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Paesi Baschi, retata contro gli avvocati della sinistra indipendentista

Nemmeno 48 ore dopo l’immenso corteo che nella serata di sabato ha illuminato le strade di Bilbao richiedendo a gran voce la fine delle persecuzioni nei confronti dei prigionieri politici baschi, la stretta repressiva dello Stato spagnolo si fa dunque sentire più insistente che mai. Vale la pena ricordare che esattamente un anno fa, a pochi giorni dalla scorsa edizione del corteo per i presos, l’operazione “Jaque” aveva coinvolto 8 avvocati appartenenti al gruppo di contatto con i prigionieri baschi e subito dopo la magistratura aveva tentato di vietare la manifestazione. La conseguenza fu una storica alleanza tra le diverse anime politiche dei Paesi Baschi, che collettivamente si assunsero la paternità dell’iniziativa contribuendo alla riuscita di un momento storico per il paese, con oltre 130mila persone in strada al fianco dei prigionieri e delle prigioniere politiche.

Nel corso dell’operazione di stamane, oltre agli uffici degli avvocati, sono state perquisite anche alcune Herriko Taberna e la sede del sindacato LAB a Bilbao. Immediata la risposta della popolazione, che non appena saputa la notizia si è riunita in presidio davanti alla sede della Delegación del Gobierno a Iruñea mentre numerosi striscioni di solidarietà sono comparsi in tutte le citta del Paese Basco e per questa sera sono stati indetti diversi presidi e cortei.

 

In seguito all’operazione, gli avvocati che difendono i No Tav hanno diffuso un comunicato di solidarietà con i colleghi baschi arrestati: qui il testo.

 

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