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Quèbec, si dimette il ministero dell’istruzione

lunedì 14 maggio. La rinuncia è stata provocata a seguito dell’annuncio di aumento delle spese scolastiche dell’82 % nel giro di 7 anni.

Line Beauchamp ha preso questa decisione a seguito del rifiuto degli studenti di una proposta di gestione di uscita dalla crisi affidata alle province, affermando d’avere perso fiducia nella volontà dei portavoce studenteschi di trovare una soluzione. Visibilmente scossa, la ministra annuncerà le sue dimissioni presso un’agenzia stampa in diretta TV: “Non mi dimetto a fronte di intimidazioni.. Non cedo ai vandalismi, né alla disobbedianza civile (?). Mi dimetto perché ritengo di non far più parte della soluzione”.

La ministra, che ha rinunciato allo stesso tempo al mandato di deputata liberale, ha provato a giustificarsi:”Personalmente, a titolo di ministro dell’educazione, non sono mai riuscita ad ottenere da loro (gli studenti) un compromesso. Perciò, personalmente, ho fatto l’ultimo compromesso che potevo fare, cedere il posto”.

Il primo ministro del Québec, Jean Charest, che è stato al suo fianco al momento dell’annuncio, ha insisito sulla “scelta personale” della ministro, omaggiandola. Le dimissioni di Beauchamp irrompono all’inizio della quattordicesima settimana di sciopero e manifestazioni dei 165 mila studenti del Québec, spesso accompagnati da episodi di fortissima radicalità.

L’ultimo accordo proposto dal governo prevede un aumento delle rette universitarie di 1780 dollari in 7 anni, rispetto ai cinque inizialmente stabiliti, per arrivare a circa 4.000 dollari in media all’anno. I prestiti e le borse vedranno un leggero rialzo.

.C’è da scommettere che i risultati iniziali conseguiti dagli studenti del Québec in lotta non appagheranno la loro voglia di ribaltare la gestione neoliberista dei saperi e la messa a profitto unidirezionale delle capacità cognitive degli universitari. Un altro monito per le lotte studentesche nostrane: l’irriducibilità e il rifiuto della mediazione pagano, eccome!

tratto da UnivAut

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