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Si apre una settimana di fuoco contro la Loi Travail

Ieri le principali organizzazioni sindacali hanno chiamato un nuovo sciopero che ha ricevuto un adesione molto alta con 200’000 persone che hanno partecipato alle manifestazioni in tutta la francia, 50’000 nella sola Parigi.
Il corteo nella capitale è stato caratterizzato da continue provocazioni da parte della polizia e del servizio d’ordine dei sindacati, CGT e Force ouvrière hanno provato a tenere il numerosissimo spezzone auto-convocato fuori dal corteo. Soltanto la determinazione dei manifestanti ha permesso ai tanti giovani e meno giovani che non si riconoscono nelle organizzazioni sindacali di raggiungere la testa del corteo. Una determinazione che non è piaciuta alla polizia che ha reagito con i gas lacrimogeni mentre i manifestanti li bersagliavano con un fitto lancio di oggetti e di bombe molotov. Si contano 49 arresti e numerosi feriti tra i manifestanti di cui uno piuttosto grave colpito da una granata sparata ad altezza d’uomo dalle forze dell’ordine. Diecimila persone sono scese in piazza a Nantes, 80’000 a Marsiglia, 8’000 a Tolosa, 2’000 a Rennes, 3’000 a Montpellier e 7’000 a Lione. Proprio a Lione il corteo è stato violentemente caricato all’arrivo a Bellecour dove la polizia ha ferito diverse persone.

Nell’ovest della Francia blocchi stradali da parte dei camionisti hanno completamente paralizzato la regione creando code chilometriche, chiudendo con la forza numerose raffinerie e porti. A Le Havre tremila lavoratori hanno bloccato le zone industriali e portuali della città con una quindicina di barricate di pneumatici che sono stati dati alle fiamme. Blocchi anche a Rennes Caen e Saint-Nazaire dove i portuali sono riusciti immobilizzare tutti i flussi in entrata e in uscita sia via mare che via terra.
Nel pomeriggio, il presidente Hollande ha reiterato la sua determinazione nel proseguire con l’approvazione della legge “Non cederò” ha dichiarato. Il segretario della CGT, Philippe Martinez, ha invece confermato che il sindacato non si sederà a nessun tavolo di trattativa visto che la richiesta è quella del ritiro puro e semplice della riforma “È la colonna vertebrale del testo che è pessima, non ci hanno ascoltato quindi ci faremo sentire più forte” ha detto alla stampa.

Oggi è in corso, proprio a Place de la république, la piazza simbolo del movimento contro la Loi travail, una manifestazione dei sindacati di polizia per chiedere la fine di quello che viene definito un “odio anti-sbirri” che si sta copiosamente esprimendo nelle piazze francesi. Uno degli slogan più cantati nelle manifestazioni contro la riforma del codice del lavoro è infatti “tutti quanti odiano la polizia” e gli scontri con le forze dell’ordine sono stati numerosissimi vista anche la violenza messa in campo dagli agenti. I manifestanti lamentano diverse centinaia di feriti in due mesi di movimento, di cui alcuni molto gravi feriti alla testa come un giovane studenti di Rennes che ha recentemente perso un occhio a causa di una granata lacrimogena sparata dalla polizia. Oltre ai sindacati di polizia presenti in piazza numerosi esponenti del Front national venuti a sostenere i poliziotti che difendono il governo dalla collera popolare.
Contro la manifestazione poliziesca si è formato un folto presidio per contestare “l’impunità delle forze dell’ordine”. Presenti numerosi parenti delle vittime della violenza della polizia, tra cui Amal Bentounsi il cui fratello è stato ucciso dalla polizia con uno sparo alla schiena nel 2012. Gli agenti hanno notificato sul posto alla fondatrice del collettivo “Urgence notre police assassine” un provvedimento di divieto di manifestazione proprio mentre ricordava a tutti i presenti cosa avesse fatto la polizia contro suo fratello e come i giudici abbiano fatto di tutto per evitare un processo all’assassino in divisa.
Nel frattempo diversi partecipanti alla contro-manifestazione stanno provando ad entrare in Place de la république a spinta, ne sono seguiti cariche delle forze dell’ordine per proteggere i colleghi e una vettura della polizia è stata data alle fiamme.

Un nuovo sciopero generale è previsto per la giornata di giovedì e il primo ministro Valls sembra sempre più in difficoltà anche se ormai approvare la legge sembra essere diventata una questione di principio per un governo sempre più impopolare…

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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