InfoAut
Immagine di copertina per il post

Rappresaglia israeliana nel Golan

La risposta israeliana al ferimento ieri di quattro soldati sulle Alture del Golan occupato non si è fatta attendere. Stamattina l’aviazione ha colpito “un campo di addestramento dell’esercito siriano, un quartier generale e una batteria artigliera” in una serie di incursioni aere iniziate ieri, dopo il ferimento dei militari israeliani nell’esplosione di un ordigno nei pressi della barriera che divide la Siria da Israele, a sud della cittadina drusa di Majdal Shams.  Secondo Tel Aviv, si sarebbe trattato di un agguato, forse con un ordigno comandato a distanza: i militari si sono avvicinati alla barriera per controllare la segnalazione di movimenti sospetti da una torretta di avvistamento e appena scesi dalla jeep sono stati investiti dall’esplosione.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha subito annunciato la rappresaglia: “La frontiera con la Siria è piena di jihadisti e di miliziani di Hezbollah (movimento sciita libanese, n.d.r.). Negli ultimi anni abbiamo cercato di mantenere la calma a causa della guerra civile siriana, ma agiremo con fermezza per salvaguardare la sicurezza dello Stato di Israele”. E stamattina gli ha fatto eco il ministro della Difesa, Moshe Yaalon, che ha puntato il dito contro il presidente siriano Bashar al Assad, avvertendo che se continuerà a minacciare Israele “si pentirà delle sue azioni”.

La tensione tra Damasco e Tel Aviv è altissima e quello di ieri è il terzo incidente in questa zona calda in poco tempo. Venerdì scorso c’è stato un attacco senza vittime contro le forze israeliane nell’area contesa delle fattorie di Sheba, punto d’incontro tra Siria, Libano e Israele. Tel Aviv ha risposto colpendo le postazioni di Hezbollah lungo il confine. Dieci giorni fa, invece, Israele ha denunciato un altro attentato fallito da parte del Partito di Dio. Si tratterebbe di rappresaglie per i bombardamenti israeliani contro i convogli di Hezbollah in Libano.

Secondo rivelazioni recenti, le Alture del Golan sarebbero diventate merce di scambio tra Israele e i gruppi di opposizione che da tre anni tentano di rovesciare il regime di Assad, ma sono in difficoltà dopo l’avanzata delle forze governative nella strategica città di Yabrud, al confine con il Libano. Pochi giorni fa il quotidiano al Arab ha riportato la dichiarazione shock di un membro dell’opposizione siriana, Kamal al-Labwani, che affermato che “vendere le alture del Golan è meglio che perdere sia la Siria che il Golan”. Oltre alla storica rinuncia, al-Labwani vorrebbe che Israele applicasse una no-fly zone lungo i suoi confini nord-orientali fino a coprire alcune parti meridionali del territorio siriano, di modo da proteggere le basi ribelli dagli attacchi dell’aviazione di Assad. Insomma, è la richiesta di un sostegno economico e militare israeliano in cambio del Golan. La notizia, passata in sordina sulla stampa internazionale, ha infiammato la comunità del web: chi chiama i ribelli “traditori”, chi profetizza ulteriori cessioni di “territorio arabo” come Gerusalemme e Damasco e chi fa notare che i ribelli non hanno alcuna autorità per regalare il Golan a Israele che, d’altronde, sta consolidando il suo controllo sulla zona approfittando del caos siriano.

Il Golan è stato strappato alla Siria nella Guerra dei Sei Giorni e annesso unilateralmente nel 1981 in una mossa mai riconosciuta dalla Comunità internazionale.

Da Nena News

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oltre un solo uomo: perché le guerre di Israele non finiranno con Netanyahu

Per rompere questo paradigma, i palestinesi devono generare una leva, una leva reale. Questa non può derivare da inutili negoziati o da appelli al Diritto Internazionale a lungo ignorato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Salpa la Flottilla da Augusta! Buon vento!

Ieri la partenza dal porto di Augusta oltre 60 imbarcazioni di nuovo verso Gaza. Riceviamo un video da parte di Simone del Gruppo Autonomo Portuali che ricorda l’attualità dei valori della resistenza e la necessità della lotta contro sionismo, colonialismo e imperialismo, in occasione del 25 aprile. Intanto le navi della flottilla sono partite per […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Città in guerra: dalla distruzione sistematica dello spazio urbano alla sua occupazione militare

Dalla Sarajevo degli anni 90 fino a Gaza, la guerra attraversa le città e le trasforma. I conflitti contemporanei assumono una dimensione sempre più urbana, sia nei teatri di guerra aperta sia nei contesti apparentemente in “pace”. Da Radio Blackout L’operazione militare israeliana contro Gaza ha dimostrato che i bombardamenti e le demolizioni puntano alla sistematica distruzione degli […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina, colonizzazione armata e guerra permanente: uccisi ragazzi in Cisgiordania, Gaza spezzata dalla “linea gialla”

Coloni armati seminano morte nei villaggi palestinesi, aumentano violenze e sfollamenti in Cisgiordania. Nella Striscia Israele consolida l’occupazione del 53% del territorio trasformando la zona cuscinetto in frontiera militare stabile. Da Osservatorio Repressione La violenza contro i palestinesi prosegue senza tregua, tra l’espansione coloniale in Cisgiordania e la progressiva spartizione militare di Gaza. Nelle ultime […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Una nuova partenza verso Gaza

Partirà a giorni la nuova missione per rompere l’assedio a Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno portuali bloccano il transito di una nave carica di armi USA. La polizia sgombera il presidio

All’alba di sabato 18 aprile i lavoratori del porto di Livorno hanno bloccato il transito di una nave che stava trasportando armamenti statunitensi verso la base militare Usa di Camp Derby. Non appena ricevuta l’informazione sul transito della nave cargo, il sindacato di base Usb, il Gruppo Autonomo Portuali e l’Ex Caserma Occupata di Livorno hanno organizzato il presidio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Per la Palestina e contro la guerra: appello dei palestinesi all’unità e alla convergenza sindacale.

Abbiamo colto con entusiasmo l’indizione di sciopero generale da parte di CUB, SGB, ADL Varese, SI COBAS e USI-CIT per il 29 Maggio 2026.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un 25 aprile di lotta!

Da Torino a Pisa, passando per Milano e Roma la giornata del 25 aprile è stata partecipata in maniera significativa in tutta Italia. Proponiamo alcuni racconti della giornata.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Spagna: Il Movimento Antirepressione di Madrid svela un’altra poliziotta infiltrata

L’agente della Polizia Nazionale Spagnola per più di un anno è stata infiltrata in nell’organizzazione propalestinese MAR e in un partito politico.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Strike Days a Prato

Dal 17 aprile sono in corso gli strike days, una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare e combattere lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici a Prato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.