InfoAut
Immagine di copertina per il post

Libia: all’orizzonte un cambio alla guida del paese?

 

L’attuale situazione libica presenta caratteri di difficile interpretazione. Per quanto molti elementi contribuiscano ad un quadro di incipiente mutamento, sembra persistere una generale impasse della politica interna. Numerosi sono sicuramente gli eventi che hanno attraversato le ultime settimane come l’autobomba esplosa a poca distanza dall’appena riaperta ambasciata italiana a Tripoli, il tentato colpo di Stato a Tripoli o l’ultimo attacco statunitense sotto amministrazione Obama alle postazioni dello Stato Islamico nell’area limitrofa a Sirte. Parallelamente si è assistito alla crescente presenza sulla scena politica internazionale del generale dissidente Khalifa Haftar che, oltre ad aver avuto importanti incontri al vertice come quello con il presidente russo Vladimir Putin, ha cavalcato l’onda di sfiducia nei confronti del premier Fayez al Sarraj dichiarando che chi si è schierato con il Governo di Accordo Nazionale (Gna), come l’Italia, ha sbagliato parte della storia. Benché questi eventi abbiano una rilevanza in sé, essi non costituiscono, però, un significativo mutamento della situazione sul terreno. Possono, invece, essere letti come parti di un quadro in lenta preparazione che potrebbe portare, per la prima volta dopo anni, ad un reale mutamento della situazione libica.

 

Nei mesi passati, infatti, molti sono stati gli eventi che hanno cambiato il contesto d’area in cui la situazione libica si inserisce, andando a rafforzare la posizione del generale Haftar e di Tobruk. Nuovi finanziatori, tra cui la Cina, si sono affacciati al mercato libico andando a portare i propri fondi nella regione Cirenaica e molti attori internazionali hanno espresso il loro appoggio in maniera più o meno palese per il Governo di Aquila Saleh di stanza a Tobruk. Attraverso il sistema di alleanze tessuto da Haftar con il sostegno egiziano e l’enorme potenziale contrattuale dato dal controllo della mezzaluna petrolifera, il Generale sembra essere riuscito, progressivamente, a riconquistare la legittimità perduta con gli accordi di Skhirat. La vittoria di Tripoli contro lo Stato Islamico a Sirte e la presenza degli Stati Uniti al fianco del Gna hanno, però, ritardato il collasso del Governo internazionalmente riconosciuto, permettendo ad Al Sarraj di rimanere alla guida del Paese nonostante la palese debolezza.

Le variabili esterne sembrano, però, destinate a mutare nel breve periodo e, grazie alla mediazione/direzione egiziana, potremmo assistere nei prossimi mesi ad un radicale mutamento della situazione interna libica. Il neo-presidente Trump, a differenza del suo predecessore, potrebbe scegliere di avallare la strategia russa ed egiziana, sostenendo la non-ingerenza ed Haftar. In questo senso diventa significativo l’incontro tenutosi questo sabato al Cairo a cui hanno partecipato i Ministri degli Esteri di Egitto, Tunisia, Algeria, Ciad e Niger oltre a rappresentanti libici, il Segretario generale della Lega Araba Ahmed Abul-Gheit, l’inviato dell’Unione Africana Jakaya Kikwete e l’inviato speciale Onu per la Libia Martin Kobler. Durante il decimo incontro dei Paesi confinanti con la Libia, il messaggio è stato univoco e indirizzato a porre fine ai negoziati per iniziare a lavorare per una soluzione del conflitto. Il Ministro degli Esteri egiziano ha, inoltre, ribadito la contrarietà ad una soluzione militare e il sostegno all’accordo di Skhirat. Un passaggio importante in quanto non viene negata la valenza del tentativo di unità nazionale, ma si mette, anche se non esplicitamente, in dubbio la guida di questo processo, aprendo ad un dialogo preferenziale con Tobruk.

Nelle prossime settimane potremmo, dunque, assistere ad un’evoluzione della situazione libica e ad un riassestamento degli equilibri a favore delle regioni orientali, ma questo non deve far pensare che un semplice mutamento al vertice possa portare la stabilità statuale persa dopo la caduta di Muhammar Gheddafi. Per quanto Tobruk, sostenuto diplomaticamente e finanziariamente a livello internazionale e solido sul proprio territorio, possa avere la capacità di allargare la propria sfera di influenza al di fuori dei confini della Cirenaica e prendere la guida del Paese, molti gruppi come le milizie di Misurata potrebbero scegliere di non avallare il progetto del Generale, creando nuove falle nella sicurezza del Paese. Nonostante questo, se davvero Haftar dovesse riuscire a prendere la guida del Paese, il mutamento sarebbe radicale. Da un lato, la relazione Libia-Egitto ne uscirebbe enormemente rafforzata con immediate ricadute positive su entrambi i mercati, in particolare nel settore degli idrocarburi. Dall’altro, la lotta contro le fazioni islamiche diventerebbe ancor più cruenta e non farebbe distinzione tra ciò che è Stato Islamico e ciò che non lo è, creando i presupposti per una repressione di ampio raggio sul modello egiziano.

da NenaNews

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bologna: migliaia di persone partono in corteo dal presidio per Abderrahim Fakir. Cariche e scontri sotto la Prefettura

Per i due agenti di polizia che hanno ucciso Abderrahim Fakir, domenica a Bologna, è scattato lo scudo penale introdotto dal pacchetto sicurezza del governo Meloni. La Procura del capoluogo emiliano ha attivato verifiche sui due poliziotti e sui quattro operatori del 118 che hanno assistito all’ammanettamento e al soffocamento del 42enne: anziché nel “registro degli indagati”, il fascicolo è stato aperto con il “modello 45 bis”, quindi i nomi dei due poliziotti e i quattro sanitari sono nel percorso accelerato che entro trenta giorni (prorogabili a 120 perché ci saranno le richieste di perizie tecniche) potrebbe portare all’archiviazione del caso.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Genova: in ogni caso nessun rimorso.

Si è svolto ieri il corteo lanciato da diverse realtà genovesi e non per i 25 anni dell’omicidio di Carlo Giuliani.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

25 luglio: in marcia verso i cantieri della devastazione

Quindici anni fa, il potere politico ed economico decise di trasformare la Val di Susa in una zona di sacrificio e in un laboratorio di militarizzazione per imporre un’opera già rifiutata dall’intera comunità nel 2005.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

E’ stato ucciso Abderrahim Fakir dalla polizia a Bologna

L’omicidio di Abderrahim Fakir a Bologna per mano della polizia sotto gli occhi di operatori sanitari immobili è una dura immagine che restituisce quanto la vita delle persone abbia sempre meno valore per un sistema come quello in cui viviamo.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Carta per la transizione popolare e un’energia autonoma dagli interessi delle grandi industrie

Durante il weekend di iniziative a difesa dell’Appennino è stata prodotta una carta a partire dal confronto tra i vari comitati presenti. La trovate di seguito con l’invito a diffonderla e stamparla!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Seconda giornata del weekend di lotta No Tav: confronto, socialità e preparativi per l’Alta Felicità

Prosegue il Campeggio di Lotta No Tav al presidio di Venaus. Dopo la prima giornata, aperta dall’inaugurazione del nuovo sito di notav.info dall’iniziativa di lotta a San Didero, il secondo giorno è stato dedicato al confronto politico, alla socialità e alla presenza nei luoghi della resistenza.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Genova, venticinque anni dopo: brucia ancora

Venticinque anni sono un’infinità di tempo, sono un quarto di secolo, eppure non cancellano nulla. Genova 2001 non è una data semplice da commemorare: è una posta politica ancora aperta, e va trattata come tale.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Genova 2001. Una storia del presente

Riproponiamo questo lungo testo di Emilio Quadrelli, compagno che ci ha lasciati nel 2024 e che con le sue parole ha accompagnato riflessioni preziose per una prospettiva antagonista. A 25 anni da Genova ci aiuta a ricordarci il significato e il carico di quel momento che fu, con tutte le sue contraddizioni, un momento di rottura.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

1° giorno di Campeggio di lotta: da Venaus a San Didero

Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

C’hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane

Rincorrere, sparare a freddo a due uomini è giustiziare. Rincarare la dose con una terza persona già a terra, non è farsi giustizia da soli ma essere spietati assassini.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche

Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sudafrica: migliaia di migranti in fuga dalla violenza xenofoba di “March and March”. Le valutazioni di Alberto Magnani

In SudAfrica numerose attività commerciali chiuse e polizia dispiegata per le strade a seguito di manifestazioni anti-migranti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La cronaca della protesta all’arrivo del volo da Tel Aviv a Elmas, dentro e fuori il terminal

Domenica mattina all’aeroporto di Cagliari Elmas è atterrato un volo diretto da Tel Aviv. Il collegamento è una delle novità della stagione estiva dello scalo sardo: una rotta che connette Sardegna e Israele (operata da El Al in partnership con Sun d’Or) e che in tempo di genocidio non passa inosservata. All’esterno del terminal, una manifestazione di protesta a supporto del popolo palestinese – organizzata da Unica per la Palestina, Giovani Palestinesi Sardegna, Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, Associazione Sardegna Palestina e la delegazione sarda della Global Sumud Flotilla – accoglie chiunque esca dall’aeroporto. Il reportage dal terminal di Elmas.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Accordo Libano-Israele, tregua o normalizzazione dell’occupazione?

Il 26 giugno a Washington, con la mediazione dell’amministrazione Trump, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro in 14 punti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Scosse devastanti in Venezuela. Migliaia di dispersi, si scava tra edifici crollati. Il sisma più violento da 126 anni.

Sono oltre 25.000 le persone che risultano al momento disperse a seguito dei devastanti terremoti che ieri sera, mercoledì 24 giugno, hanno colpito il Venezuela. Due scosse violentissime, a breve distanza, tra mezzanotte e le due di notte, orario italiano, hanno causato il crollo di centinaia di edifici. La prima scossa è stata di magnitudo […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Perù: in un paese profondamente diviso, la destra di Fujimori vince alle presidenziali

Una settimana di spoglio dei voti alle elezioni presidenziali del Peru si salda con la risicatissima vittoria della estrema destra di Keiko Fujimori (figlia dell’ex-presidente e dittatore peruviano Alberto Fujimori, le cui politiche contro la guerriglia di Sendero Luminoso e le classi popolari peruviane gli erano valse accuse di genocidio).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Giunge a La Paz un’impressionante marcia della COB e dei settori contadini

Chiedono la rinuncia del presidente di destra Paz. Il governo risponde con la repressione e arresta il massimo dirigente della Centrale Operaia, Vicente Salazar.