InfoAut
Immagine di copertina per il post

Saddam, Bellini e Cocciolone: 25 anni fa iniziava la Guerra del Golfo

La tragedia di una serie di bombardamenti che massacrarono la popolazione civile irachena, di un embargo che la privò di risorse elementari, la farsa di una vicenda tutta italiana tra blob, Emilio Fede e Cocciolone.
Cominciamo da una retrospettiva biografica: lo scrivente, assieme ad un noto (e benemerito) mediattivista livornese, alla vigilia dell’attacco occidentale in Iraq si trovò a fare la spesa, in un noto supermercato, per una iniziativa degli spazi sociali. Ebbene, nel primo pomeriggio la sorpresa fu di trovare gli scaffali vuoti di beni di prima necessità (pasta, farina, pomodori). Era la testimonianza, non solo livornese, di un paese impaurito di fronte alla prima esperienza collettiva di guerra dal 1945. Impaurito anche da uno spettacolo televisivo che, per la prima volta, portava nelle case la guerra in diretta, minuto per minuto.
Ma cosa era accaduto? L’Iraq, indebolito da 8 anni di guerra contro l’Iran (fatti per motivi di supremazia regionale ma anche con l’esplicito incoraggiamento degli Usa), alla fine degli anni ’80 cerca soluzioni di riscatto. Le trova invadendo, nell’agosto del 1990, il confinante Kuwait. È una mossa con il classico doppio valore: geopolitico ed economico. Permetterebbe all’Iraq di posizionarsi come potenza dell’area, nonostante l’indebolimento causato dalla guerra con l’Iran, ma anche di acquisire il mare di petrolio che sta sotto il Kuwait. Gli iracheni ritengono inoltre di avere perlomeno il silenzio-assenso degli Usa per l’operazione. Non è così. I legami kuwaitiani e sauditi dei Bush, petrolieri storicamente in affari nell’area, si fanno subito sentire. Oltretutto per gli Usa, dopo la caduta del muro di Berlino, la crisi in Kuwait è l’occasione (come sappiamo mancata) per ridefinire i rapporti nell’area.
Comincia quindi una lunga fase di condanne, avvertimenti diplomatici, risoluzioni dell’Onu, embarghi diretti dagli Usa contro l’Iraq con uno scopo ben preciso: far ritirare le truppe di Baghdad dal Kuwait. Si parla di una tensione internazionale accresciuta per mesi, che occupò quotidianamente i media allargando come mai prima di allora gli spazi dell’informazione (ad esempio, è a partire da allora che il televideo funziona 24 ore su 24, che si cominciano a vedere le tv straniere mirrorate dalle tv private prima dei satelliti etc.). Investendo una opinione pubblica globale maggiore, dal punto di vista numerico, persino di quella del Vietnam.

Fu formata una coalizione internazionale, alla quale partecipò l’Italia, pronta all’invasione del Kuwait per cacciare gli iracheni. E tornò il movimento pacifista, con ceri e veglie, ad accompagnare i preparativi dell’invasione, con manifestazioni in ogni città (senza una manifestazione centrale nazionale).
Nel gennaio del 1991, dopo mesi di crisi degli ostaggi occidentali (liberati) di preparazione della coalizione, di diniego degli iracheni a ritirarsi, cominciarono nella notte tra il 15 e il 16 gennaio i bombardamenti americani per preparare l’invasione. E cominciò anche l’avanspettacolo televisivo, con la diretta di tutti i tg tra cui Studio Aperto, diretto allora da Emilio Fede, che fu il primo ad annunciare la notizia del bombardamento Usa. L’inizio dell’attacco occidentale fu infatti anche una grande occasione di spettacolarizzazione: tra Emilio Fede, Blob e Striscia la notizia quella guerra ha costituito forse la più grande rappresentazione quotidiana e collettiva di satira della storia della tv italiana. Infatti, la vicenda della prigionia dei piloti Bellini e Cocciolone, raccontati da Emilio Fede dal campo di concentramento fino al successivo matrimonio dopo la liberazione, è forse uno dei più convincenti reality, fatto poi senza ombra di finzione, mai girato e commentato in Italia.
Nel febbraio 1991 la guerra finì, il Kuwait fu tolto all’Iraq (con poche centinaia di morti occidentali e decine di migliaia di iracheni). Gli americani, che rimasero nei limiti del mandato della coalizione di allora, si fermarono ai confini iracheni senza andare a Baghdad. Quella della invasione dell’Iraq, marzo 2003, è infatti oggetto di tragedia successiva, seguita dai media di nuova generazione. Quanto all’Italia, l’epoca della ricreazione era finita. E con lei la voglia di fare reality sulle tragedie. Nel febbraio 1991 infatti, nel silenzio generale, l’Italia firmerà il trattato di Maastricht. Il paese da allora si avviterà in una spirale di austerità e rigore, e di impoverimento, dalla quale non è ancora uscito.

da senzasoste.it

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

BelliniCoccioloneGuerra del GolfoiraqSaddamUsa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

10 SETTEMBRE: BLOCCARE TUTTO E PRENDERE BENE LA MIRA. UN CONTRIBUTO DAI SOULEVEMENTS DE LA TERRE

I Soulèvements de la terre contribuiranno a «bloccare tutto» contro il piano Bayrou a partire dal 10 settembre. Numerosi comitati locali e i granai dei Soulèvements de la terre hanno iniziato a mettere a disposizione i loro mezzi materiali, reti e savoir-faire. Dedichiamo alla discussione portata avanti all’interno del movimento che si annuncia, qualche riflessione […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Argentina: manifestanti attaccano la carovana elettorale di Javier Milei

Il presidente partecipava a un comizio elettorale nella località di Buenos Aires situata nella terza sezione elettorale dopo lo scandalo che ha scosso il governo per presunti fatti di tangenti e corruzione nell’acquisto di medicinali.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Venezia: sabato 30 agosto corteo per lo stop al genocidio a Gaza

Stop al genocidio, stop alle collaborazioni e alla vendita di armi a Israele.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Haiti: Trump invade la nazione haitiana con mercenari di Erik Prince

Erik Prince, fondatore della compagnia di mercenari privata Blackwater e forte alleato politico di Donald Trump, ha firmato un accordo di 10 anni con il governo di Haiti (sotto tutela degli USA) per combattere le bande criminali che lo stesso regime americano ha promosso.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’ancora di salvezza degli Stati Uniti maschera la caduta libera dell’economia israeliana

L’Ufficio Centrale di Statistica israeliano ha riferito che l’economia, già in costante stato di contrazione, si è contratta di un ulteriore 3,5% tra aprile e giugno.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina: Global Sumud Flotilla, da Genova (31 agosto) e dalla Sicilia (4 settembre) le partenze italiane verso Gaza per rompere l’assedio

Maghreb Sumud Flotilla, Freedom Flotilla Coalition, Global Movement to Gaza e Sumud Nusantara si sono uniti per un obiettivo comune

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libertà per Marwan Barghouti e tutti i prigionieri palestinesi

Questo il messaggio di Fadwa per suo marito Marwan Barghouti dopo averlo visto, dimagrito e quasi irriconoscibile, nel video diffuso dal ministro israeliano Ben-Gvir, che ha vigliaccamente minacciato Marwan nella sua cella.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Francia. 10 settembre: il popolo deve organizzarsi al di fuori dei quadri imposti dai sindacati e dai partiti politici

Continuiamo a dare contro del dibattito che sta accompagnando la costruzione della giornata del 10 settembre in Francia contro il piano di austerità del governo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Non possiamo permettere che la Grecia diventi il Parco di divertimento dei soldati dell’IDF: i turisti israeliani che scelgono la Grecia devono confrontarsi con le proteste pro Palestina

Mentre continua l’attacco genocida di Israele a Gaza, i turisti israeliani in Grecia quest’estate si trovano ad affrontare una crescente reazione negativa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pensare l’Europa oggi: spazi e soggetti delle lotte in tempo di guerra

Come agiamo dentro questo quadro e che cosa vuol dire opporsi alla guerra e al riarmo in questa situazione?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Georges Ibrahim Abdallah uscirà di prigione il 25 luglio, dopo 41 anni di reclusione

Abbiamo tradotto questo testo apparso su ContreAttaque in seguito alla notizia della decisione di fare uscire dal carcere Georges Ibrahim Abdallah dopo 41 anni di reclusione ingiusta, simbolo della persecuzione e dell’attacco da parte di Stati Uniti e Israele in primis e, di conseguenza della totale complicità di uno Stato europeo come la Francia, nei confronti di un militante anti-imperialista, rivoluzionario marxista libanese.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Raffaele Sciortino – L’imperialismo nell’era Trump. Usa, Cina e le catene del caos globale

Che cos’è l’imperialismo oggi, nell’era di Trump? da Kamo Modena Non è una domanda scontata, né una mera speculazione teorica; al contrario, siamo convinti che sia un nodo fondamentale, tanto per chi vuole comprendere il mondo, quanto per chi mira a trasformarlo – partendo, ancora una volta, da dove si è, da dove si è […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Los Angeles, o la fine dell’assimilazione

“Non è nostro compito inventare strategie che potrebbero permettere al Partito dell’Ordine di respingere il diluvio. Il nostro compito è piuttosto quello di individuare quali compiti necessari ci vengono assegnati giorno per giorno, quali forze di creatività, determinazione e solidarietà vengono chiamate in causa, e quali forme di azione appaiono ora ovvie a tutti.”

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Fuoco e ghiaccio: lezioni dalla battaglia di Los Angeles

Traduciamo questo articolo anonimo dal sito ill will. Il testo è del 14 giugno, quindi scritto nei giorni caldi delle rivolte. Ci sembra importante cercare di seguire il dibattito interno al movimento che si sta dando negli Usa, per provare a restituire la complessità delle questioni che esso mette sul tappeto.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Costruita per Dominare

Pubblichiamo la traduzione del seguente articolo: Palantir sta progettando l’infrastruttura della repressione — e ci sta dicendo il perché. Una nuova campagna di reclutamento è apparsa nei campus delle università d’élite statunitensi nell’aprile scorso. In scuole come Cornell e UPenn, manifesti alle fermate degli autobus, su uno sfondo nero austero, lanciavano un cupo avvertimento: “È […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gli USA bombardano l’Iran, ogni maschera è caduta

Ieri notte gli USA hanno bombardato tre siti nucleari in Iran, quello di Fordo, di Isfahan e di Natanz ufficializzando di fatto l’entrata in guerra al fianco di Israele.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Una resa dei conti coloniale: come la guerra di Israele contro l’Iran riapre vecchie ferite

Riprendiamo di seguito questo articolo di Soumaya Ghannoushi, apparso su Effimera. Condividiamo in gran parte quanto scritto nel testo e nell’introduzione di Effimera, ci teniamo a sottolineare per quanto riguarda il nostro punto di vista che sicuramente quello del multipolarismo rappresenta un orizzonte del desiderio tra le masse del sud del mondo (ed anche qui […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’ombra di Sigonella sui bombardamenti israeliani all’Iran

Passa immancabilmente dalla base siciliana di Sigonella parte del sostegno delle forze armate USA alla guerra di Israele contro l’Iran.  di Antonio Mazzeo, da Pagine Esteri Secondo il sito specializzato ItaMilRadar che monitorizza il traffico aereo militare nel Mediterraneo, nei giorni 13, 15 e 16 giugno sono state documentate lunghe missioni nello spazio aereo prossimo ad Israele, […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Fuck ICE! Note sulla rivolta.

Da giorni Los Angeles è sotto assedio, una vera e propria invasione poliziesca contro i lavoratori migranti ha scatenato un’odata di proteste e resistenza popolare.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Anche con l’avvenuto scioglimento del Pkk, la fine del conflitto curdo-turco appare lontana

Nonostante il PKK si sia auto-dissolto con il XII Congresso, da parte di Ankara non si assiste a comportamenti speculari.