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Occupy ancora in piazza. Centinaia gli arresti

Dopo le manifestazioni dei giorni precedenti -con i relativi arresti- ad un anno di distanza ieri il movimento “occupy” è tornato in strada. Da New York a San Francisco, in una trentina di città, centinaia di persone sono scese in strada, non solo per ricordare la nascita del movimento ma anche per richiamare l’attenzione sulle origini di questo. La contestazione alla crescente disuguaglianza sociale e alle politiche attuate dai vertici, rimane quindi al centro dell’attenzione. E lo esprimevano bene ieri i cartelli, tra i tanti che venivano portati in strada, che recitavano “still here”. A dimostrare la determinazione del movimento, la volontà ancora una volta di attaccare il fulcro delle finanze, Wall Street, e di farlo da diversi punti di accesso stradale. Sin dalle prime ore del mattino la zona è stata presidiata con uno schieramento imponente, da parte delle forze dell’ordine, costituito da camionette, pullman, elicotteri, motociclette, per impedire qualsiasi movimento delle persone scese in piazza. E il bilancio della serata ha dimostrato l’ennesimo pugno duro: più di cento sono stati infatti gli arresti. Le immagini di persone trascinate via con l’accusa di disturbo al traffico, ritornano quindi a farsi vedere, con la stessa violenza da parte della polizia.

Senza dubbio, la giornata di ieri e la serie di contestazioni attuate in diverse città Usa, è stata mal digerita dall’amministrazione di Obama che in vista delle elezioni ha provato a rassicurare i cittadini, promettendo, tra le altre cose, miglioramenti della condizione della middle class, ma il popolo indignato non dimostra di essere convinto, d’altronde sembra che poco sia cambiato da un anno a questa parte, e la strada sembra ancora essere l’unico luogo dove praticare il dissenso.

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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