele non finiranno con Netanyahu

Per rompere questo paradigma, i palestinesi devono generare una leva, una leva reale. Questa non può derivare da inutili negoziati o da appelli al Diritto Internazionale a lungo ignorato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Salpa la Flottilla da Augusta! Buon vento!

Ieri la partenza dal porto di Augusta oltre 60 imbarcazioni di nuovo verso Gaza. Riceviamo un video da parte di Simone del Gruppo Autonomo Portuali che ricorda l’attualità dei valori della resistenza e la necessità della lotta contro sionismo, colonialismo e imperialismo, in occasione del 25 aprile. Intanto le navi della flottilla sono partite per […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Città in guerra: dalla distruzione sistematica dello spazio urbano alla sua occupazione militare

Dalla Sarajevo degli anni 90 fino a Gaza, la guerra attraversa le città e le trasforma. I conflitti contemporanei assumono una dimensione sempre più urbana, sia nei teatri di guerra aperta sia nei contesti apparentemente in “pace”. Da Radio Blackout L’operazione militare israeliana contro Gaza ha dimostrato che i bombardamenti e le demolizioni puntano alla sistematica distruzione degli […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina, colonizzazione armata e guerra permanente: uccisi ragazzi in Cisgiordania, Gaza spezzata dalla “linea gialla”

Coloni armati seminano morte nei villaggi palestinesi, aumentano violenze e sfollamenti in Cisgiordania. Nella Striscia Israele consolida l’occupazione del 53% del territorio trasformando la zona cuscinetto in frontiera militare stabile. Da Osservatorio Repressione La violenza contro i palestinesi prosegue senza tregua, tra l’espansione coloniale in Cisgiordania e la progressiva spartizione militare di Gaza. Nelle ultime […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Una nuova partenza verso Gaza

Partirà a giorni la nuova missione per rompere l’assedio a Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno portuali bloccano il transito di una nave carica di armi USA. La polizia sgombera il presidio

All’alba di sabato 18 aprile i lavoratori del porto di Livorno hanno bloccato il transito di una nave che stava trasportando armamenti statunitensi verso la base militare Usa di Camp Derby. Non appena ricevuta l’informazione sul transito della nave cargo, il sindacato di base Usb, il Gruppo Autonomo Portuali e l’Ex Caserma Occupata di Livorno hanno organizzato il presidio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Per la Palestina e contro la guerra: appello dei palestinesi all’unità e alla convergenza sindacale.

Abbiamo colto con entusiasmo l’indizione di sciopero generale da parte di CUB, SGB, ADL Varese, SI COBAS e USI-CIT per il 29 Maggio 2026.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un 25 aprile di lotta!

Da Torino a Pisa, passando per Milano e Roma la giornata del 25 aprile è stata partecipata in maniera significativa in tutta Italia. Proponiamo alcuni racconti della giornata.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Spagna: Il Movimento Antirepressione di Madrid svela un’altra poliziotta infiltrata

L’agente della Polizia Nazionale Spagnola per più di un anno è stata infiltrata in nell’organizzazione propalestinese MAR e in un partito politico.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Strike Days a Prato

Dal 17 aprile sono in corso gli strike days, una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare e combattere lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici a Prato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.