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L’Europa chiama alla guerra

Rearm Eu prevede 800 miliardi per il riarmo europeo, il piano di Ursula Von Der Leyen viene discusso oggi in Consiglio Europeo. Emmanuel Macron lancia dichiarazioni inquietanti sulla sua offerta di ombrello nucleare made in France.

da Radio Blackout

Le elites europee si preparano sul terreno della guerra e della sicurezza ora che gli USA hanno cambiato strategia lasciandole spiazzate e nessuno riesce ad ammettere che la guerra in Ucraina è stata un fallimento, non ha incontrato alcun tipo di interesse da un punto di vista politico ed economico, anzi ha peggiorato le condizioni di tutti i Paesi.

Le cause della guerra propagandate in questi anni evidentemente non erano quelle; la guerra è stata persa (dall’Ucraina e dall’Europa); si è pronti a correre al riarmo verso la terza guerra mondiale. Il governo italiano si trova in imbarazzo in un teatrino in cui deve obbedire alle direttive americane da un lato e europee dall’altro, avendo al suo interno l’ala sovranista incarnata da Salvini e l’ala europeista incarnata dalla parte forzista.

E in questo scenario vediamo addirittura giornalisti, che in questi anni hanno propugnato la propaganda più mistificatoria sulla guerra in Ucraina, lanciare un appello per scendere in piazza per l’Europa, a difendere gli ideali e i valori occidentali ed europei. Di quali valori parla la piazza del 15 marzo chiamata da Michele Serra su La Repubblica, con il suo richiamo alla nostra presunta “identità di europei”? L’Europa di questi anni per noi – spacciata come un mito dei diritti, di pace, del welfare – è stata ciò che ha distrutto il sistema del welfare, ha peggiorato lo stile di vita degli europei, è l’Europa di Mario Draghi, è quell’Europa che accoglie il ministro israeliano complice di genocidio, quella che non ha proposto nessun tipo di ipotesi di pace.

Ne parliamo con Giorgio Monestarolo, dottore di ricerca in storia delle società europee, docente di storia e filosofia.

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