InfoAut
Immagine di copertina per il post

Palestina. Morto il soldato israeliano. Tel Aviv punisce le famiglie: arresti e demolizioni

Questa mattina le forze militari israeliane hanno ucciso un giovane palestinese durante scontri al campo profughi di Al-Arroub, tra Betlemme e Hebron. Secondo fonti mediche si tratta del 21enne Muhammad Imad Jawwabra: è stato colpito dal fuoco israeliano al petto ed è morto in ospedale. Ferito un altro palestinese a Khursa, sud della Cisgiordania, dove circa 150 palestinesi stanno in questo momento protestando contro la repressione israeliana.

ore 10.45 – PALESTINESE UCCISO TRA GAZA E ISRAELE, UN SECONDO NEL “TRIANGOLO” AL CONFINE CON LA CISGIORDANIA

Questa mattina al valico di Kerem Shalom tra Israele e Striscia di Gaza, l’esplosione di un camion di diesel ha provocato la morte di un giovanepalestinese. Muhammad Ahmad Bahloul, 17 anni, è morto, altri due palestinesi sono rimasti feriti. Le autorità locali non sono ancora di spiegare l’accaduto, avvenuto nel lato palestinese del valico, ma lo hanno definito “molto strano” perché la zona è altamente controllata dall’esercito israeliano e si può accedere solo dopo stretti controlli.

Sempre questa mattina un lavoratore palestinese, Nihad Mufid Ahmad Nalowa, 35 anni e residente nel distretto di Tulkarem, è stato ucciso da un proiettile sparato da sconosciuti nella città di Zemer, nel cosiddetto Triangolo tra Israele e Cisgiordania. Non se ne conoscono ancora le cause.

_____________________________________

Lo Stato israeliano ha alzato il livello d’allerta dopo gli accoltellamenti di ieri, a Tel Aviv e in una colonia in Cisgiordania, tra Gerusalemme e Betlemme. Il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, ha fatto sapere che poliziotti saranno dispiegati oggi nelle città israeliane e in Cisgiordania.

Ieri un palestinese di Nablus, il 25 enne Nur a-Din Hashiya, ha accoltellato un soldato israeliano alla stazione dei treni di Tel Aviv. Il militare, Almog Shiloni di Modin, è morto nella serata di ieri per le ferite riportate. Più tardi, un altro palestinese, Maher Hashlamoun, 30 anni, residente a Hebron, ha colpito tre persone con un coltello in una fermata dell’autobus nella colonia di Alon Shvot, uccidendo una donna di 25 anni, Dalia Lemkus. Ucciso anche Hashlamoun da una guardia di sicurezza dell’insediamento israeliano.

La reazione del premier Netanyahu è stata immediata: dopo aver “invitato” gli attivisti politici palestinesi e i partecipanti alle manifestazioni dentro lo Stato di Israele a “trasferirsi a Gaza e in Cisgiordania”, una decisione che “il governo israeliano faciliterà”, sono partite le punizioni collettive.

Ieri notte il primo ministro ha dato ordine all’esercito di demolire le abitazioni dei due palestinesi responsabili degli attacchi. Una politica nota ed extragiudiziale, illegale per il diritto internazionale, ma sistematicamente applicata dalle autorità israeliane per far pagare il prezzo di qualsiasi tipo di azione alle famiglie dei responsabili. Ieri le forze militari israeliane hanno anche arrestato alcuni membri delle due famiglie: il padre e alcuni fratelli di Nur a-Din Hashiya (che stavano già svuotando la casa in attesa della demolizione) e familiari di Hashlamoun.

E se i due attacchi sembrano essere stati rivendicati dalla Jihad Islamica, a monte sta la rabbia per il deteriorarsi delle condizioni di vita della popolazione palestinese in tutta la Palestina storica: la scintilla che ha fatto esplodere le tensioni, già alte a Gerusalemme, da giorni città blindata, è stato l’omicidio a sangue freddo di un giovane di Nazareth, Khair al-Din Rouf Hamdan, 22 anni, residente nel villaggio di Kafr Kana, in Galilea. Il ragazzo è stato colpito da una pallottola a distanza ravvicinata sabato all’alba, durante un’operazione di arresto.

Da giugno i Territori Occupati e la Palestina ’48 (l’attuale Stato di Israele) stanno assistendo ad una rottura degli equilibri che per anni il governo israeliano ha tentato di mantenere per poter portare avanti indisturbato le proprie politiche di espansione territoriale e negazione dell’identità. La campagna militare lanciata contro la Cisgiordania e Gerusalemme dopo la scomparsa dei tre coloni e poi l’attacco violentissimo contro Gaza hanno riacceso rabbie nascoste in tutta la popolazione palestinese, a scapito dei tentativi della leadership di Ramallah di acquietare gli animi.

La distanza tra la base e i vertici peggiora la situazione: gran parte dell’opinione pubblica palestinese vede calpestati i propri diritti all’autodeterminazione. La conseguenza è l’esplosione della rabbia.

da Nena News

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Nuestra America Convoy

Pubblichiamo un importante contributo di un compagno appena ritornato dalla missione solidale a Cuba. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tra le macerie di Gaza, le ragazze reagiscono, un pugno alla volta

Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne ricostruiscono un club di pugilato, usando lo sport per elaborare il dolore, sfidare le norme e trovare la forza in mezzo allo sfollamento.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele introduce la pena di morte per i palestinesi

Impiccagione, nessun appello e applicazione selettiva: la norma voluta da Ben Gvir e sostenuta da Netanyahu legalizza la disuguaglianza e istituzionalizza la punizione su base etnica.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No Kings Italy: manifestazione nazionale a Roma “Together contro i re e le loro guerre” – cronaca della giornata

Sabato 28 marzo, a Roma, la manifestazione nazionale “Together – No Kings, contro i re e le loro guerre”. Appuntamento alle ore 14 in Piazza della Repubblica dopo il concerto di ieri, 27 marzo, alla Città dell’Altra economica, sempre nella Capitale, cui hanno partecipato migliaia di persone e decine di artiste e artisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

28 marzo a Niscemi: liberiamo i territori dalla guerra

Il 28 marzo alle ore 15 torniamo a scendere in piazza a Niscemi (CL), la città del MUOS, per dire con forza no alla guerra e all’uso delle basi militari statunitensi in Italia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra come risposta alla crisi di egemonia statunitense conduce alla recessione globale

L’apprezzamento momentaneo del dollaro spinto dalla domanda aggiuntiva di petrodollari occulta una fragilità strutturale dell’economia americana.

Da Radio Blackout

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Competizione USA-Cina e impatti sul mercato dell’energia

Chi guadagna dal blocco dello Stretto di Hormuz? ENI, ad esempio. Si parla di dividendi straordinari per la società di Descalzi da quando il petrolio è stabile sui 90 dollari, con oscillazioni che vanno sino a oltre i 100.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo

All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista all’Accademia della Modernità Democratica 

Abbiamo svolto questa intervista all’Accademia della Modernità Democratica per approfondire il contesto più ampio relativo alla guerra all’Iran e il punto di vista delle comunità curde sui territori coinvolti e che potenzialmente verranno coinvolti nelle dinamiche di guerra guerreggiata. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Processo Sovrano, crollato il teorema associativo la Procura ci riprova in appello

Ripubblichiamo da notav.info un contributo che riassume i passaggi processuali che hanno portato alla caduta dell’accusa di associazione per delinquere nel processo “Sovrano” in primo grado, oltre ad alcune considerazioni politiche su questo processo. In vista del ricorso in appello da parte della Procura con la prima udienza fissata per lunedì 13 aprile 2026 al Tribunale di Torino.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Giovani Contro

Oggi la politica istituzionale in toto inizia ad avere un timore, ossia quello di vedere nei “giovani” un settore capace di organizzarsi, incidere e non avere alcuna fiducia nei confronti della delega e della politica dei partiti.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Culture

FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO 

Di seguito l’indizione della Quarta Edizione del Festival Altri Mondi / Altri Modi “Vanchiglia Quartiere Partigiano”

Immagine di copertina per il post
Confluenza

9-10 maggio marcia popolare a difesa dei crinali dell’Appennino mugellano

Nelle scorse settimane si è tenuta una passeggiata sui crinali mugellani per esplorare i territori coinvolti nel nuovo progetto eolico industriale che dovrebbe sorgere nel Comune di Londa, in provincia di Firenze.