InfoAut
Immagine di copertina per il post

Lo sciopero del Chocó

Con i progressi del processo di pace escono nella sfera pubblica potenti manifestazioni della resistenza popolare, come le azioni collettive del Chocó, Caquetá e Putumayo.

Lo sciopero civico del Chocó è pienamente giustificato e il governo di Santos deve ascoltare le loro giuste richieste, dando le relative garanzie invece di mandare la criminale ESMAD (squadre antisommossa, ndt). Appoggiamo decisamente la mobilitazione civica dei 500 mila abitanti del dipartimento.

Che dicano al paese cosa è stato fatto dei 7 miliardi di pesos probabilmente investiti lì in diverse opere, durante i cinque anni di governo dell’attuale capo della Casa de Nariño.

Una vergogna il saccheggio di cui è stata protagonista la casta politicante e una vergogna l’impunità nella quale si muovono gli artefici del furto al Chocó.

Con l’apertura democratica e l’ampliamento dei diritti politici dei colombiani come risultato del processo di pace, stanno affiorando un cumulo di problemi per anni repressi, che lo stato non riconosceva mediante la repressione e l’umiliazione, oltre alla conosciuta manipolazione delle macchine clientelari in cui è finito il vecchio bipartitismo liberal-conservatore.

Scioperi civici, proteste popolari, minghe (antica tradizione indigena di lavoro comunitario e collettivo, ndr) agrarie, blocchi di autostrade e azioni collettive sono la nota predominante in campo politico. Si tratta di risorse delle comunità per obbligare lo stato e il governo di turno a risolvere gravissimi problemi sociali.

Durante quest’anno ci sono state diverse manifestazioni di protesta sociale come lo sciopero delle centrali operaie, la Minga etnica e contadina, lo sciopero dei camionisti e in questa circostanza ci troviamo con la paralisi del Chocó, il rifiuto dello sfruttamento petrolifero nel Caquetá e le manifestazioni dei produttori di coca del Putumayo, contro le arbitrarie sradicazioni delle coltivazioni della pianta della coca nella regione, senza che siano offerte soluzioni produttive appropriate per le comunità contadine.

Lo Sciopero del Chocó già dura da 6 giorni e impegna una comunità composta da 500 mila persone, 100 mila delle quali sono indigeni, che vivono in 130 riserve in condizioni di assoluta miseria ed esclusione.

Il commercio è bloccato, l’educazione non funziona e molte altre attività vanno a mezza velocità, perché la popolazione, afrodiscendente nella sua grande maggioranza, si è stancata del flagello che genera la corruzione di una casta politica delinquenziale, causa dello smisurato deficit della sanità, del blocco delle strade verso Pereira e Medellín, della mancanza di connessioni elettriche, degli acuti problemi della sanità di base, della povertà, della miseria e della violenza dei gruppi paramilitari che prevalgono nel Quibdó e nelle principali arterie fluviali (Baudo e Atrato), controllate da eserciti privati di paramilitari, al servizio dell’attività mineraria illegale e del narcotraffico, fenomeno al quale non è estranea l’élite militare, governativa e quella delle cupole dei politicanti associati al governo nazionale.

Si tratta, quindi, di una giustificata sollevazione popolare, di una manifestazione di resistenza che la demagogia e il maccartismo del Ministro degli Interni in carica, dr. Rivera, non possono delegittimare con assurde affermazioni come quella che pretendeva di squalificare lo sciopero perché tra i suoi dirigenti c’erano militanti di primo piano della sinistra democratica. Tipico linguaggio dell’ultradestra uribista che non riconosce la realtà della protesta sociale e l’obbligo di darle le necessarie garanzie.

Dalla Casa di Nariño dicono che lo sciopero non si giustifica perché questa amministrazione ha investito nella regione circa 7 miliardi di pesos. Cifra gigantesca che è svanita nelle mani e  nelle tasche di riconosciuti agenti delle forze di governo santiste. Se questa è la cifra investita, le domande che molti di noi facciamo sono le seguenti: Dove sono le opere che dovevano essere costruite con tali cifre? A chi è stata aggiudicata la realizzazione delle medesime? Chi favorisce con le licitazioni e i contratti ad una riconosciuta impresa costruttrice come quella dei Solartes autori delle più diverse frodi in vari fronti delle opere civili come doppie carreggiate, tunnel e viadotti? Chi si è rubato il denaro degli ospedali e delle scuole? Dove sono questi denari?

L’indignazione dei chocoani è pienamente giustificata, naturalmente lo sciopero, di più quando si sa che gli artefici dell’appropriazione indebita e del furto del Chocó continuano ad essere molto tranquilli in mezzo all’impunità e ai privilegi giudiziari e penitenziari concessi da giudici della barricata dei politicanti santisti.

Nota. Viene alla luce pubblica tutta la corruzione dell’ex governatore del Cauca Temístocles Ortega e del suo protetto, l’attuale governatore Oscar Campos. Uno dei furbi che simulano la vicinanza con le rivendicazione democratiche. Ci mancano i dettagli del furto, insieme al senatore Velasco, delle royalty petrolifere e delle tangenti che negli ultimi 50 mesi sono ampiamente fluite verso Popayán attraverso gli OCAD (organismi collegiali che decidono gli investimenti, ndt). Migliaia di contratti con alte cifre sono stati aggiudicati attraverso raccomandazioni, le opere non esistono e da lì è sorta una nuova aristocrazia guidata da Luis Fernando Velasco, la nuova tessera del santismo caucano (http://bit.ly/2bGIVGJ).

23-08-2016

Rebelión

Traduzione del Comitato Carlos Fonseca:
Horacio DuqueEl paro del Chocó” pubblicato il 23-08-2016 in Rebeliónsu [http://www.rebelion.org/noticia.php?id=215862&titular=el-paro-del-choco-] ultimo accesso 24-08-2016.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Circa 26 feriti e una decina di arresti negli scontri di San Julián

Circa 26 feriti, due molto gravi, con un trauma alla testa, e più di una decina di arresti è il saldo dei gravi scontri che si sono registrati questo sabato nel paese di San Julián, nel dipartimento di Santa Cruz, quando agenti di polizia, militari e gruppi civili di scontro come l’Unione Giovanile Cruceñista (UJC) hanno tentato di sbloccare la strada che unisce la capitale del Santa Cruz con il Beni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: il governo di Paz crolla, El Alto conferma le proteste mentre i ministri si dimettono e cresce la preoccupazione per lo stato d’emergenza

La crisi politica che attraversa la Bolivia è entrata in una nuova fase di aggravamento dopo che un’affollata assemblea a El Alto ha deciso di approfondire le misure della protesta, di mantenere i blocchi e di chiedere la rinuncia dei funzionari del governo di Rodrigo Paz.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sardegna: proteste agli aeroporti contro la presenza di turisti israeliani, compresi soldati e riservisti

Dal 28 maggio tre voli ogni settimana da Tel Aviv atterrano a Cagliari ed Alghero, trasportando decine di famiglie che alloggeranno poi in vari resort nella zona meridionale della Sardegna.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Governo libanese e Israele trovano accordo sul cessate il fuoco ma i combattimenti proseguono

Nella notte arriva la notizia di un accordo di cessate il fuoco trovato tra le parti chiamate in causa dal Dipartimento di Stato Americano, quindi Israele e il governo libanese, ad esclusione di altri soggetti presenti sul territorio, come l’organizzazione della resistenza Hezbollah. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Prolungata la detenzione per gli attivisti del Global sumud land convoy

Il tribunale libico della Cirenaica ha comunicato oggi che gli attivisti arrestati nei giorni scorsi rimarranno in carcere fino a data da destinarsi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pontedera: migliaia di persone in corteo contro la costruzione di una nuova base militare

Ripubblichiamo la corrispondenza dal corteo no base tenutosi a Pontedera in provincia di Pisa il 2 giugno 2026 tratta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra che trasforma

Condividiamo il testo di presentazione del laboratorio politico a cura di Glomeda.org che si terrà sabato 6 giugno presso lo Spazio Autogestito Grizzly, Fano

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: si intensificano i bombardamenti da parte di Israele

Il Libano è nuovamente al centro degli attacchi da parte dell’esercito israeliano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

BLOCCATO L’HUB LOGISTICO MILANO – PIOLTELLO

CONTRO LA GUERRA, PER LA PALESTINA E I DIRITTI DEI LAVORATORI! Oggi, in occasione dello sciopero generale siamo di nuovo alle porte di Logtainer e DSV a Pioltello, in provincia di Milano. L’hub è bloccato, i camion fermi, la macchina logistica che alimenta il genocidio in Palestina si inceppa, ancora una volta, per nostra mano, […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Land Convoy: aggiornamenti su Dina e Domenico fermati in Libia

Il Console Generale d’Italia a Bengasi ha compiuto ieri sera una prima visita a Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. Sette italiani sono stati rimpatriati mentre Dina e Domenico sono ancora fermati in Libia, dopo diversi giorni passati senza notizie ieri sera c’è stato un primo contatto che riporta di averli visti in condizioni buone ma di aver richiesto di migliorarne la situazione.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

DIFENDIAMO IL DIRITTO DI SCIOPERO NELL’ECONOMIA DI GUERRA

DIRITTO DI SCIOPERO E LOTTE OPERAIE NELL’ECONOMIA DI GUERRA APPELLO PER UN’ASSEMBLEA DI TUTTE LE FORZE SINDACALI, SOCIALI E POLITICHE COMBATTIVE: Riprendiamo da Si Cobas sindacato intercategoriale – lavoratori autorganizzati : La delibera della Commissione di Garanzia dell’11 marzo, che colloca il settore della logistica sotto la Legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali, costituisce un […]

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Per il reintegro immediato dei licenziati Logiport e De Luca

Ripubblichiamo l’appello a mobilitarsi contro i licenziamenti del SI Cobas Napoli-Salerno e numerose altre realtà.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Fabbrica della guerra, Laboratorio della guerra, Drone Valley.

Uniamo qualche punto per mettere a fuoco, nel contesto più ampio di ristrutturazione del territorio in funzione della guerra, la recente notizia riguardo la prospettiva di produzione di droni militari ad alta tecnologia a Modena attraverso una partnership che vede Italia e Regno Unito collaborare tramite la milanese Vigilar Group Spa e la britannica MGI Engineering Ltd, che aprirà la sua sede italiana nella nostra provincia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’unica sovranità energetica è quella decisa dal popolo: Meloni e il nucleare una favola ridicola

Due referendum popolari hanno sancito il NO al nucleare in Italia. Una premessa obbligata dalla quale partire per leggere le forzature del governo Meloni sul tema: riaprire le centrali puntando sui “nuovi” Small Modular Reactors sarebbe la soluzione per l’indipendenza energetica. Tutte balle, scusate il francesismo. 

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara: mai più schiavi

Riprendiamo il comunicato pubblicato da Fem.in cosentine in lotta, Usb Reggio Calabria, Colpo Popolare, Addunati di Lamezia e La Base Cosenza in merito al corteo di ieri ad Amendolara in risposta alla strage da caporalato.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Sul Generale

Ad una settimana dal raduno nazionale del partito fondato dal Generale proviamo a ragionare attorno alla sua figura e alla traiettoria politica di Futuro Nazionale.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

In marcia per la difesa della Piana fiorentina

Sabato 16 maggio, Sesto Fiorentino. Erano un paio di migliaia a marciare per difendere “l’ultimo cuore verde rimasto nell’area metropolitana” di Firenze dal progetto di ampliamento dell’aeroporto di Peretola.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.